Aspirina e antinfiammatori non steroidei, non riducono il rischio di Esofago di Barrett

Negli ultimi anni siamo stati abituati a notizie riguardanti il collegamento tra uso regolare di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) e una riduzione del rischio di cancro esofageo. Un recente studio ha rilevato che l'uso di FANS non Ŕ associato a un ridotto rischio di sviluppare il precursore del cancro, l'esofago di Barrett. Questa scoperta ha portato i ricercatori a concludere che gli effetti chemioprotettivi dei FANS potrebbero avvenire solo dopo lo sviluppo dell' esofago di Barrett. Questi dati sono stati pubblicati sull'American Journal of Gastroenterology.

Negli ultimi anni siamo stati abituati a notizie riguardanti il collegamento tra uso regolare di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) e una riduzione del rischio di cancro esofageo. Un recente studio ha rilevato che l'uso di FANS non è associato a un ridotto rischio di sviluppare il precursore del cancro, l’esofago di Barrett. Questa scoperta ha portato i ricercatori a concludere che gli effetti chemioprotettivi dei FANS potrebbero avvenire solo dopo lo sviluppo dell’ esofago di Barrett. Questi dati sono stati pubblicati sull’American Journal of Gastroenterology.
"Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che l'uso di aspirina e altri FANS possa ridurre il rischio di sviluppare adenocarcinoma esofageo" ha sottolineato il dr. Aaron P. Thrift, del Dipartimento di Medicina, sezione di gastroenterologia e epatologia del Dan L. Duncan Comprehensive Cancer center presso il Baylor college of Medicine di Houston, in Texas. "Tuttavia, rimane una questione di notevole importanza clinica: i FANS influenzano il rischio di adenocarcinoma esofageo impedendo lo sviluppo della lesione precursore, esofago di Barrett, oppure impedendo la progressione da Barrett a cancro, o entrambi?"
Gli studi epidemiologici che hanno esaminato l'associazione tra uso di FANS e il rischio di esofago di Barrett sono stati inconcludenti.
Per dare risposta a questo interrogativo, i ricercatori americani hanno valutato i dati di sei studi caso-controllo all'interno del consorzio Barrett’s and Esophageal Adenocarcinoma Consortium (BEACON), mettendo a confronto l'uso di farmaci tra i 1.474 pazienti con esofago di Barrett, 2.256 controlli basati sulla popolazione e 2.018 controlli con malattia da reflusso gastroesofageo.
Nel complesso, il 31,7% della popolazione in studio ha utilizzato l'aspirina almeno una volta a settimana, il 19,6% ha utilizzato FANS (non-aspirina) almeno una volta a settimana, e il 47% ha utilizzato qualsiasi FANS almeno una volta alla settimana.
I ricercatori hanno utilizzato modelli di regressione logistica multivariata per stimare gli odds ratio specifici di studio, e hanno utilizzato un modello degli effetti casuali meta-analitici per combinarli.
In ultima analisi, il rischio di esofago di Barrett non è stato associato con i FANS quando questi vengono utilizzati, almeno una volta alla settimana (rispetto alla popolazione controllo, OR (aggiustato)=1.00, 95% CI=0.76–1.32, I2=61%; rispetto ai soggetti GERD (controlli) OR (aggiustato)=0.99, 95% CI=0.82–1.19, I2=19%) ma neanche se vengono utilizzati giornalmente e per almeno 5 anni.
Non è stata osservata alcuna associazione tra i pazienti che hanno assunto aspirina o FANS (non-aspirina).
In conclusione, come ha precisato il dr. Thrift: "I risultati del nostra grande pool di analisi mostrano che l'uso di FANS non è associato con il rischio di esofago di Barrett. Questo suggerisce quindi che qualsiasi effetto protettivo dei FANS avviene probabilmente attraverso la prevenzione dello sviluppo di adenocarcinoma esofageo in pazienti con esofago di Barrett. Questi risultati sono importanti per le prospettive di utilizzo dei FANS come strumenti di chemioprevenzione contro l’adenocarcinoma esofageo”.
EV


Thrift AP. et al. Nonsteroidal Anti-Inflammatory Drug Use is Not Associated With Reduced Risk of Barrett's Esophagus. Am J Gastroenterol. 2016 Aug 30. doi: 10.1038/ajg.2016.348.
leggi