Il trattamento con baclofene ha permesso alla maggior parte dei pazienti con cirrosi epatica alcolica (ALC) di ridurre in modo significativo il proprio consumo di alcol, ottenendo così un miglioramento significativo della funzionalità epatica, in uno studio di un gruppo di ricercatori francesi appena presentato al 49° International Liver Congress, il meeting annuale della European Association for the Study of the Liver (EASL), terminato da pochi giorni a Londra.

Inoltre, i 9 mesi di follow-up suggeriscono che il farmaco è sicuro, ha detto Camille Barrault, del Centre Hospitalier Intercommunal de Créteil, presentando i dati.

Barrault ha riferito i risultati incoraggianti relativi a 40 pazienti con ALC arruolati e trattati tra il giugno 2010 e il dicembre 2012 e seguiti per 9 mesi. Il 65% dei partecipanti avevano un punteggio Child Pugh A, il 17% un punteggio B e il 18% un punteggio C.

La maggior parte dei partecipanti è riuscita a ridurre il proprio consumo medio giornaliero di alcol di 100-20 g/die grazie al trattamento con baclofene a 50 mg/die (P < 0,004 ).

Dieci pazienti sono riusciti a raggiungere l'astinenza totale e 9 pazienti hanno ridotto il loro consumo di alcol a meno di 30 g/die .

I pazienti sono stati quindi suddivisi in due gruppi, uno caratterizzato da un basso consumo di alcol (< 30 g/die) e uno da un consumo elevato (> 30g/day). Un confronto tra i parametri di funzionalità epatica nei due gruppi ha evidenziato un miglioramento dei valori nei 22 pazienti nel primo gruppo rispetto a quello dei 16 pazienti del secondo, che non hanno, invece, mostrato un miglioramento significativo .

Nel primo gruppo si è osservata una diminuzione dell’AST mediana da 2,1 a 1,1N (P < 0,001 ), dell’attività della gammaGT da 4,3 a 1,6N ( P = 0,001) e del volume globulare medio degli eritrociti da 102 a 92μ3 ( P = 0,001).

Il miglioramento biologico è stato maggiore nel gruppo arrivato a un basso consumo di alcol che in quello i cui membri hanno continuato a bere molto; nel primo gruppo la bilirubina è passata da 35 a 12 mmol/l (P < 0,001), mentre il tempo di protrombina è passato dal 69% al 78% (P = 0,009).

Dodici pazienti hanno manifestato eventi avversi non gravi (vertigini e capogiri) e non si è registrato nessun caso di disfunzione epatica o renale. Inoltre, durante i 9 mesi di follow-up si sono verificati due decessi, uno dovuto a un cancro all’esofago e uno a un’epatite grave.

C. Barrault, et al. Baclofene Leads to Alcohol Consumption Reduction and Hepatic Improvement in Cirrhotic Patients. EASL 2014; abstract P325.