Elbasvir/grazoprevir, elevata efficacia contro l'HCV di genotipo 1b da un'analisi su più di 1000 pazienti

Un'ampia analisi di dati proveniente da studi di fase 2 e 3 su 1070 pazienti con infezione da epatite C di genotipo 1 ha evidenziato che il trattamento per 12 settimane con elbasvir/grazoprevir garantisce il raggiungimento della risposta virologica sostenuta in un'elevata percentuale di pazienti con genotipo 1b e quindi la guarigione dall'infezione. Nei pazienti con cirrosi compensata tale percentuale è risultata pari al 99.5% e nei coinfetti con HIV era del 94.4%. I dati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Gastroenterology.

Un’ampia analisi di dati proveniente da studi di fase 2 e 3 su 1070 pazienti con infezione da epatite C di genotipo 1 ha evidenziato che il trattamento per 12 settimane con elbasvir/grazoprevir garantisce il raggiungimento della risposta virologica sostenuta in un’elevata percentuale di pazienti con genotipo 1b e quindi la guarigione dall’infezione. Nei pazienti con cirrosi compensata tale percentuale è risultata pari al 99.5% e nei coinfetti con HIV era del 94.4%. I dati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Gastroenterology.

Il genotipo 1b è il sottotipo più comune del virus dell'epatite C (HCV), responsabile del 22% delle infezioni globali da HCV. La distribuzione del sottotipo GT1b varia in base all'area geografica, rappresentando rispettivamente il 26%, il 39% e il 50% dei casi in Nord America, America Latina e Europa; rappresenta inoltre il 65% delle infezioni in Giappone e il 45% delle infezioni a Taiwan e nella Corea del Sud.

Gli attuali regimi antivirali ad azione diretta (DAA) funzionano bene su questo genotipo. I regimi di 12 settimane approvati per via orale e senza ribavirina hanno raggiunto tassi di risposta virologica sostenuta (SVR) che vanno dal 96 al 100% nei partecipanti trattati (ledipasvir/sofosbuvir, paritaprevir/ritonavir/ombitasvir /dasabuvir e sofosbuvir/velpatasvir).

La combinazione orale di elbasvir (EBR, inibitore dell’ NS5A dell’HCV) e grazoprevir (GZR, inibitore della proteasi NS3/4A) ha dimostrato di essere un trattamento generalmente sicuro ed estremamente efficace per l'infezione cronica da HCV GT1 e GT4.

Studi in vitro hanno valutato la potenza di EBR su linee cellulari in cui ha dimostrato un'elevata potenza contro HCV GT1b con un EC50 di 3 pM. La potenza di GZR è stata valutata in saggi enzimatici in vitro in cui è stato evidenziato che le sue attività erano potenti già a concentrazioni subnanomolari (EC50 di 0,5 nM).

Gli studi di fase III hanno valutato la combinazione di EBR/GZR in una vasta gamma di partecipanti con infezione da HCV, compresi pazienti naive al trattamento e precedentemente già trattati, coinfetti da HIV, in fase 4/5 di malattia renale cronica e partecipanti sottoposti a terapia sostitutiva con oppiacei.

EBR/GZR è approvato dalle agenzie regolatorie sul farmaco americana, europea e giapponese per il trattamento dell'infezione da HCV GT1 e 4. Sia negli Stati Uniti che nell'UE, un regime di 12 settimane di EBR/GZR è approvato per tutte le persone con infezione da HCV GT1b, indipendentemente dalle altre caratteristiche demografiche o di malattia.

In questa ampia analisi sono stati coinvolti un totale di 1070 partecipanti con infezione da HCV GT1b da 30 paesi che avevano ricevuto EBR/GZR per 12 settimane in 11 studi clinici internazionali di fase II/III ((C-SURFER, C-EDGE Co-Infection, C-EDGE treatment naive, C-EDGE treatment-experienced, C-WORTHy, C-CORAL, C-EDGE COSTAR, C-EDGE IBLD, CSALT, Japan phase 2/3 study, C-EDGE Head-2-Head).

Tutti i partecipanti hanno ricevuto elbasvir 50 mg più grazoprevir 100 mg una volta al giorno per 12 settimane. L'endpoint primario di tutti gli studi era la risposta virologica sostenuta 12 settimane dopo il completamento della terapia (SVR12, HCV RNA < 15 UI/ml).
I risultati hanno evidenziato che l’SVR12 era del 97,2% considerando tutti gli studi (1040/1070). Dei 30 partecipanti che non sono riusciti a raggiungere l’SVR12, 15 avevano recidivato e 15 avevano avuto insufficienza non virologica.

Tra i sottogruppi partecipanti, l’SVR12 era alto in quelli con cirrosi compensata (188/189, 99,5%), co-infetti HCV/HIV (51/54, 94,4%), e carica virale al basale superiore a 800.000 UI/ml (705/728, 96,8%).

Per quanto riguarda l’SVR nelle varie etnie è stata del 97,2% nei partecipanti bianchi, del 97,6% nei partecipanti asiatici e del 95,5% nei partecipanti neri/ afro-americani
Le sostituzioni associate alla resistenza (RAS) nelle posizioni 28, 30, 31 o 93 dell’NS5A erano presenti nel 21,6% dei partecipanti al basale.

L’SVR12 è stata del 99,6% (820/823) nei partecipanti senza RAS per l’NS5A al basale e del 94,7% (215/227) in quelli con RAS dell’NS5A al basale.
Gli eventi avversi gravi si sono verificati nel 3,2% dei partecipanti (34/1070), nove dei quali si sono verificati dopo il completamento del farmaco in studio.

In conclusione, il regime di antivirali ad azione diretta a base di elbasvir/grazoprevir per 12 settimane rappresenta un'opzione di trattamento efficace per i pazienti con infezione da HCV di genotipo 1b. L’SVR12 è risultato elevato in tutti i sottogruppi di pazienti, compresi quelli con cirrosi compensata, co-infezione HCV/HIV e carica virale elevata al basale senza la necessita di aggiunta della ribavirina.

Zeuzem S., et al. The safety and efficacy of elbasvir and grazoprevir in participants with hepatitis C virus genotype 1b infection. J Gastroenterol. 2018 Jan 17. doi: 10.1007/s00535-018-1429-3.


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