Autismo, una speranza di cura dai batteri intestinali

Gastroenterologia

A primo acchito potrebbe sembrare una cosa del tutto assurda ma sono numerose le problematiche neurologiche che si va scoprendo essere collegate a scompensi intestinali. Ricercatori americani hanno evidenziato in un piccolo studio che la somministrazioni di batteri intestinali a bambini con autismo, mediante trapianto fecale, migliora la sintomatologia. Il lavoro è stato pubblicato su Microbiome.

A primo acchito potrebbe sembrare una cosa del tutto assurda ma sono numerose le problematiche neurologiche che si va scoprendo essere collegate a scompensi intestinali. Ricercatori americani hanno evidenziato in un piccolo studio che la somministrazioni di batteri intestinali a bambini con autismo, mediante trapianto fecale, migliora la sintomatologia. Il lavoro è stato pubblicato su Microbiome.
Gli autori del lavoro, dell'Arizona State University, hanno sottolineato che dopo la procedura, i bambini hanno sperimentato una riduzione del 25% dei sintomi legati a linguaggio, interazione sociale e comportamenti ripetitivi.
Non solo, i bambini sono diventati anche meno iperattivo e irritabili.
I ricercatori hanno precisato che non si tratta di una cura per l'autismo, ma in 10 settimane il team è riuscito ad avere degli effetti sorprendenti.
Molti bambini con autismo soffrono spesso, durante l’infanzia, di problemi gastrointestinali cronici come la diarrea e costipazione. Questo stato potrebbe essere dovuto a batteri intestinali nocivi o assenza di molti ceppi sani.
"La maggior parte delle persone hanno un migliaio di specie diverse di batteri nel loro intestino, per lo più non dannose. In studi precedenti, abbiamo trovato che in bambini con autismo mancavano diverse centinaia di tali specie."
E’ stato anche dimostrato che gli antibiotici potenti possono migliorare temporaneamente i sintomi di autismo, ma i sintomi riprendono dopo l’interruzione del farmaco.
Come evidenziato in questo lavoro dagli autori, non bisogna solo spazzare via i batteri cattivi, ma permettere ai batteri buoni di ricrescere in modo da combattere quelli nocivi.
Il dr. Adams e i suoi colleghi hanno deciso di valutare se un nuovo ecosistema intestinale potesse dare sollievo a lungo termine dai sintomi ai bambini con l’autismo.
A 18 bambini con diagnosi di disturbo dello spettro autistico sono stati somministrati degli antibiotici, in modo da eliminare i batteri intestinali. I piccoli pazienti sono stati anche sottoposti a una pulizia del colon con un digiuno di mezza giornata.
E’ stato quindi eseguito un trapianto fecale di batteri intestinali sani provenienti da donatori accuratamente selezionati.
Un laboratorio ha purificato i campioni per rimuovere quasi tutto il materiale di scarto, lasciando un "super probiotico", che era costituito per il 99%da batteri sani.
I bambini hanno assunto alte dosi orali del "super-probiotico" per due giorni, e poi basse dosi al giorno per otto settimane. Ci hanno anche fatto un soppressore acido dello stomaco per assicurarsi che i batteri avessero fatto la loro strada nell’intestino.
Dopo cinque settimane nello studio, i bambini avevano sperimentato una riduzione media dell'80 per cento nei sintomi gastrointestinali cosa che non sperimentavano da anni.
Lentamente ma inesorabilmente, i ragazzi hanno anche sperimentato un costante miglioramento dei sintomi di autismo.
Entro la fine del trattamento, era evidente una riduzione di circa il 25% dei sintomi di autismo.
Il follow-up condotto otto settimane più tardi ha mostrato che i loro nuovi batteri intestinali erano ancora in buona salute, e che sintomi gastrointestinali e autismo erano rimasti stabili.
Questi risultati sono molto incoraggianti, ma devono essere ripetuti su un gruppo più ampio di pazienti prima di essere sicuri dell’ effetto positivo del trapianto fecale per i bambini con autismo.
Attualmente, l'FDA consente l’utilizzo del trapianto fecale solo per il trattamento di infezioni da Clostridium difficile; gli autori sperano che la conferma di questi dati porti anche a un approvazione dell’agenzia americana.
Ci sono diverse teorie che potrebbero spiegare una interazione tra batteri intestinali e autismo. Di seguito gli autori ne hanno spiegate alcune.
In primo luogo, l'intestino rilascia una serie di sostanze che colpiscono il cervello, ha spiegato l’autore senior dello studio, la prof.ssa Rosa Krajmalnik-Brown.
Tra queste sostanze vi sono vitamine come acido folico e biotina, sostanze come gli acidi grassi a catena corta, e sostanze neurochimiche come serotonina, triptofano e GABA.
Inoltre, alcuni batteri nocivi possono produrre tossine che interferiscono con il sistema immunitario e potenzialmente alterano il pensiero.
Questo effetto potrebbe anche solo essere una questione di profondo sollievo per i bambini, che non provano sollievo da anni.
In conclusione, questo piccolo studio su pochi bambini con autismo mostra come l’eliminazione di batteri dannosi dal loro intestino e il trapianto di specie non nocive migliora i loro sintomi a vari livelli. Bisogna attendere studi su un campione di dimensioni maggiori per confermare questi dati che comunque accendono nuove speranze.
Dae-Wook Kang et al. Microbiota Transfer Therapy alters gut ecosystem and improves gastrointestinal and autism symptoms: an open-label study.

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