I pazienti sottoposti a trapianto di microbiota fecale (FMT) per infezione da Clostridium difficile subiscono dei cambiamenti benefici, per la loro salute, del loro microbioma sia nel breve che nel lungo termine. Questo è quanto deriva da uno studio pubblicato sulla rivista Microbiome.

Recenti studi clinici hanno dimostrato che il trapianto di microbiota fecale da un donatore sano è un trattamento sicuro ed altamente efficace per l'infezione ricorrente da Clostridium difficile (C. difficile). Come riportato in un comunicato stampa emesso durante l’UEG (United European Gastroenterology) week lo scorso ottobre a Vienna, l’FMT è ora raccomandato nelle linee guida europee per il trattamento dell'infezione da C. difficile.

Il trapianto di microbiota fecale (FMT) è emerso quale trattamento rivoluzionario e potenzialmente salvavita per questa infezione frequente e difficile da trattare e si dimostra promettente per la gestione di altre patologie associate alla flora batterica. Sempre in occasione dell’UEG week di Vienna, il prof. Antonio Gasbarrini del Policlinico Universitario Gemmelli di Roma ha dichiarato: “L'FMT è un'antica pratica che in anni recenti ha guadagnato popolarità. Se impiegato in pazienti affetti da infezione ricorrente da C. difficile, estremamente difficile da trattare, l'FMT eradica i batteri nel 90% dei casi circa, con un buon livello di sicurezza”.

In questo nuovo studio, il dr. Sadowsky della University of Minnesota e colleghi hanno cercato di chiarire la stabilità del microbiota fecale dopo FMT valutando la composizione microbica dei campioni di feci di quattro pazienti con infezione da C. difficile antibiotico-refrattaria ricorrente prima e dopo FMT (trapianto che tutti hanno ricevuto da un singolo donatore).

Il dr. Michael J. Sadowsky, ha dichiarato: "Il nostro studio dimostra che ci sono sia cambiamenti a breve che a  lungo termine nel microbioma fecale successivi al trapianto. La diversità e il tipo di microbi presenti cadono in una nuvola di possibilità rappresentate da quelle del 'microbiota fecale normale. Mentre abbiamo molte analogie nel microbiota fecale tra gli esseri umani, in generale, ci sono differenze individuali che rendono tutti unici, ma che apparentemente non vanno a  compromettere il funzionamento dell'intestino. "

I ricercatori hanno raccolto campioni di questi pazienti prima e fino a 151 giorni dopo l’FMT, ogni giorno nel primo mese e ogni settimana, successivamente, fino al terzo mese. La composizione è stata analizzata utilizzando  il sequenziamento genico dell’rRNA 16S; i ricercatori hanno quindi confrontato la composizione pre e post-FMT dei quattro pazienti, così come la composizione nel pre-FMT di 10 pazienti aggiuntivi, con 252 controlli sani del progetto Human Microbiome Project.

Gli autori dello studio hanno, inoltre, confrontato i cambiamenti temporali nei riceventi a seguito di cambiamenti nei campioni di donatori.

I ricercatori hanno riscontrato che si è verificato una rapida normalizzazione della composizione del microbiota dopo FMT, e che la composizione è apparsa più simile al donatore 1 giorno dopo la procedura. In seguito, tuttavia, la composizione sia della microflora del donatore e del ricevente discostavano variabilmente, ma sono rimaste “sane” per tutto il periodo di studio.
In conclusione, come hanno sottolineato gli stessi autori: "Il microbiota fecale dei pazienti con infezione refrattaria da C. difficile continuano a subire cambiamenti dopo l’FMT, anche se questi cambiamenti sembrano rientrare nel range di normalità di variazione di individui sani nel tempo. Il comportamento dinamico è una proprietà intrinseca del normale microbiota fecale e deve essere contabilizzata nel confronto tra comunità microbiche tra gli individui normali e quelli con patologie".

Secondo un comunicato stampa diffuso in seguito allo studio, i ricercatori hanno dichiarato che i loro risultati possono avere implicazioni regolamentari per l’FMT perché l’Fda ha "stabilito che il microbiota fecale costituisce un ' farmaco', e ha dichiarato che l’esatta composizione sta per diventare importante. La natura dinamica del microbiota fecale verificata sia nel donatore che nei destinatari suggerisce che questo quadro normativo non è tendenzialmente applicabile per l’FMT ".

Emilia Vaccaro

Weingarden A. et al. Dynamic changes in short- and long-term bacterial composition following fecal microbiota transplantation for recurrent Clostridium difficile infection.
Microbiome 2015, 3:10  doi:10.1186/s40168-015-0070-0
http://www.microbiomejournal.com/content/3/1/10