Bevande zuccherate e malattie infiammatorie croniche intestinali, smentito il collegamento

Le bevande zuccherate non aumentano il rischio di sviluppare malattie infiammatorie croniche intestinali. E' quanto emerge da un lavoro pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology e che va in controtendenza con quanto finora mostrato da altri studi.

Le bevande zuccherate non aumentano il rischio di sviluppare malattie infiammatorie croniche intestinali. E’ quanto emerge da un lavoro pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology e che va in controtendenza con quanto finora mostrato da altri studi.

Studi clinici ad oggi pubblicati mostrano che il consumo di bevande zuccherate sarebbe collegato all'infiammazione e ai disturbi immuno-mediati.
"Ci interessava osservare l'associazione tra bevande zuccherate e rischio di malattia di Crohn e colite ulcerosa, principalmente a causa della crescente preoccupazione per il ruolo di queste bevande nell'epidemia dell’ obesità" ha sottolineato Hamed Khalili, del Crohn's and Colitis Center presso l’ Ospedale Generale del Massachusetts.
"Dal momento che ci sono dati crescenti sul ruolo dell'obesità nella malattia infiammatoria cronica intestinale, abbiamo pensato che questa fosse una domanda importante e che valesse la pena esaminare. Abbiamo sfruttato i dati dietetici dettagliati di due ampi studi prospettici di coorte in corso in Svezia e abbiamo dimostrato che non vi è alcuna associazione tra un più elevato consumo di bevande zuccherate e il rischio di malattia di Crohn ad insorgenza tardiva e colite ulcerosa. "

Khalili e colleghi hanno analizzato i dati dietetici e sullo stile di vita di 83.042 uomini e donne tra il 1997 e il 2014. I questionari sulla frequenza alimentare completati dai partecipanti hanno definito bevande zuccherate come bevande analcoliche, ma non hanno distinto tra bevande zuccherate naturali o zuccherate artificialmente, sebbene i dati nazionali abbiano indicato che artificialmente le bevande zuccherate rappresentavano dal 10% al 20% del consumo di bevande analcoliche in Svezia.
In questo studio succhi di frutta, sciroppi, bevande energetiche e sportive o caffè zuccherato, tè o latte non sono stati considerati bevande zuccherate.

Dopo un follow-up medio di 11 anni, 143 partecipanti hanno sviluppato la malattia di Crohn e 349 hanno sviluppato colite ulcerosa.

Gli investigatori non hanno trovato alcuna associazione tra il consumo di bevande zuccherate e un rischio più elevato di sviluppare la malattia di Crohn o la colite ulcerosa. Le HR aggiustate per almeno una dose giornaliera vs nessun consumo di bevande zuccherate erano 1,02 (95%; 0,6-1,73) per il Crohn e 1,14 (95%; 0,83-1,57) per la colite ulcerosa. I risultati sono stati coerenti tra diverse analisi di sensibilità e sottogruppi di partecipanti.

Khalili e colleghi hanno osservato che, poiché l'età media della diagnosi di IBD nelle coorti di studio era maggiore di 60 anni, è necessaria un'ulteriore ricerca per determinare se esiste un'associazione tra il consumo di bevande zuccherate e l'IBD a insorgenza più giovane.

Khalili H. et al., No Association Between Consumption of Sweetened Beverages and Later Risk of Crohn’s Disease or Ulcerative Colitis

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