Crohn, ustekinumab mantiene risposta clinica e remissione dopo due anni di trattamento. Dati dal congresso ECCO

Conferme a lungo termine per ustekinumab, farmaco ben noto per la terapia della psoriasi e dell'artrite psoriasica, ma con un bagaglio clinico significativo anche nella malattia di Crohn da moderata a grave dove di recente ha ottenuto l'approvazione europea. Il prodotto ha mantenuto risposta clinica e remissione a due anni, senza che siano stati osservati nuovi aspetti da segnalare riguardo alla sicurezza. Queste conferme provengono dal 12░ Congresso dell'Organizzazione Europea su Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa (ECCO) in corso a Barcellona.

Conferme a lungo termine per ustekinumab, farmaco ben noto per la terapia della psoriasi e dell’artrite psoriasica, ma con un bagaglio clinico significativo anche nella malattia di Crohn da moderata a grave dove di recente ha ottenuto l’approvazione europea. Il prodotto ha mantenuto risposta clinica e remissione a due anni, senza che siano stati osservati nuovi aspetti da segnalare riguardo alla sicurezza. Queste conferme provengono dal 12° Congresso dell’Organizzazione Europea su Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa (ECCO) in corso a Barcellona.

“Mantenere sotto controllo i sintomi della patologia è fondamentale nel trattamento della malattia di Crohn. Le percentuali di risposta clinica e di remissione a due anni riscontrate nello studio IM-UNITI forniscono ulteriori evidenze del fatto che ustekinumab può essere un’opzione terapeutica efficace per coloro che convivono con questa patologia cronica e spesso debilitante” - ha commentato il Professor William Sandborn, Responsabile Gastroenterologia, UC San Diego Health System.

Dei 1.281 pazienti arruolati nello studio di mantenimento, 397, che hanno ottenuto risposta a ustekinumab alla settimana 8 dopo la fase di induzione, sono stati randomizzati per ricevere con somministrazione sottocutanea ustekinumab 90mg ogni 8 settimane o ogni 12 settimane, o placebo per il periodo di mantenimento (da 0 a 44 settimane) prima di entrare nel periodo di prolungamento di lungo termine (da 44 a 252 settimane).

Nel gruppo randomizzato, che ha soddisfatto i criteri di perdita della risposta tra le settimane 8 e 32, è stato permesso un aggiustamento di dosaggio una tantum per ustekinumab 90mg, somministrato ogni 8 settimane. I dati di efficacia clinica sono stati raccolti ogni 12 settimane e quelli di sicurezza ogni 4 settimane dalla fine dello studio di mantenimento (settimana 44), sino a che non è stato tolto il cieco allo studio di mantenimento e successivamente alle visite di dosaggio ogni 8 o 12 settimane nel periodo di prolungamento di lungo termine. Ecco i risultati alla settimana 92.

Dei pazienti randomizzati che sono entrati nel periodo di prolungamento di lungo termine e hanno continuato a ricevere ustekinumab alla settimana 96, il 79,2% di quelli in terapia con ustekinumab ogni 12 settimane e l’87,1, ogni 8 settimane, era in remissione alla settimana 92, e ha dimostrato risposta clinica rispettivamente il 90,9% e il 94,3% dei pazienti. Di tutti i pazienti in terapia con ustekinumab che hanno continuato a ricevere ustekinumab alla settimana 96, le percentuali di remissione e di risposta clinica alla settimana 92 erano rispettivamente del 70,7% e dell’84,7% (come osservato).

Le percentuali di eventi di sicurezza sono state comparabili nei pazienti trattati con ustekinukab e in quelli che hanno ricevuto placebo dalla settimana 44, sino alla settimana 96. Tra tutti i pazienti trattati con ustekinumab si sono verificati due decessi (morte improvvisa, asfissia). Sono stati, inoltre, riferiti due casi di tumore, diverso da tumore cutaneo non melanomatoso fra le settimane 44 e 96, un seminoma in un paziente trattato con ustekinumab e un carcinoma papillare della tiroide in un paziente che ha ricevuto solo placebo.

Lo studio IM-UNITI
IM-UNITI è uno studio di Fase 3, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli con controllo a placebo, di valutazione dell’efficacia e della sicurezza della terapia di mantenimento con ustekinumab in adulti con Malattia di Crohn da moderata a grave. I pazienti che hanno risposto a ustekinumab in somministrazione EV singola, negli studi di induzione UNITI-1 O UNITI-2, sono stati randomizzati in pari misura per ricevere come terapia di mantenimento con somministrazione sottocutanea ustekinumab 90mg ogni 8 settimane o ogni 12 settimane, o placebo.

L’endpoint primario era remissione clinica alla settimana 44, definita come punteggio dell’indice di attività della malattia CDAI (Crohn’s Disease Activity Index) inferiore a 150 punti. I principali endpoint secondari alla settimana 44 hanno compreso: risposta clinica misurata come proporzione di pazienti che hanno ottenuto una riduzione di almeno 100 punti nel punteggio CDAI rispetto al basale, remissione clinica senza corticosteroidi, remissione clinica fra i pazienti in remissione all’avvio dello studio IM-UNITI, e remissione clinica nel sottogruppo di pazienti refrattari o intolleranti a una o più terapie anti-TNF alfa.
Dopo la settimana 44, tutti i partecipanti che procedevano bene, sono stati candidabili per continuare a ricevere la terapia allo studio nella seconda parte del trial, un prolungamento di lungo termine in cui la terapia continuerà a essere somministrata fino alla settimana 52.

Ustekinumab
Nell’Unione Europea, ustekinumab è approvato per il trattamento della psoriasi a placche, da moderata a grave, in adulti che non hanno risposto, non tollerano o per i quali sono controindicate altre terapie sistemiche, fra cui ciclosporina, metotrexate, psoralene più esposizione a raggi UVA (PUVA). Ustekinumab è anche indicato per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave negli adolescenti a partire dai 12 anni di età, con malattia non adeguatamente controllata con altre terapie sistemiche o fototerapie o che non tollerano questi trattamenti.
Inoltre, ustekinumab è approvato in monoterapia o in associazione con metotrexate come terapia dell’artrite psoriasica attiva in pazienti adulti, nei quali il precedente trattamento con farmaci antireumatici non biologici (DMARD) si sia rivelato inadeguato. A novembre 2016, la Commissione Europea ha approvato ustekinumab come terapia per adulti con Malattia di Crohn attiva da moderata a grave, per i quali la terapia convenzionale o un antagonista del TNF alfa, non siano efficaci o tollerati o siano controindicati.