Entecavir, sicuro ed efficace in bambini con epatite B cronica

Il trattamento di bambini e adolescenti con epatite cronica da virus B trattati con entecavir ha mostrato riduzione dell'infezione rispetto ai piccoli pazienti trattati con placebo. Questo risultato deriva da uno studio clinico di fase III pubblicato sulla rivista Hepatology.

Il trattamento di bambini e adolescenti con epatite cronica da virus B trattati con entecavir ha mostrato riduzione dell'infezione rispetto ai piccoli pazienti trattati con placebo. Questo risultato deriva da uno studio clinico di fase III pubblicato sulla rivista Hepatology.
Nonostante gli intensi programmi di vaccinazione contro l’epatite B, il rischio di acquisire questa infezione permane come anche la possibilità di trasformazione in epatite cronica.
Questo è dovuto soprattutto alla trasmissione da madre a figlio, a volte anche a trasmissione orizzontale, a fallimento della vaccinazione oppure a carenza di accesso ai programmi vaccinali in alcuni Paesi.
Questo studio randomizzato di fase III ha valutato la sicurezza e l'efficacia di entecavir rispetto al placebo in pazienti con epatite B cronica naive (CHB) (da 2 a I ricercatori hanno assegnato in modo casuale 180 bambini e adolescenti naive al trattamento ad un regime di entecavir (n=120) o placebo (n=60) per una durata di 48 settimane.
L'endpoint primario dello studio era la sieroconversione dell'antigene (HBeAg) e ridotti livelli di DNA per l’HBV (inferiore a 50 IU/mL) a 48 settimane. Il follow-up è stato di 96 settimane.
Il trattamento in cieco è stato somministrato per un minimo di 48 settimane. Dopo 48 settimane, i pazienti con sieroconversione HBsAg hanno continuato il trattamento in cieco; quelli senza sieroconversione sono passati a un trattamento open-label con entecavir.
Nel complesso, un maggior numero di bambini trattati con entecavir ha raggiunto l'endpoint primario (24,2%) rispetto ai bambini che hanno ricevuto il placebo (3.3%; p = 0,0008).
Tra i bambini che hanno ricevuto entecavir e raggiunto la sieroconversione dell’ HBsAg a 48 settimane, il 90% ha mantenuto la sieroconversione nelle 96 settimane. Tra i bambini che hanno ricevuto entecavir, ma non hanno raggiunto la sieroconversione a 48 settimane, il 20,5% l’ha raggiunta dopo trattamento open-label con entecavir per 96 settimane.
Inoltre, i pazienti trattati con entecavir hanno mostrato tassi di risposta più elevati rispetto al placebo per gli endpoint secondari, tra cui i livelli di DNA per l’ HBV inferiori a 50 IU/mL (49,2% vs 3,3%; p <0,0001); normalizzazione dell’alanina aminotransferasi (67,5% vs 23,3%; p <0,0001); e sieroconversione HBeAg (24,2% vs 10,0%; p=0,021).
Nei pazienti trattati con entecavir sono stati osservati aumenti di tutti gli endpoint di efficacia tra le 48 e le 96 settimane, tra cui un aumento dal 49% al 64% nella soppressione virologica. La probabilità cumulativa di emergente resistenza all’entecavir è stata dello 0,6% a 1 anno e del 2,6% a 2 anni di trattamento col farmaco.
Entecavir è stato ben tollerato, senza differenze di rilievo osservate negli eventi avversi o cambiamenti nella crescita rispetto ai pazienti che avevano ricevuto placebo. Undici bambini (quattro nel gruppo entecavir) hanno avuto eventi avversi gravi nelle 48 settimane. Un bambino ha interrotto la terapia con entecavir a causa di mal di testa.
I ricercatori hanno concluso: "Questi risultati supportano l'uso di entecavir come opzione terapeutica per i bambini e gli adolescenti con epatite cronica B.” In questa popolazione, infatti,  entecavir ha dimostrato un'efficacia antivirale superiore al placebo, con un profilo di sicurezza favorevole.
Emilia Vaccaro


Jonas MM et al. Randomized, controlled trial of entecavir versus placebo in children with hepatitis B envelope antigen-positive chronic hepatitis B. Hepatology. 2016 Feb;63(2):377-87. 

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