Diverticolite e consumo di carne rossa, c'è un collegamento?

Gastroenterologia

Un recente studio osservazionale pubblicato sulla rivista Gut ha collegato il consumo di carne rossa, soprattutto quando non trasformata, a un elevato rischio di diverticolite.

Un recente studio osservazionale pubblicato sulla rivista Gut ha collegato il consumo di carne rossa, soprattutto quando non trasformata, a un elevato rischio di diverticolite.
La diverticolite è una malattia comune associata ad un peso clinico ed economico sostanziale.
Quanto conosciamo riguardo al ruolo dell’alimentazione, o meglio, dei singoli alimenti nel favorire questa patologia?
Secondo  i ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston, autori del presente lavoro, oltre alla fibra alimentare, il ruolo di altri alimenti nella prevenzione della diverticolite è ancora del tutto non conosciuto.
In questo studio prospettico, è stata quindi esaminata l'associazione tra consumo di carne (carne rossa totale, carne rossa non trasformata, carne rosse lavorata, pollame e pesce), con l’incidenza di diverticolite nei pazienti reclutati nello studio Health Professionals Follow-Up Study (1986-2012), 46 461 soggetti.
Si tratta in realtà dell’aggiornamento di un precedente studio che aveva suggerito un legame tra il consumo di carne rossa e la malattia diverticolare.
Sono stati utilizzati modelli proporzionali di Cox per calcolare i rischi relativi (RR) e l’IC al 95%.
I risultati hanno evidenziato che durante nei follow-up di 651 970 persone-anno, sono stati documentati 764 casi di incidenti di diverticolite. 
Rispetto agli uomini nel quintile più basso (Q1) del consumo totale di carne rossa, gli uomini nel quintile più alto (Q5) avevano un RR multivariato di 1.58 (95% CI 1,19-2,11; p per trend=0.01).
L'aumento del rischio è stato non lineare, con un picco dopo sei porzioni alla settimana (p per non linearità=0,002). L'associazione era più forte considerando la carne non trasformata rossa (RR per Q5 vs Q1: 1,51; 95% CI 1,12-2,03; p per trend=0.03) rispetto alle carni rosse lavorate (RR per Q5 vs Q1: 1,03; 95% CI 0,78-1,35 ; p per trend=0.26).
Un maggiore consumo di pollame o pesce non è risultato associato a rischio di diverticolite. Tuttavia, la sostituzione di una porzione di carne rossa non trasformata con pollame o pesce con era associato a una diminuzione del rischio di diverticolite (RR multivariato 0,80; IC 95% 0,63-0,99) che vuole dire 20% in meno del rischio.
Dallo studio emerge anche che gli uomini che avevano consumato alte vs. basse quantità di carne rossa erano più propensi a fumare e usare FANS e paracetamolo, erano meno propensi all’esercizio fisico, consumavano livelli più alti di grassi totali, grassi saturi, colesterolo e ferro eme, e meno fibre. 
Al contrario, gli uomini che consumavano alti vs. bassi livelli di pesce o pollame erano più propensi all’esercizio e all’ uso dell'aspirina, meno propensi a fumare, e consumavano livelli più elevati di ferro eme.
I dati suggeriscono che il consumo di carne rossa non trasformata è, almeno in questo caso, il driver primario dell’associazione osservata tra l'assunzione di carne rossa totale e il rischio di diverticolite, con un'associazione più forte per le carni non lavorate (RR=1,51; 95% CI, 1,12-2,03), rispetto alle carni rosse lavorate (RR=1,03; 95% CI, 0,78-1,35).

Tutte le associazioni erano indipendenti dal consumo di fibre, e non sembravano influenzate dall'età o dalla BMI. Tuttavia, poiché si tratta di uno studio osservazionale, le conclusioni non possono essere tratte sulla causalità, quindi vanno riconfermati.
Sono state fatte anche delle ipotesi sui possibili meccanismi legati al comportamento della carne rossa. Un maggiore consumo di carne rossa è stato associato a un aumento dei biomarcatori infiammatori come la proteina C-reattiva e la ferritina ma anche a malattie croniche come le malattie cardiovascolari, il diabete e il cancro. Potrebbe svolgere un ruolo anche il microbioma intestinale e potrebbe essere influenzato dalle porzioni più grandi e le temperature di cottura superiori associate alla carne rossa non trasformata.
In conclusione, l’assunzione di carne rossa, in particolare allo stato naturale, è stata associata a un aumentato rischio di diverticolite. Secondo i ricercatori questi risultati forniscono una guida dietetica pratica per i pazienti a rischio di diverticolite ma che andrebbero approfonditi i meccanismi alla base delle associazioni osservate.
Cao Y. et al. Meat intake and risk of diverticulitis among men. Gut. 2017 Jan 9. pii: gutjnl-2016-313082. doi: 10.1136/gutjnl-2016-313082.
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