Gastroenterologia

Cirrosi, nuovo razionale di impiego dei betabloccanti

Le anomalie a livello della permeabilità gastroduodenale ed intestinale sono di frequente riscontro nei pazienti affetti da cirrosi epatica e correlano con il grado di ipertensione portale. Il trattamento con beta bloccanti non selettivi (NSBB), secondo un recente studio presentato nel corso del congresso annuale EASL (European Association for the Study of Liver) sarebbe in grado di migliorare la permeabilità gastroduodenale/intestinale e ridurre la traslocazione batterica, e ciò potrebbe contribuire alla riduzione del rischio di sanguinamento dalle varici esofagee.

Nei pazienti affetti da cirrosi è noto come l’incremento della pressione sanguigna a livello del sistema circolatorio addominale (che va sotto il nome di ipertensione portale) possa portare a complicanze potenzialmente letali che potrebbero essere prevenute con un semplice trattamento farmacologico. I pazienti con cirrosi ed ipertensione portale mostrano un incremento della permeabilità gastrointestinale che consente il movimento dei batteri o delle componenti batteriche attraverso l’epitelio intestinale nel circolo sanguigno in un processo noto come traslocazione batterica. In questo processo, alcune componenti batteriche come quella liposaccaridica possono pertanto essere coinvolte nella genesi delle complicanze della cirrosi.

Scopo dello studio presentato al congresso, pertanto, è stato quello di valutare l’entità dei processi sopra descritti in pazienti cirrotici con ipertensione portale prima e dopo il trattamento con NSBB.

A tal scopo, 50 pazienti cirrotici (nel 72% di sesso maschile, presenza di ascite nel 18% dei casi e con cirrosi di eziologia alcolica nel 60% dei casi) sono stati sottoposti, prima e dopo trattamento farmacologico, alle seguenti misure:
•    Pressione portale, valutata mediante gradiente di pressione venosa epatica (HVPG)
•    Permeabilità gastroduodenale ed intestinale mediante test SLM (sucrosio, lattosio, mannitolo)
•    Livelli di proteina LBP (legante liposaccaride) e IL-6 mediante test ELISA. I tassi di sanguinamento e di mortalità sono stati registrati durante le visite cliniche di follow-up.

I risultati hanno mostrato che, prima del trattamento con NSBB, le anomalie di permeabilità gastroduodenale erano presenti nel 72% dei pazienti, mentre quelle intestinali erano presenti nel 59% dei pazienti cirrotici. I pazienti con ipertensione portale severa (HVPG ≥20mmHg;n= 35) mostravano un incremento dei marker di permeabilità gastroduodenale/intestinale e di traslocazione batterica rispetto ai pazienti con HVPG<20mmHg.
Il trattamento con NSBB  non solo ha determinato una riduzione significativa di HVPG ma ha prodotto anche un miglioramento della permeabilità gastroduodenale/intestinale e una riduzione della traslocazione batterica  (LBP −16% p = 0.018; IL-6 −41% p < 0,0001).
Inoltre i pazienti che avevano mostrato i livelli più elevati di permeabilità gastrointestinale erano anche a maggior rischio di varici esofagee, la complicanza cirrotica che si associa ad un rischio elevato di mortalità.

Nel complesso, i risultati di questo studio forniscono un nuovo razionale per l’impiego di NSBB in pazienti cirrotici. Nel commentare i risultati, il prof. Mauro Bernardi, tesoriere EASL ha dichiarato: “Il movimento dei batteri dall’intestino al circolo sanguigno è un evento di estrema gravità e potenzialmente fatale per i pazienti cirrotici, prodromico di complicanze che possono portare alla morte. I beta bloccanti sono già stati impiegati con successo in un nutrito numero di condizioni e come trattamento standard per controllare la pressione sanguigna in altre aree di intervento. Nella cirrosi sono stati utilizzati per decenni per la profilassi primaria e secondaria del sanguinamento dalle varici esofagee. I risultati di questo studio mostrano che questi farmaci, oltre a migliorate l’ipertensione portale, come si era pensato fino ad ora, esplicano il loro beneficio terapeutico nella cirrosi anche in ragione della loro capacità di ridurre la traslocazione batterica, con conseguente allargamento delle loro indicazioni di impiego in questo contesto”.

Reiberger T. et al. Improvement of intestinal permeability and reducing bacterial translocation by betablocker treatment is associated with a lower risk of variceal bleeding. EASL 2013; Abstract 86.