Gastroenterologia

Daclatasvir/asunaprevir, efficace e sicuro anche nei soggetti con HCV e disfunzione renale

Il regime di combinazione a base di daclatasvir e asunaprevir risulta sicuro ed efficace nel trattamento dei pazienti con infezione da virus dell'epatite C e disfunzione renale rispetto ai soggetti con HCV senza disfunzione renale. E' quanto emerge dai dati di uno studio giapponese pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology.

Il regime di combinazione a base di daclatasvir e asunaprevir risulta sicuro ed efficace nel trattamento dei pazienti con infezione da virus dell'epatite C e disfunzione renale rispetto ai soggetti con HCV senza disfunzione renale. E’ quanto emerge dai dati di uno studio giapponese pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology.
I ricercatori hanno sottolineato che oltre alla sicurezza ed efficacia, il trattamento con la combinazione daclatasvir/asuneprevir è accompagnato da un minore sviluppo di  danno epatico.
Nello specifico, pazienti con infezione da HCV di genotipo 1b con disfunzione renale, sono stati reclutati in uno studio multicentrico. I pazienti afferivano all’Ospedale Universitario di Nagoya e da 50 siti affiliati.

In totale sono stati reclutati 924 pazienti; di 897 sono stati valutati i dati di funzionalità renale al basale. Centodieci pazienti mostravano un tasso di filtrazione glomerulare stimata inferiore a 50 ml/min, e 43 avevano un eGFR inferiore a 30 ml/min.
Nel complesso, l’89,3% dei pazienti con un eGFR superiore a 50 mL/min ha raggiunto l’SVR12, il 93% dei pazienti con eGFR tra 30 e 49 ml/min ha raggiunto l’SVR12, e il 97% dei pazienti con un eGFR inferiore a 30 ml/min ha raggiunto l’SVR12. I risultati sono stati tutti tesi statisticamente comparabili.
Inoltre, l’88,2% dei pazienti con un eGFR inferiore a 30 ml/min hanno avuto una risposta virale rapida a 2 settimane dopo l’inizio del trattamento; questi dati sono significativamente più alti rispetto a quelli ottenuti nei pazienti con un eGFR superiore a 30 ml/min (59,7%; p=0.001).
I tassi di interruzione della terapia sono stati simili tra i pazienti con e senza funzione renale compromessa; l’8,5% dei pazienti con un eGFR superiore a 50 mL/min hanno interrotto il trattamento rispetto all’11,9% dei pazienti con un eGFR tre 30 e 49 ml/min e il 4,7% dei pazienti con una eGFR inferiore a 30 ml/min.
In particolare, si è verificato danno epatico di grado 3 o superiore nel 6,1% dei pazienti con un eGFR superiore a 50 mL/min rispetto al 3% dei pazienti con un eGFR tra 30 e 49 ml/min e nessuno dei pazienti con eGFR inferiore a 30 mL/min.
Infine, il danno epatico si è verificato nell’ 1,8% dei pazienti con eGFR inferiore a 50 ml/min rispetto al 6,1% dei pazienti con eGFR maggiore di 50 mL/min (p <0.001).

In conclusione, i ricercatori hanno evidenziato che questi dati confermano risultati precedenti e mostrano anche che è possibile raggiungere l’SVR in tutti i pazienti indipendentemente dalla gravità della disfunzione renale.

Ishigami M. et al. Real world data of daclatasvir and asunaprevir combination therapy for HCV genotype 1b infection in patients with renal dysfunction. Clin Gastroenterol Hepatol. 2016 Dec 21. pii: S1542-3565(16)31229-0. doi: 10.1016/j.cgh.2016.12.009.

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