E’ possibile identificare i pazienti con cirrosi a rischio di sviluppare encefalopatia epatica conclamata? Oggi si, grazie a un nuovo modello sviluppato e convalidato da un gruppo di ricercatori italiani della Sapienza Università di Roma. Lo studio è stato descritto e i risultati pubblicati su Clinical Gastroenterology and Hepatology.

Ogni malato di cirrosi può sviluppare encefalopatia epatica (HE). Si stima che circa 9 mila pazienti vengano ospedalizzati ogni anno a causa di questa patologia in Italia e che, una volta che si verifica il primo evento è molto probabile che ne seguano altri, e che lo facciano a intervalli di tempo sempre minori. Per questo è importante, dopo il primo attacco, adottare una corretta strategia di prevenzione delle recidive.

I primi segnali sono cali dell'attenzione, difficoltà di concentrazione e deficit delle abilità spaziali che risultano anche in un aumentato rischio di incidenti stradali. I segni più eclatanti sono deficit cognitivi, confusione, difficoltà a svolgere lavori manuali di precisione. Nei casi più gravi si arriva anche al coma.

L’HE influenza la quantità e la qualità della vita dei pazienti e pone un onere per le famiglie. Ci sono prove che alcuni casi avrebbero potuto essere evitati farmacologicamente, ma la profilassi sarebbe giustificata e conveniente solo per i pazienti a rischio.

"In questo studio osservazionale prospettico, sono state registrate una serie di variabili cliniche e di laboratorio legate allo sviluppo di HE conclamata durante il periodo di follow-up", hanno precisato i ricercatori, che hanno aggiunto: "Il modello prognostico derivato dal gruppo di osservazione effettuate nel nostro istituto a Roma è stato successivamente valutato in un gruppo indipendente di pazienti osservati e seguiti a Padova."

Per lo studio, sono stati raccolti e valutati i dati di 216 pazienti con cirrosi senza encefalopatia epatica conclamata afferenti all'Unità di Gastroenterologia dell’Università la Sapienza di Roma tra ottobre 2009 e dicembre 2012. Di questi pazienti, 96 avevano HE minima e il 22% aveva avuto almeno un episodio di HE conclamata prima dello studio.

L’encefalopatia epatica di tipo C, che è quella associata a cirrosi epatica, può essere di tipo conclamata, quando è clinicamente evidente, oppure nel caso non sia evidente, ma dimostrabile con tecniche psicometriche od elettrofisiologiche, viene detta minima.

"Abbiamo analizzato i punteggi allo stadio terminale della malattia del fegato, posizionamento di shunt, HE precedente palese o minima, punteggio psicometrico di encefalopatia epatica e livelli di albumina, bilirubina, creatinina, sodio al fine di sviluppare un modello di previsione", hanno scritto i ricercatori.

Il periodo medio di follow-up dei pazienti era di 14,7 ± 11,6 mesi e poi, 112 pazienti con cirrosi sono stati visitati presso l'Università di Padova e utilizzati per il modello di validazione e seguiti per un periodo medio di 12 ± 9,5 mesi.

Nel corso del follow-up, il 32% dei pazienti ha sviluppato almeno un episodio di HE conclamata (n=68).
Sulla base dell’analisi multivariata, lo sviluppo di HE conclamata è stata associata con precedente HE, HE minima (tenendo conto del PHES, punteggio psicometrico dell’ encefalopatia epatica) e il livello di albumina inferiore a 3,5 g/dl (area sotto la curva [AUC], 0,74).

Un modello che escludeva l’HE minima ma includeva il livello di albumina e precedenti HE ha identificato pazienti che avrebbe sviluppato HE conclamata (AUC, 0.71); questa differenza di valori di AUC non era statisticamente significativa (p=0,104). Entrambi i modelli sono stati convalidati nel gruppo indipendente di pazienti (3 variabili: AUC, 0.74; 95% intervallo di confidenza, 0,66-0,83, e 2 variabili: AUC, 0.71; 95% intervallo di confidenza, 0,63-0,78).

I ricercatori hanno concluso: "Abbiamo sviluppato e validato un modello per identificare i pazienti con cirrosi a rischio di HE conclamata sulla base di precedenti HE, livelli di albumina e PHES. Se PHES non è disponibile, livelli precedenti di HE e di albumina sono ancora in grado di identificare i pazienti a rischio. La valutazione psicometrica è essenziale per i pazienti senza storia di HE. Questo studio suggerisce che l’insorgenza di encefalopatia epatica conclamata può essere prevista. L'identificazione dei pazienti a rischio di HE può inoltre aiutare a pianificare studi sulla prevenzione farmacologica dell’HE”.

Emilia Vaccaro

Riggio O. et al. A Model for Predicting Development of Overt Hepatic Encephalopathy in Patients With Cirrhosis. July 2015Volume 13, Issue 7, Pages 1346–1352
leggi