Clostridium difficile, prognosi migliore grazie alla disponibilità di dati clinici precisi

Gastroenterologia
Le complicazioni da infezione da Clostridium difficile sono più comuni in pazienti con segni atipici, elevati battiti cardiaci e aumentata frequenza respiratoria o in soggetti con età superiore agli 80 anni. Questi fattori, disponibili al momento della diagnosi, possono aiutare i clinici nel predire l’evoluzione della patologia e stratificare il rischio verso alcuni pazienti che andrebbero monitorati in maniera più stretta e con terapie più aggressive. Questo è quanto riportato in uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Disease.

 “L’abilità nell’identificare, precocemente nel corso della malattia, pazienti ad alto rischio di complicanze in seguito all’infezione da C.difficile può migliorare le decisioni cliniche da prendere” come dichiarato dai ricercatori, che hanno aggiunto: “alcuni pazienti possono beneficiare di una più aggressiva e monitorata ri-idratazione, della selezione della vancomicina come prima linea di trattamento  o della valutazione precoce da parte del chirurgo” hanno precisato gli autori.

L’infezione da CD è la causa più comune di diarrea da infezioni nosocomiali e può comportare complicazioni severe fino al decesso.
Lo studio in questione è un trial prospettico con l’obiettivo di identificare i fattori di rischio per le complicazioni da CDI (cCDI).

Nello studio sono stati arruolati pazienti adulti con CDI confermata e provenienti da 10 ospedali canadesi. I pazienti sono stati seguiti per 90 giorni e sono stati “misurati” i potenziali fattori di rischio nelle 24 ore dalla diagnosi.
E’ stata quindi effettuata una tipizzazione attraverso PCR-ribotyping.

I ricercatori hanno anche registrato dati relative alla terapia antimicrobica, soppressione gastrica acida e uso recente di agenti anti-peristaltici.
Come cCDI sono stati definiti uno o più dei seguenti effetti: perforazione del colon, megacolon, colectomia, ammissioni a unità di terapia intensiva per cCDI, oppure valutazione se le cCDI avevano contribuito al decesso entro 30 giorni dall’arruolamento.
Questi fattori di rischio sono stati analizzati attraverso regressione logistica.

Sono stati arruolati un totale di 1380 pazienti. Le cCDI sono state osservate nell’8% della popolazione. Il ribotipo è stato identificato in 922 pazienti del 52% degli infetti con R027.
I fattori associate alle complicazioni da C. difficile includevano tachipnea, tachicardia ed età avanzata.  In più risultati relativi alle analisi del sangue risultavano alterati riportando leucocitosi, leucopenia, azotemia, ipoalbuminemia e proteina C reattiva che erano associate alle complicazioni dell’infezione. Nello specifico erano fattori di rischio i valori superiori (o inferiori) ai seguenti: età superiore agli 80 anni, battito cardiaco superiore ai 90 al minuto, frequenza respiratoria superiore a 20 atti/al minuto, conta di linfociti <4x109/L o >20x109/L, albumina<25g/L e PCR>150 mg/L.

Una frequenza più alta di cCDI è stata osservata tra i pazienti con R027 (10.9% vs 7.2%) ma l’associazione non è risultata significativa nell’analisi aggiustata.
I ricercatori hanno evidenziato: “Questi fattori predittivi, se disponibili al momento della diagnosi, potrebbero servire per sviluppare e validare un punteggio allo scopo di identificare pazienti che potrebbero beneficiare di un trattamento più aggressivo ed essere monitorati maggiormente”.

In un editoriale di accompagnamento, il dr. David M. Aronoff, della divisione di malattie infettive, della scuola di medicina della Vanderbilt University, hanno sottolineato che questi predittori andrebbero analizzati per eventuali linee guida cliniche per ridurre l’impatto delle complicazioni di tale infezione in futuro.

Emilia Vaccaro
Abou Chakra CN et al. Factors associated with Complications of Clostridium difficile Infection in a Multicenter Prospective Cohort. Clin Infect Dis. 2015 Sep 3. pii: civ749.
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Aronoff DM et al. Building a Better Crystal Ball for Predicting Complications of Clostridium difficile Infection. Clin Infect Dis. 2015 Sep 3. pii: civ751.
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