Cirrosi ed encefalopatia epatica: alto impatto clinico e sociale per i  pazienti ed economico per il SSN

'La realtà italiana della cirrosi epatica tra terapie e impatto socioeconomico', il convegno organizzato da Motore Sanità, presso l'Istituto Superiore di Sanità, ha presentato i dati relativi alla cirrosi epatica e ai costi connessi alla patologia, insieme a una serie di testimonianze e interventi sul peso della malattia. L'iniziativa è stata supportata dal contributo non condizionato di Alfasigma.

‘La realtà italiana della cirrosi epatica tra terapie e impatto socioeconomico’, il convegno organizzato da Motore Sanità, presso l’Istituto Superiore di Sanità, ha presentato i dati relativi alla cirrosi epatica e ai costi connessi alla patologia, insieme a una serie di testimonianze e interventi sul peso della malattia. L’iniziativa è stata supportata dal contributo non condizionato di Alfasigma.

Oggi in Italia circa 200mila persone convivono con una Cirrosi Epatica. Avere una Cirrosi Epatica, provocata dal virus dell’Epatite C o da uso di sostanze alcoliche non fa differenza: oggi in Italia questa condizione comporta una serie di problemi che in gran parte vengono scaricati sulle famiglie. Infatti sono ancora rare le realtà nelle quali questi pazienti vengono inseriti in Programmi predefiniti (i cosiddetti percorsi di “Presa in Carico del Paziente”) per offrire un’assistenza in grado di migliorare la qualità di vita dell’intero nucleo familiare, oltre che prevenire le complicanze, diminuire le ospedalizzazioni, prevenire l’epatocarcinoma, evitare il trapianto di fegato e aumentare l’aspettativa di vita. Insieme a quello della ASL 3 di Genova, il progetto della Rete epatologica Asl Napoli 1 rappresenta un caso virtuoso, presentato oggi al Convegno.

“Il problema cirrosi epatica in Campania è particolarmente sentito”, per Ernesto Claar, Rete epatologica Asl Napoli 1. “Si registrano ogni anno 1.800 decessi per cirrosi epatica ed epatocarcinoma. Per intercettare questa piaga, migliorare l’accesso alle cure e favorire la gestione da parte delle famiglie, in Campania abbiamo consolidato la creazione di una vera e propria rete di patologia per dare corpo ad una vera integrazione ospedale-territorio che sta dando i primi importanti risultati. Formare il territorio, formare i medici di medicina generale, formare le famiglie, formare il caregiver e dare degli strumenti per intercettare dei problemi che precedono l’ospedalizzazione è ciò per cui stiamo lavorando in Campania”.

La figura del caregiver risulta quindi centrale per una corretta interconnessione tra le problematiche che si trova a dover affrontare il paziente e la struttura sanitaria che lo ha in carico. “Nella nostra azienda sanitaria locale Napoli 1 Centro, abbiamo istituito la scuola per caregiver per pazienti epatopatici, condotta dagli stessi epatologi dell’azienda, che si fa carico di formare le persone che seguono i malati a casa dando loro informazioni utili, a metà tra il clinico e il sociale, per ridurre i ricoveri impropri per avere dei punti di riferimento certi e quindi migliorare di fatto la qualità assistenziale dei pazienti”.

La cirrosi è una patologia dall’alto impatto anche dal punto di vista dei costi (diretti ed indiretti) per il sistema sanitario. Infatti le spese dirette, quali terapie mediche e chirurgiche, ospedalizzazioni, trapianto ed indirette, come perdita di giornate di lavoro, inabilità al lavoro, indennizzi, pensionamento precoce, sono in crescita costante per questo tipo di patologia e per le sue complicanze come l’Encefalopatia Epatica. “Soltanto per l’Encefalopatia Epatica, ha esemplificato Francesco Saverio Mennini, Direttore Centro HTA del Ceis, Facoltá di Economia – Università di Roma Tor Vergata, “un nostro recente studio ha stimato una spesa media per paziente di oltre 11mila euro il primo anno e di circa 14mila euro l’anno soltanto di costi ospedalieri, nel secondo anno, oltre 200milioni/anno valorizzando tale risultato a livello nazionale”.

I pazienti con Cirrosi Epatica, rappresentati dall’associazione EpaC aspettano che alla loro condizione venga data l’attenzione che pazienti cronici e fragili come loro meritano anche attraverso Programmi di Presa in Carico e adeguati Corsi di Formazione per i Caregiver, come quelli già realizzati a Napoli e Genova, per contare su un contesto psico-sociale accogliente e una prospettiva di vita radicalmente diversa.