Coliche del lattante, sono una forma particolare di emicrania?

Gastroenterologia
C'è una crescente evidenza che la colica infantile sia un tipo di emicrania piuttosto che un disturbo legato al tratto gastrointestinale. I risultati di una nuova meta-analisi che collega le coliche al mal di testa suggeriscono che "la colica è un fenotipo di emicrania età sensibile". Questo è quanto presentato al 56° congresso dell’American Headache Society (AHS) e pubblicato sulla rivista Cephalalgia.

Lo studio approfondito dell'associazione tra coliche dei neonati ed emicrania potrebbe contribuire a mettere a riposo la teoria che le coliche hanno a che fare con l'alimentazione e con i disturbi gastrointestinali.

La dott.ssa Amy Gelfand, professore assistente presso la Clinica di Neurologia e Pediatria dell’ Università della California e neurologo infantile presso l’Headache center dell’Università della California ha presentato il lavoro al congresso americano sottolineando che potrebbe essere il momento di aggiungere le coliche nel corpo principale del documento sulla Classificazione Internazionale delle Cefalee (ICHD) visto che questa è ormai una "sindrome episodica che può essere associato con l'emicrania”.

Agitazione e Pianto
Secondo l’ ICHD-III, le coliche si riferiscono a episodi ricorrenti di irritabilità e pianto. Gli episodi durano per 3 o più ore al giorno e si verificano su 3 o più giorni a settimana per 3 o più settimane. Il picco si ha intorno alle 6-8 settimane di età e in genere si risolve verso i 4 mesi. La prevalenza di questo disturbo è tra il 5% e il 19%.

I ricercatori californiani hanno analizzato due banche dati elettroniche (PubMed e ScienceDirect), nonché i recenti atti di convegni AHS e dell’International Headache Society, su gli studi pertinenti.

L'analisi primaria ha incluso studi che hanno esaminato l'associazione tra coliche infantili ed emicrania. Per un'analisi secondaria, i ricercatori hanno incluso anche studi che raccogliessero dati sulle coliche dei neonati e sull’emicrania, ma che avevano un obiettivo di ricerca primario diverso.
L'analisi primaria ha, quindi, incluso 3 studi su un totale di 891 partecipanti. Uno di questi studi era stato condotto dalla Dott.ssa Gelfand e dai suoi colleghi. In questo studio, i ricercatori avevano analizzato 154 survey e avevano scoperto nei bambini le cui mamme soffrivano di emicrania la probabilità di avere coliche era di 2.6 volte superiore agli altri neonati.

Il secondo lavoro aveva trovato che i bambini o adolescenti con emicrania avevano una probabilità 6.6 volte più alta di avere avuto in passato coliche infantili rispetto a quelli senza emicrania.

L’ultima ricerca considerata aveva incluso 58 partecipanti e anche in questo caso è stato verificato questo collegamento.
La principale misura dei risultati dell’associazione tra coliche dei neonati ed emicrania è stata effettuata sia con un modello a effetti fissi che con un modello ad effetti casuali, più conservatore. Per i tre studi inclusi nell'analisi primaria, l'odds ratio per l'associazione tra emicrania e coliche del lattante era di 6.5 (4.6-8.9, p <0.001) per il modello a effetti fissi e 5.6 (3.3-9.5, p=0.004) per il modello degli effetti casuali.

Per l'analisi secondaria, i ricercatori hanno aggiunto altri 2 studi, portando il numero totale dei partecipanti al 1984. In questo caso, il modello a effetti casuali ha avuto un OR di 3.2 (95% CI, 1.4-7.5; p= 0.007).

In un'analisi di sensibilità in cui lo studio con la più grande dimensione dell'effetto è stato rimosso, l'odds ratio è stato del 3.6 (95% CI 1.7-7.6, p=0.001) sia per il modello a effetti fissi che per quello a effetti casuali.

La dott.ssa Gelfand ha sottolineato: "Sembra che l'associazione tra coliche dei neonati ed emicrania sia molto solida. Penso che sia giustificato che la colica infantile sia inserita nella classificazione ICHD-III nella sezione relativa alle sindromi episodiche che potrebbero essere associati con l'emicrania, ma nella prossima edizione, avrebbe senso spostarla dalla sezione appendice al documento principale ".

Le coliche del lattante possono essere estremamente stressanti per i genitori. Secondo una ricerca citata dal dott.ssa Gelfand, il 2.2% dei genitori con un bambino di 1 mese confessano di essere agitati, di reagire con schiaffi, o soffocando il loro bambino per cercare di fermare il pianto. Il 5.6% dei genitori di bambini di 6 mesi di età, hanno provato una di queste "tecniche pericolose."

"Non credo che il 5.6% dei genitori siano persone orribili, ma sono esseri umani e quando il loro bambino ha 6 settimane di vita, sono davvero stanchi”  ha detto la dott.ssa Gelfand.

Causa sconosciuta

Nessuno sa che cosa provochi le coliche, anche se spesso si è pensato al coinvolgimento di patologie gastrointestinali. Tuttavia, è improbabile che la colica sia causata dai gas intestinali.
La dott.ssa Gelfand ha citato uno studio controllato randomizzato sul simeticone (un agente antischiuma venduto al banco per il trattamento di gas e gonfiore) rispetto al placebo che non ha mostrato alcuna differenza tra i due trattamenti.

Inoltre, spesso di pensa che le coliche possano derivare dal tipo di alimentazione. La ricerca mostra che il latte materno vs quello in formula non fa alcuna differenza nei tassi di coliche. Non ci sono neanche evidenze di coinvolgimento dell’ intolleranza al lattosio in bambini con coliche, anche se l'allergia alle proteine del latte vaccino può svolgere un ruolo in un sottogruppo di bambini.

Un recente studio controllato randomizzato non ha mostrato alcun beneficio dai probiotici per bambini. In realtà, alcuni neonati alimentati con latte artificiale con l’aggiunta del probiotico hanno pianto o si sono lamentati 78 minuti in più al giorno rispetto a quelli che avevano ricevuto il placebo (p=0.005).
La dott.ssa Gelfand ha evidenziato: “Dopo aver accumulato un sacco di stimolazione nel corso della giornata, i bambini hanno solo bisogno di rilassarsi e lasciare andare tutto, ma ci potrebbe essere una certa variabilità circadiana."

Sebbene la nuova meta-analisi ha incluso un numero relativamente piccolo di studi, il numero complessivo dei soggetti era grande (quasi 900 per l'analisi primaria e circa 2000 per l'analisi secondaria).

Il Dr. Peter Goadsby, direttore del Centro Cefalee dell’Università della California, che è stato coinvolto nello studio ha dichiarato: “ Questa ricerca è utile, dato che la prospettiva di guardare a questo problema dal punto di vista gastroenterologico è fallita, e dato che la sindrome del bambino scosso è un problema estremamente serio. Mi sembra che sia molto importante gettare nuova luce e convincere la gente a riflettere su questo problema molto serio in un modo totalmente diverso."

Uno studio prospettico di coorte su dispositivo mobile per misurare obiettivamente il tempo passato dal neonato a piangere senza fare affidamento su input dei genitori, potrebbe aiutare oggettivamente a determinare quali bambini sviluppano coliche e poi, nel tempo, che si svilupperà l'emicrania.

"Sarebbe un'impresa costosa e richiederebbe molta pazienza, ma sarebbe un tesoro di dati di storia naturale sull’emicrania nel cervello in via di sviluppo. La tecnologia moderna in grado di progettare uno strumento che conta i passi dovrebbero essere in grado di realizzare un tale dispositivo, tipo un allarme collegato al piede del bambino ", ha aggiunto la  dott.ssa Gelfand.

Nel frattempo, i genitori dovrebbero utilizzare mezzi sicuri per cercare di calmare il loro bambino, tra cui la somministrazione di paracetamolo e l’eliminazione di eccessive stimolazioni.

Emilia Vaccaro

Gelfand AA. et al. The relationship between migraine and infant colic: A systematic review and meta-analysis. Cephalalgia. 2014 May 22. pii: 03
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American Headache Society (AHS) 56a Riunione Scientifica Annuale. Presentato 27 giugno 2014.
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