Nei soggetti con infezione da virus dell'epatite B (HBV) e coinfezione da virus dell'epatite C (HCV) puo’ verificarsi una più rapida e grave progressione della malattia epatica rispetto a quelli con la sola infezione da virus dell’epatite B. E’ quanto riportato alla  50° edizione del Congresso Internazionale dell’EASL (Associazione Europea per lo Studio del Fegato) in cui gli autori francesi hanno anche mostrato che la coinfezione HBV/HCV non sembra peggiorare la progressione dell'epatite C.

A causa della sovrapposizione delle vie di trasmissione, molte persone sono co-infettate con entrambi i virus  HBV e HCV. Precedenti ricerche hanno dimostrato che HBV e HCV sembrano competere l’uno con l'altro nel corpo, per fare in modo che un virus tipicamente diventi dominante.
Gli studi indicano che la co-infezione con entrambi i virus può portare ad aggravamento della malattia epatica, ma la ricerca è stata limitata ai pazienti non-asiatici (Asia e Africa hanno la più alta prevalenza di epatite B in tutto il mondo).

Il dr. Stanislas Pol dell’ Università René Descartes di Parigi e colleghi hanno analizzato le caratteristiche e risultati tra le persone con co-infezione da HBV e HCV nella coorte ANRS CO22 HEPATHER, paragonandoli ai partecipanti con mono-infezione da epatite B o C.
HEPATHER è un'ampia coorte di persone con epatite B e/o C, seguita da più di 30 centri in Francia, con raccolta centralizzata dei campioni biologici. Ha lo scopo di far arruolare 10.000 persone con epatite B e 15.000 persone con epatite C.

Questa analisi ha esaminato 14.698 partecipanti iscritti a partire dal novembre 2014. All'interno di questo gruppo, 1.099 avevano evidenza sierologica di essere stati infettati sia da virus dell’ HBV che dell’ HCV, mentre 9098 avevano solo HCV e 4501 aveva solo HBV. Di questi, 92 persone che avevano co-infezione HBV e HCV attiva sono stati abbinati per età, sesso e durata dell'infezione con quattro persone che avevano solo HBV e quattro con la sola HCV.

Le percentuali di infetti con epatite delta (HDV) erano simili per pazienti affetti da epatite B con e senza HCV, e la distribuzione genotipo HCV era la stessa per i pazienti affetti da epatite C con e senza HBV.

Le persone con co-infezione HBV e HCV e quelli con solo HCV avevano tassi simili di fibrosi avanzata o cirrosi (fase Metavir F3-F4), ma entrambi erano significativamente più alti rispetto al tasso riscontrato nelle persone con solo HBV (42% e 40% vs 15 %, rispettivamente).

Le persone con co-infezione avevano significativamente più probabilità di avere un basso livello di DNA per l’HBV ( 6,1 log10) al momento dell’arruolamento (43% vs 49%).

Le persone con co-infezione avevano meno probabilità di aver ricevuto un trattamento per l'epatite C rispetto alle persone con HCV da solo (51% vs 67%) e meno probabilità di essere in corso di trattamento per l'epatite B rispetto a quelli con solo HBV (29% vs 38%).
I ricercatori hanno evidenziato che: "la coinfezione non era associata con la gravità dell’ epatite cronica associata all’epatite C . Al contrario, l’HCV ha un impatto alquanto negativo sulla fibrosi nelle persone con HBV”.

"È interessante notare che”-hanno aggiunto-"l’HCV può ridurre la replicazione dell'HBV nei pazienti con confezione B/C ".
In conclusione, come hanno sottolineato gli stessi ricercatori: "l’inizio del trattamento per l’HCV deve essere una priorità nei pazienti con coinfezione da HBV/HCV, indipendentemente dalla gravità della malattia epatica." Questa importanza è stata presa in considerazione nella nuove linee guida europee presentate proprio in occasione del congresso EASL di Vienna.

Emilia Vaccaro

Pol S et al. Negative impact of HBV/HCV coinfection on HBV or HCV monoinfection: data from the French cohort – ANRS CO22 HEPATHER. EASL 50th International Liver Congress, Vienna, abstract O468, 2015