I fratelli di pazienti con malattia di Crohn hanno disbiosi batterica della mucosa che puo’ contribuire all’insorgenza della malattia. Questo risultato deriva da uno studio che ha coinvolto ricercatori inglesi e che è stata pubblicata su Gut.

“E’ noto che i pazienti con malattia di Crohn hanno disbiosi delle mucose, con minore diversità microbica e ridotta abbondanza di Faecalibacterium prausnitzii e bifidobatteri” ha affermato il  dr. Kevin Whelan del King College di Londra che insieme ai suoi colleghi ha condotto lo studio. Gli autori hanno anche sottolineato che non è certo se tale disbiosi è coinvolta nella patogenesi del disturbo.
Fratelli di pazienti con malattia di Crohn hanno un significativo aumento del rischio di sviluppare la malattia, rispetto agli individui senza familiarità, e studi precedenti hanno rivelato una disbiosi fecale anche in fratelli sani.

Dal momento che il microbiota mucosale (che richiede analisi del DNA dopo biopsia) può essere più importante del microbiota luminale (come riflesso nella microbiota fecale), il team del dr. Whelan ha analizzato il microbiota mucosale di 21 pazienti con Crohn, 17 dei loro fratelli, e 19 controlli sani non collegati.

I risultati dell’analisi hanno mostrato che la diversità microbica era significativamente più bassa nei pazienti con malattia di Crohn e nei loro fratelli rispetto ai controlli sani.

Inoltre, la composizione microbica di pazienti con malattia di Crohn era significativamente diversa da quella dei controlli sani, mentre il microbiota dei fratelli non era significativamente divergente da quello dei pazienti con malattia di Crohn o controlli sani.

Il batterio F. prausnitzii era più abbondante nei controlli sani (pari al 30,9% delle specie di base) rispetto ai pazienti con malattia di Crohn (22,4%) o ai loro fratelli (24,2%), mentre Escherichia fergusonii era più abbondante nei pazienti con malattia di Crohn (21,4%) , meno abbondante nei controlli sani (4,1%), e intermedia nei fratelli (9,7%).

I ricercatori hanno concluso che : "Come e perché i pazienti e i loro fratelli acquisiscano il microbiota che contraddistingue questo rischio è sconosciuto. Tuttavia, la conoscenza del fenotipo microbico a rischio illumina possibili percorsi nella patogenesi della malattia di Crohn e solleva la prospettiva di un intervento di impatto sulla salute umana e di influenza sul rischio di malattia."

Emilia Vaccaro