Bassi livelli di RNA per il virus dell’epatite C (HCV) alla fine del trattamento non sono predittivi di risposta alla terapia in pazienti con epatite C, trattati con regimi privi di interferone. Questo è quanto riportato dai ricercatori del Centro Clinico dell’NIH e pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Diseases.

Il carico virale per l’epatite C (HCV) puo’ aiutare come predittore di risposta al trattamento durante la terapia a base di interferone.

In questo studio è stata valutata la capacità predittiva dei livelli di RNA per l’HCV alla fine del trattamento (EOT) per la risposta virologica sostenuta (SVR12) utilizzando farmaci antivirali (DAA) senza interferone.

La dott.ssa Sreetha Sidharthan, dell'Istituto di Virologia Umana dell'Università del Maryland a Baltimora, e i suoi colleghi, hanno valutato 120 pazienti con HCV di genotipo 1 che sono stati arruolati in due studi clinici.

Nel primo studio, 60 pazienti hanno ricevuto sofosbuvir con ribavirina (in base al peso o a basse dosi) per 24 settimane.

Nel secondo studio, 60 pazienti sono stati trattati con la combinazione sofosbuvir/ledipasvir per 12 settimane o abbinati a GS-9669 o GS-9451 per 6 settimane.

Dei pazienti inclusi nello studio, 114 pazienti avevano dati valutabili, comprese le misure di RNA per l’HCV alla settimana 4, alla fine del trattamento e 12 settimane dopo che il trattamento era stato completato.

I livelli di RNA dell’ HCV sono stati misurati attraverso 2 appropriati e differenti test in commercio.

Sono stati calcolati i valori predittivi positivi e negativi (PPV, NPV) per l’RNA dell’HCV inferiore ai livelli di quantificazione (<LLOQ) alla fine del trattamento  per l’SVR12.

Cinquanta pazienti (96%) tra quelli trattati con sofosbuvir e ribavirina, hanno mostrato, alla settimana 4, RNA al di sotto del limite inferiore di quantificazione (LLOQ) quando dosati con il test 1, e tra questi, 35 hanno raggiunto l’SVR12, un valore predittivo positivo (PPV) del 70 %.

Con l’altro test, 34 pazienti (62%) avevano un RNA dell’HCV inferiore al LLOQ, e 24 avevano raggiunto l’ SVR12, con un PPV del 71%.

Il regime a base di ledipasvir-sofosbuvir portava ad ottenere valori simili.

Alla fine del trattamento, tutti i 55 pazienti che avevano ricevuto sofosbuvir e ribavirina avevano un HCV-RNA inferiore all’ LLOQ misurato con entrambi i test, ma solo 38 pazienti avevano raggiunto l’SVR12 per un PPV del 69%.

Tutti i pazienti trattati con regime ledipasvir /sofosbuvir avevano RNA dell’HCV inferiore all’ LLOQ mediante il primo test, e solo una recidiva di PPV del 98%. Con l’altro test, solo 53 pazienti (90%) avevano RNA dell’ HCV inferiore all’ LLOQ alla fine del trattamento e 52 pazienti avevano raggiunto l’SVR, con un PPV del 98%.

Al termine delle 6 settimane, 6 pazienti trattati con sofosbuvir/ledipasvir-che avevano HCV-RNA pari o superiore all’ LLOQ alla fine del trattamento. Tutti hanno raggiunto l’SVR12, quattro soggetti dopo 2 settimane dal trattamento e uno,  4 settimane dopo il trattamento.

I ricercatori hanno sottolineato: "Il paradigma di trattamento dell’HCV continua a cambiare, per tale motivo i medici dovrebbero essere consapevoli del fatto che il monitoraggio frequente dei livelli di HCV-RNA può avere una limitata utilità clinica nel predire il risultato del trattamento e guidare la durata del trattamento con la terapia DAA. Inoltre, contrariamente a quanto accadeva con trattamenti a base di interferone-(usati nel recente passato), bassi livelli di RNA per l’HCV rilevati alla fine della terapia DAA di breve durata, e anche post-terapia, non significano fallimento del trattamento."

I ricercatori hanno dichiarato: " A differenza di quanto osservato con la terapia contenente interferone, bassi livelli di virus quantificabili dopo il completamento del trattamento non sono risultati predittivi di recidiva con i nuovi regimi antivirali ad azione diretta (DAA)."

Emilia Vaccaro

Sidharthan S. et al.  Utility of Hepatitis C Viral Load Monitoring On Directly Acting Antiviral Therapy. Clin Infect Dis. (2015) doi: 10.1093/cid/civ170 First published online: March 2, 2015

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