Il trattamento al bisogno con la combinazione alverina citrato/simeticone (ACS) determina, a 6 mesi, un miglioramento della qualità della vita (QoL) e una migliore efficacia sulla sintomatologia del colon irritabile (IBS) rispetto ai trattamenti convenzionali.
Queste le conclusioni di uno studio pubblicato online ahead-of-print sulla rivista International Journal of Clinical Practice (1) da un gruppo di ricercatori francesi.

Come è noto, oltre il 10% della popolazione europea è affetto da colon irritabile (IBS), un disturbo gastrointestinale funzionale, cronico e recidivante. L’IBS si presenta in due forme, una caratterizzata da diarrea predominante (IBS-D), l’altra da costipazione (IBS-C) e non va confusa con le malattie croniche infiammatorie (IBD), quali la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn.
Nella pratica clinica di routine, i sintomi dell’IBS sono di difficile risoluzione ed alterano in modo significativo la QoL.
“Diversi farmaci, appartenenti a varie classi farmacologiche, sono stati proposti per la risoluzione della sintomatologia dell’IBS – scrivono gli autori nell’introduzione al lavoro. – Tra questi vanno annoverati gli antispasmodici, gli antidepressivi triciclici a dose ridotta (amitriptilina, desipramina), gli inibitori selettivi del reuptake di serotonina (fluoxetina, paroxetina) in associazione a lassativi o ad agenti antidiarroici, mentre non sono stati ancora definitivamente valutati i benefici dei probiotici e degli antibiotici.”

Alverina citrato, un antagonista recettoriale selettivo per il sottotipo 5-HT1A, è un farmaco che inibisce l’ipersensitività rettale indotta dalla serotonina, un mediatore coinvolto nell’iperalgesia da IBS. Simeticone, invece, è un agente farmacologico tensioattivo in grado di ridurre la sintomatologia addominale legata alla presenza di gas intestinali.

Uno studio clinico randomizzato ha documentato l’efficacia della combinazione ACS nell’alleviare la sintomatologia legata all’IBS, in base al razionale che simeticone, in combinazione con alverina citrato, potenzia l’effetto antinocicettivo di quest’ultimo (2).

“Dal momento che i sintomi legati all’IBS si manifestano spesso in modo ciclico – ipotizzano gli autori - un trattamento al bisogno potrebbe essere la soluzione ideale, con il beneficio aggiuntivo di abbassare i costi di trattamento”.
L’assenza di studi approfonditi sull’adozione di questa modalità di somministrazione della terapia è stata colmata da questo nuovo studio, condotto in un setting di pazienti reale, che ha messo a confronto l’efficacia di un trattamento con ACS al bisogno rispetto ai trattamenti convenzionali.

Per questa ragione, sono stati reclutati 436 pazienti con diagnosi di IBS secondo i criteri Roma III, aventi un’età media di 54,4 anni e in prevalenza di sesso femminile (73,4% del campione) provenienti da 87 ambulatori di MMG. I pazienti sono stati randomizzati, secondo uno schema di randomizzazione 1:1, al trattamento con ACS al bisogno o con un farmaco convenzionalmente impiegato nel trattamento di questa condizione (in prevalenza antispasmodici, considerati come farmaci di prima linea in molte Linee Guida).
L’outcome primario dello studio era costituito dal miglioramento del punteggio IBSQoL dal momento dell’inclusione nello studio a 6 mesi dall’inizio del trattamento.

I risultati a 6 mesi hanno documentato un miglioramento del punteggio IBSQoL di entità maggiore nei pazienti trattati con ACS rispetto a quelli sottoposti a trattamento convenzionale (13,8 vs. 8,4; p < 0,0008). Anche il punteggio legato alla severità della sintomatologia (IBS-SSS) è migliorato sensibilmente nel gruppo trattato con ACS rispetto al gruppo di controllo, con una riduzione di 170 vs 110,7, rispettivamente (p=0,0001).
Lo studio ha anche mostrato un punteggio IBS-SSS<75 (indice di remissione di malattia) più frequente nel gruppo ACS rispetto al gruppo di controllo (37,7% vs 16%; p<0,0001), come pure un miglioramento più sensibile nel primo gruppo del dolore addominale e della severità della condizione di gonfiore addominale, con conseguente riduzione dei costi diretti e indiretti legati alla gestione della malattia.

Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno escluso, in primo luogo, che “…le differenze osservate negli outcomes tra il gruppo ACS e quello di confronto potessero essere dovute ad un'efficacia degli antispasmodici inferiore a quella osservata in studi precedenti. I risultati di una metanalisi di studi sull’impiego di questi ultimi, infatti, hanno mostrato come  la percentuale media di pazienti che presentavano un miglioramento globale della QoL e del dolore associato all’IBS fosse pari, rispettivamente, al 56% e al 53%, in linea con le osservazioni dello studio corrente.

In secondo luogo – continuano gli autori – i risultati non consentono ancora di fornire una spiegazione certa del vantaggio della terapia al bisogno. Si può solo ipotizzare, a tal riguardo, che una gestione attiva della propria sintomatologia, resa possibile con questa modalità di somministrazione, possa generare un effetto positivo sul controllo dei sintomi, come avviene nel caso delle terapie comportamentali.

In terzo luogo – concludono – lo studio non consente di spiegare perché l’entità delle differenze osservate sulla QoL e il punteggio IBS-SSS con il trattamento al bisogno fosse maggiore nei sottogruppi di pazienti affetti da IBS-C (con costipazione) e IBS-M (mista) rispetto ai sottogruppi di pazienti affetti da IBS-D (con diarrea) e IBS-U (non tipizzata), secondo i criteri Roma III.
Un’ipotesi plausibile è quella secondo cui l’impatto dei disturbi del transito intestinale, con particolare riferimento alla diarrea post-prandiale e all’urgenza della defecazione, contribuirebbero in maniera importante al manifestarsi di una cattiva QoL dei pazienti con IBS-D. Pertanto, la prescrizione di agenti antidiarroici rappresenta probabilmente un modo per indurre effetti più significativi sulla QoL”.

1.  Ducrotte P et al. On-demand treatment with alverine citrate/simeticone compared with standard treatments for irritable bowel syndrome: results of a randomised pragmatic study. Int J Clin Pract. 2013 Oct 21. doi: 10.1111/ijcp.12333. [Epub ahead of print] Leggi

2.  Bueno L et al, Influence of simethicone and alverine on stress induced alterations of colonic permeability and sensitivity in rats: beneficial effect of their association. J Pharm Pharmacol 2013; 65: 567–73. Leggi