Biologici in gravidanza, nessuna interazione con le vaccinazioni nel neonato

Il trattamento con farmaci immunomodulatori o biologici nelle donne in gravidanza con malattia infiammatoria intestinale non comporta interazioni con le vaccinazioni per l'Haemophilus influenzae B e il tetano nel neonato. E' quanto evidenziato da uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology.

Il trattamento con farmaci immunomodulatori o biologici nelle donne in gravidanza con malattia infiammatoria intestinale non comporta interazioni con le vaccinazioni per l’Haemophilus influenzae B e il tetano nel neonato. E’ quanto evidenziato da uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology.

Gli studi clinici a riguardo e la real life mostrano che nelle donne con malattie intestinali infiammatorie (IBD), l'esposizione ad immunomodulatore o alla terapia biologica non è stata associata a eventi avversi durante la gravidanza o nei neonati.

In questo studio, ricercatori della divisione di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione della Vanderbilt University Medical Center di Nashville hanno esaminato se l'esposizione dei pazienti a immunomodulatori o biologici durante la gravidanza potesse influire sulle risposte sierologiche ai vaccini nei neonati.

A tal fine sono stati raccolto i dati dal Registro delle gravidanze di donne con IBD e dati sui neonati negli Stati Uniti dal 2007 al 2016. I campioni di siero raccolti da neonati di almeno 7 mesi sono stati analizzati per avere il titoli anticorpale contro l’Haemophilus influenzae B (HiB) o la tossina del tetano; le madri hanno completato un sondaggio sul vaccino dal luglio 2013 all'ottobre 2016.

I campioni di sangue del cordone ombelicale di 33 neonati sono stati analizzati dosando le concentrazioni di agenti biologici. La risposta della vaccinazione è stata confrontata tra i neonati nati da madri esposte a terapia biologica (infliximab, adalimumab, certolizumab pegol, golimumab, natalizumab, vedolizumab o ustekinumab - sia come singolo agente, sia in combinazione con un immunomodulatore in qualsiasi momento tra il concepimento e il parto) e neonati nati da madri non esposte.

I risultati hanno mostrato che l’indagine vaccinale è stata completata da 179 donne (26 non esposte ai biologici, 153 esposte).

Gli autori hanno evidenziato di non aver trovato alcuna differenza significativa nelle proporzioni di neonati con titoli anticorpali protettivi contro Hib nati da madri esposte (n=42) (71%) rispetto a quelli di madri non esposte (n=8) (50%) (p=0.41).

Non è stata trovata alcuna differenza nella proporzione di neonati con titoli anticorpali protettivi rispetto al tetano nato da madri esposte (80%) contro madri non esposte (75%) (p=0.66). La concentrazione mediana dell'infliximab nel sangue del cordone non differiva significativamente tra i neonati con titoli anticorpali vs neonati senza titoli anticorpali protettivi rispetto all’ HiB (p=0.30) o alla tossina tetanica (p=0.93).

Sono state osservate reazioni lievi in ​​7/40 bambini che hanno ricevuto il vaccino contro il rotavirus e le cui madri erano state esposte a terapie biologiche.

In conclusione, la vaccinazione dei neonati contro la tossina dell’Haemophilus influenzae e del tetano, basata su titoli anticorpali misurati dopo alcuni mesi dalla nascita, non sembra essere influenzata dall'esposizione alla terapia biologica all'interno dell’utero.

Beaulieu DB et al. Use of Biologic Therapy by Pregnant Women with Inflammatory Bowel Disease Does Not Affect Infant Response to Vaccines. Clin Gastroenterol Hepatol. 2017 Sep 1. pii: S1542-3565(17)31049-2. doi: 10.1016/j.cgh.2017.08.041.


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