Coronavirus, linee guida e indicazioni per i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali

Gastroenterologia

La Crohn's and Colitis Foundation ha pubblicato le linee guida per i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) per proteggersi dal COVID-19. Queste vanno da consigli come il parlare con il proprio gastroenterologo di farmaci, del proprio stato di salute fino alle precauzioni che andrebbero prese in relazione all'infezione. Anche la società scientifica italiana IG-IBD nei giorni scorsi ha emesso un comunicato nel quale chiarisce varie aspetti che preoccupano i pazienti come il proseguo dei farmaci e l'eventuale aumentato rischio di infezione.

La Crohn’s and Colitis Foundation ha pubblicato le linee guida per i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) per proteggersi dal COVID-19. Queste vanno da consigli come il parlare con il proprio gastroenterologo di farmaci, del proprio stato di salute fino alle precauzioni che andrebbero prese in relazione all’infezione.

Anche la società scientifica italiana IG-IBD nei giorni scorsi ha emesso un comunicato nel quale chiarisce varie aspetti che preoccupano i pazienti come il proseguo dei farmaci e l’eventuale aumentato rischio di infezione.

Secondo la guida internazionale, i pazienti dovrebbero ottenere informazioni consultando il sito del CDC o dai siti web dei loro dipartimenti sanitari locali per una guida specifica riguardo al rischio locale e alle precauzioni all'interno della propria comunità.

Le persone ad alto rischio di COVID-19 dovrebbero rimanere a casa ed evitare incontri pubblici con più di 10 persone. Le persone ad alto rischio sono: adulti oltre i 60 anni, in particolare uomini; individui con patologie sottostanti come malattie cardiache, malattie polmonari (compresa l'asma), diabete, malattie renali croniche, malattie epatiche croniche, disturbi endocrini e metabolici, condizioni neurologiche, neurologiche e di neurosviluppo; individui in gravidanza o in stato di gravidanza recente.

La guida include aggiornamenti e raccomandazioni per i farmaci usati per le IBD.
Viene sottolineato che i pazienti con IBD devono rimanere in terapia con i loro farmaci, che la mesalamina o altri aminosalicilati sono sicuri e non sono farmaci immunosoppressori.

Altro consiglio è quello di consultare gli operatori sanitari se si assumono steroidi perché se si usano alcuni farmaci che possono sopprimere il sistema immunitario.

Bisogna continuare a prendere immunomodulatori e anche l'assunzione di farmaci biologici / biosimilari e parlare con il proprio medico se è necessario apportare modifiche ai farmaci.

Inoltre, la guida afferma che i pazienti in terapia con mesalamina dovrebbero seguire la guida del CDC e dei dipartimenti di sanità pubblica su eventuali spostamenti. Si raccomanda ai pazienti che assumono immunosoppressori e biologici/biosimilari di non viaggiare o radunarsi in grandi gruppi.

Fino ad oggi non sono state segnalate carenze di medicinali per l'IBD. La FDA continua a monitorare attentamente la catena di approvvigionamento medico.

Come precisa la società scientifica IG-IBD le norme sui comportamenti da adottare sono quelle ufficiali date dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità e sono sostanzialmente le norme igieniche che possono ridurre al massimo il rischio di contagio.

Il rischio di contrarre l’infezione da Coronavirus dipende, per tutte le persone, dal contatto stretto con un caso infetto, indipendentemente dall’essere affetto o meno da malattia infiammatoria cronica intestinale. I pazienti affetti da MICI, anche in terapia con farmaci immunosoppressori (es. farmaci biologici, azatioprina, steroidi) non hanno un rischio più alto di contrarre il Coronavirus.

I dati disponibili indicano che la malattia respiratoria da coronavirus ha un decorso più grave nelle persone di età avanzata ed in caso di alcune malattie concomitanti (come il diabete, patologie respiratorie preesistenti, patologie cardiovascolari, neoplasie). Tra queste condizioni non sono indicate le malattie infiammatorie croniche intestinali.

Anche IG-IBD sottolinea che, allo stato attuale delle conoscenze, non ci sono indicazioni alla sospensione della terapia in quanto la probabilità di una riacutizzazione, anche grave, è nettamente superiore a quella di contrarre l’infezione da Coronavirus in una forma grave.