Un nuovo studio, condotto da ricercatori giapponesi del RIKEN Center for Integrative Medical Sciences in Giappone e pubblicato sulla rivista Nature, ha identificato un meccanismo mediante il quale i batteri intestinali influenzano i processi messi in atto dal sistema immunitario per ridurre l’infiammazione. Il butirrato, un prodotto di scarto della digestione delle fibre alimentari ad opera dei batteri intestinali, fungerebbe da “interruttore” epigenetico in grado di stimolare il sistema immunitario attraverso l’ induzione della produzione di cellule T regolatorie nell’intestino. Tale scoperta fornisce evidenza a supporto del possibile impiego di butirrato come terapia per le malattie infiammatorie intestinali (IBD), come il morbo di Crohn.

In letteratura esistevano già dati a supporto della mancata produzione di butirrato nei pazienti affetti da malattie infiammatorie intestinali e della presenza di bassi livelli di questo acido grasso a livello intestinale. Questi studi, tuttavia, concludevano che la ragione per la quale il butirrato era in grado di coadiuvare la riduzione del processo infiammatorio era dovuta al ruolo dell’acido grasso come fonte di energia per le cellule di rivestimento della parete intestinale del colon.

Il nuovo studio, invece, è il primo a fornire una base molecolare per il ruolo del butirrato come agente stimolante la produzione di linfociti T regolatori.
Nello specifico, il team di ricerca giapponese ha studiato i meccanismi molecolari attraverso i quali i microrganismi commensali dell’intestino aumentano il numero di cellule T regolatorie presenti nel colon di topi incrociati germ-free.

I risultati della loro ricerca hanno dimostrato che l’acido butirrico, un acido grasso a catena corta prodotto dai batteri commensali, agisce sulle cellule T naive per promuovere la loro differenziazione in cellule T regolatorie. Ciò sarebbe reso possibile grazie a variazioni epigenetiche che regolano l’espressione dei geni responsabili per la differenziazione delle cellule T naive in cellule T regolatorie.
Lo studio ha mostrato che i topi sofferenti di colite presentavano un innalzamento dei livelli di cellule T regolatorie e un miglioramento della sintomatologia dopo somministrazione di butirrato come parte della loro dieta.

“Le cellule T regolatorie sono importanti per il contenimento di risposte infiammatorie eccessive come pure  per le malattie autoimmuni. Queste scoperte, pertanto, potrebbero essere applicate per la prevenzione e il trattamento delle IBD, le allergie e le malattie autoimmuni – ha dichiarato il dr. Ohno, autore principale dello studio. – Il butirrato è naturale e sicuro come terapia – ha aggiunto – e, particolare non trascurabile in tempi di restrizione dei budget sanitari – rappresenta un’opzione a buon mercato”.

Furusawa et al. "Commensal microbe-derived butyrate induces colonic regulatory T cells" Nature, 2013
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