I bambini con malattia di Crohn (CD) che ricevono un trattamento con inibitori del fattore di necrosi anti-tumorale (anti TNF-alfa) mostrano miglioramenti nella densità e nella struttura ossea. Questo è quanto mostrato in un lavoro recentemente apparso sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.

"I farmaci biologici anti-TNF-alfa hanno il potenziale per ripristinare la struttura ossea nei bambini e negli adolescenti", è quanto ha dichiarato la dr.ssa Lindsay M. Griffin, della New York University School of Medicine. "La finestra di opportunità si chiude una volta che la crescita e la maturazione sono completi."

Gli inibitori anti-TNF-alfa sono sempre più utilizzati come trattamento di prima linea in età pediatrica nella malattia infiammatoria intestinale, e come ha aggiunto la dr.ssa Griffin: "i nostri risultati potrebbero portare ad un uso anticipato di farmaci biologici."

I bambini con CD hanno bassa densità ossea, osso corticale sottile e deficit muscolari notevoli.

Dato che il TNF-alfa ha effetti negativi sul metabolismo osseo, la dr.ssa Griffin e i suoi colleghi hanno valutato il miglioramento del deficit nella densità minerale ossea trabecolare (BMD) e nella zona corticale dopo trattamento con anti-TNF-alfa.

I ricercatori hanno studiato 74 bambini, dai cinque ai 21 anni, che avevano cominciato l’assunzione di infliximab come trattamento per il CD presso l’ospedale dei bambini di Filadelfia.
Scansioni periferiche della tibia ottenute con tomografia computerizzata quantitativa (pQCT) sono state effettuate al basale e 12 mesi dopo il trattamento. Più di 650 bambini sani che avevano partecipato a un più ampio studio sulla salute delle ossa sono serviti come gruppo di riferimento.

All'inizio, i pazienti CD avevano inferiore altezza, BMD trabecolare, area corticale, e Z-score della zona muscolare rispetto al gruppo di riferimento che sono notevolmente migliorati dopo 12 mesi.
I bambini più piccoli hanno avuto maggiori aumenti dello Z-score nella BMD trabecolare, una maggiore crescita lineare e maggior recupero nell’area corticale rispetto ai bambini più grandi (p <0,001 entrambi).

I ricercatori hanno scoperto, per esempio, che il cambiamento mediano di altezza per i partecipanti con Crohn era di 4,9 centimetri. Eppure, i punteggi di altezza a 12 mesi sono rimasti inferiori rispetto ai partecipanti di riferimento. Inoltre, i punteggi della BMD trabecolare sono aumentati di più a 12 mesi, ma i deficit significativi sono rimasti.
Il livello di fosfatasi alcalina osso-specifica è aumentato di una mediana del 75% durante l'induzione ed è stata associato a miglioramenti a 12 mesi nella BMD trabecolare e dei punteggi dell’area corticale (p <0,001 entrambi).

Al momento dell'arruolamento, il 50% dei partecipanti aveva la malattia in uno stadio grave. Tale percentuale è diminuita al 6% a 10 settimane e al 7% a 12 mesi.
Alla fine dello studio, 67 partecipanti (91%) hanno continuato il trattamento con inibitori del TNF alfa: 62 con infliximab, 4 con adalimumab e uno con certolizumab.
"Abbiamo sicuramente bisogno di più dati a lungo termine per avvalorare che questi cambiamenti nel lungo periodo e avere la certezza che i bambini continuano a stare meglio, e in ultima analisi, che biologici anti-TNF portano a un tasso di frattura più basso", ha precisato la dr.ssa Griffin.

In conclusione, come ha sottolineato la dr.ssa Griffini: “quando a pazienti giovani con CD vengono somministrati altri trattamenti per migliorare la salute delle ossa, non si ha questo tipo di recupero. Questo suggerisce che l'effetto di infliximab potrebbe essere dovuto non solo al fatto che i bambini stanno crescendo ancora e mangiano meglio, ma potrebbe anche essere specificamente legato alla sua azione anti-TNF”.

Emilia Vaccaro

Griffin L.M. et al. Improvements in Bone Density and Structure during Anti–TNF–α Therapy in Pediatric Crohn's Disease. http://dx.doi.org/10.1210/jc.2014-4152
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