Nuovi regimi di trattamento senza interferone (IFN), a base di daclatasvir, asunaprevir e beclabuvir, hanno mostrato un alto tasso di risposta virologica sostenuta (SVR) tra i pazienti con infezione da virus dell'epatite C (HCV) cronica, compresi quelli che erano stati precedentemente trattati o che avevano cirrosi compensata. Questo è quanto pubblicato su JAMA. Si tratta di un regime tutto orale da assumere per due volte al giorno noto come il regime DCV-TRIO.

Circa da 130 a 150 milioni di persone nel mondo sono cronicamente infettati con HCV. Molti di questi individui (20%) svilupperà la cirrosi, ponendoli a maggior rischio di cancro al fegato e la morte.

La combinazione, che è stata valutata in due studi di cui riportiamo i risultati principali, comprende daclatasvir (un inibitore dell'NS5A), asunaprevir (un inibitore della proteasi NS3), e beclabuvir (un inibitore NS5B non-nucleosidico). Tutti i pazienti nei due studi avevano HCV di genotipo 1 e hanno ricevuto 12 settimane di trattamento.

Nel primo articolo, Fred Poordad, della University of Texas Health Science Center a San Antonio, e colleghi hanno valutato il tasso di SVR in pazienti naive (n=312) o pre-trattati (n=103) dopo somministrazione della terapia a base di DCV-TRIO.

Alla settimana 12 dopo il trattamento, il 91,3% (95% intervallo di confidenza [CI], 88,6% - 94,0%) dei pazienti ha raggiunto l’SVR. Non c'era differenza nei tassi di SVR tra il gruppo di trattamento naive (92,0%; 95% CI, 89,0% - 95,0%) e il gruppo di trattamento con esperienza. (89,3%; 95% CI, 83,4% - 95,3%).

Anche se uno paziente è deceduto dopo il trattamento alla settimana 3, il decesso non è stato considerato correlato allo studio.

Nel secondo studio, Andrew J. Muir, della Duke University Medical Center di Durham, North Carolina, e colleghi hanno valutato l'efficacia della terapia con DCV-TRIO in pazienti naive (n=112) e con esperienza di trattamento (n=90), così come la cirrosi.

Prima del trattamento, i ricercatori hanno stratificati i pazienti per genotipo e sottotipo (1a vs 1b) e li hanno assegnati in modo casuale al solo trattamento o in combinazione con ribavirina.

Tra coloro che avevano ricevuto la sola combinazione, DCV-TRIO da solo, il 93% (97,5% CI, 85,4% - 100,0%) dei pazienti naive al trattamento ha raggiunto l’SVR dopo il trattamento a 12 settimane, così come l'87% (97,5% CI, 75,3% - 98,0%) di pazienti pre-trattati.

I pazienti che avevano ricevuto ribavirina oltre a DCV-TRIO hanno avuto risposte SVR12 leggermente migliori rispetto ai pazienti che avevano ricevuto solo DCV-TRIO, pari al 98% (97,5% CI, 88,9% - 100%) per i pazienti nel gruppo di trattamento naive e al 93% ( 97,5% CI, 85,0% - 100,0%) per quelli nel gruppo trattato in precedenza.

Tre eventi avversi gravi sono stati considerati correlati al trattamento.

In entrambi gli studi, la risposta al trattamento era più bassa tra i pazienti con genotipo 1a.

"Questi 2 studi aggiungono un’altra opzione all’armamentario dei regimi all-oral senza IFN che hanno rivoluzionato la gestione di epatite C, non solo per i pazienti naïve al trattamento senza malattia epatica significativa, ma anche per coloro che hanno già sperimentato qualche trattamento e quelli con cirrosi, " ha precisato Hari Conjeevaram, dell'Università del Michigan ad Ann Arbor, in un editoriale di accompagnamento

"Nonostante i progressi e il successo del piano di eradicazione virale, numerose domande rimangono senza risposta come la risposta al trattamento basata sulla razza, o situazioni ancora difficili da trattare come i pazienti con malattia epatica in fase terminale o sottoposti ad emodialisi, l'accesso e l'accessibilità di queste terapie, miglioramento della qualità della vita, e di costo-efficacia " ha aggiunto il dr. Cnjeevaram.

Anche se l'infezione cronica da HCV può essere costoso da gestire, l'eradicazione di una infezione da HCV può essere ancora più costoso ha evidenziato il dottor Conjeevaram: "L'epatite C è una malattia globale e, anche se sono stati compiuti notevoli progressi nella eradicazione dell'HCV, il successo di tali progressi sarà definito non solo dalle percentuali di SVR, ma dall'accessibilità e la dalla convenienza di questi farmaci".

Emilia Vaccaro

Poordad F. et al. Fixed-Dose Combination Therapy With Daclatasvir, Asunaprevir, and Beclabuvir for Noncirrhotic Patients With HCV Genotype 1 Infection JAMA. 2015;313(17):1728-1735. doi:10.1001/jama.2015.3860.

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