Colite ulcerosa, fattori predittivi di evoluzione a cancro del colon-retto

Gastroenterologia

E' possibile prevedere quali soggetti con colite ulcerosa svilupperanno cancro del colon-retto? Un ampio studio di coorte retrospettivo appena presentato all' 11 ░ congresso della ECCO-IBD (European Crohn's and Colitis Organisation, Inflammatory Bowel Diseases) parla di nuovi predittori che potranno aiutare a trovare il soggetto che tra 20 pazienti con colite ulcerosa (UC) andrÓ a sviluppare neoplasie del colon-retto.

E’ possibile prevedere quali soggetti con colite ulcerosa svilupperanno cancro del colon-retto? Un ampio studio di coorte retrospettivo appena presentato all’ 11 ° congresso della ECCO-IBD (European Crohn's and Colitis Organisation, Inflammatory Bowel Diseases) parla di nuovi predittori che potranno aiutare a trovare il soggetto che tra 20 pazienti con colite ulcerosa (UC) andrà a sviluppare neoplasie del colon-retto.
La maggior parte dei pazienti con colite ulcerosa non progredisce verso il cancro del colon retto ma esiste un elevato rischio relativo di sviluppare neoplasia, anche se il rischio assoluto, come hanno precisato gli autori dello studio del St. Mark's Hospital a Londra, rimane basso.
“Sarebbe bello riuscire a identificare coloro che andranno a sviluppare neoplasia”, ha evidenziato Ryan Choi autore dello studio.
Il dr. Choi e i suoi colleghi hanno valutato 6957 colonscopie in 987 pazienti arruolati nel programma di monitoraggio della colite ulcerosa presso il St. Mark's Hospital.
Tutti i soggetti avevano UC istologicamente confermata e aveva subito almeno due colonscopie nel programma di sorveglianza.
Novantasette pazienti (9,8%) avevano sviluppato neoplasia colorettale negli anni 2003-2013.
All'analisi univariata, i ricercatori hanno identificato sette predittori di neoplasia colorettale, compreso la media del punteggio relativo alla gravità della colite ulcerosa ( hazard ratio [HR], 3.55) e il punteggio di cronicità (HR, 1.29). Gli altri predittori erano: stenosi del colon (HR, 3.30), presenza di colangite sclerosante primitiva (HR 2,20), gravità media dell'infiammazione (HR 2.05), risultati insoliti all’endoscopia del colon (1,80), infiammazione è cronicità istologia (HR 1.18).
All' analisi multivariata, i predittori rimanevano cinque.
"La gravità e, soprattutto, la cronicità dell’ infiammazione microscopica sono i fattori di rischio più significativi per la neoplasia colorettale", ha sottolineato il dottor Choi.
Ciò suggerisce che i dati sull'infiammazione potrebbero essere utilizzati per stratificare i pazienti  a seconda del rischio, ma "utilizzare i punteggi dell’ infiammazione nella pratica è difficile", ha aggiunto gli autori.
I ricercatori hanno utilizzato i dati della colonscopia per valutare la gravità dell’ infiammazione di ogni paziente con una scala da 0 a 3. Hanno usato la percentuale di risultati istologici positivi dell’infiammazione nel tempo per calcolare un punteggio di cronicità dell’ infiammazione.
Questi pazienti sono però sottoposti a numerose procedure di cui bisogna prendere atto per il calcolo dei punteggi, considerando l’intera storia di monitoraggio di un paziente.
Pertanto, come ha aggiunto il dr. Choi questo metodo è "poco pratico da usare."
Il dr Choi ha cercato, quindi, un'alternativa più pratica clinicamente; l’approccio che ha scoperto è basato sul calcolo della gravità e cronicità dei punteggi delle tre o quattro colonscopie svolte negli ultimi 5 o 10 anni.
“Caratteristiche macroscopiche di cronicità evidenziate dall’endoscopia, come colon tubolare, informe, abbreviato,  potrebbe aiutare a identificare i pazienti ad alto rischio”, ha spiegato Choi.
In conclusione, l’autore ha precisato che bisogna monitorare l'attività di malattia in tutte le persone con colite ulcerosa, in particolare nelle persone asintomatiche con istologia o reperti endoscopici all'esordio della malattia. Si raccomanda che i medici diano un'occhiata a lungo termine, quando possibile.
EV


European Crohn's and Colitis Organisation (ECCO) 2016 Congress: Abstract OP012. Presented March 18, 2016.