Epatite B, tenofovir sicuro anche in gravidanza per mamma e nascituro

Gastroenterologia

La somministrazione di tenofovir nel secondo o terzo trimestre di donne in gravidanza con epatite B e livelli elevati di DNA dell'HBV è sicura e tollerabile sia per la madre che per il figlio e può impedire la trasmissione virale quando combinata con immunoglobulina HBV vaccino. E' quanto mostrato dai dati provenienti da una meta-analisi pubblicata su Alimentary Pharmacology and Therapeutics.

La somministrazione di tenofovir nel secondo o terzo trimestre di donne in gravidanza con epatite B e livelli elevati di DNA dell’HBV è sicura e tollerabile sia per la madre che per il figlio e può impedire la trasmissione virale quando combinata con immunoglobulina HBV vaccino. E’ quanto mostrato dai dati provenienti da una meta-analisi pubblicata su Alimentary Pharmacology and Therapeutics.

Per quanto concerne la prevenzione della trasmissione dell’infezione da virus dell’epatite B da madre a figlio, la maggior parte delle raccomandazioni a livello mondiale suggeriscono di utilizzare il tenofovir. Queste raccomandazioni derivano da analisi che ne hanno evidenziato la potenza antivirale, ma anche la sicurezza in gravidanza e anche da preoccupazioni emergenti su dati di resistenza rispetto ad altri agenti antivirali. 

Ad oggi, sono stati condotti un piccolo numero di serie di casi e studi controllati non randomizzati relativamente ben progettati utilizzando il tenofovir. Però, come hanno scritto i ricercatori: “poiché esiste solo un studio randomizzato di controllo, ci sono ancora preoccupazioni in merito a questo utilizzo".

Per colmare questa lacuna, i ricercatori hanno esaminato i database PubMed, EMBASE e Cochrane fino al 16 agosto 2016 considerando i casi che includevano dati sull'uso di tenofovir in donne in gravidanza con HBV durante il secondo o terzo trimestre e confronti con il controllo. 

La meta-analisi ha incluso 10 studi, uno studio di controllo randomizzato, quattro studi di controllo non randomizzati e cinque casi per un totale di 733 pazienti. I trial di controllo randomizzati e non randomizzati hanno mostrato dati comparabili.

L'età media dei pazienti era di 29,7 anni, tutti erano HBeAg-positivi, tranne un soggetto in un solo studio; tutti i pazienti avevano un elevato livello materno di DNA dell’HBV, oltre 2 x 105 UI/mL.

Un trial randomizzato e due studi non randomizzati hanno riportato una significativa riduzione del DNA dell’ HBV nei pazienti sottoposti a trattamento con tenofovir (OR=260,41; 95% CI, 29,92-2,266,17), anche se la definizione di soppressione del DNA dell’ HBV differiva tra gli studi. 

I tassi di normalizzazione dell’alanina aminotransferasi da uno studio non randomizzato (OR=2,55, 95% CI, 0,65-10,01) sono stati confrontati con i tassi di sieroconversione HBeAg in uno studio randomizzato e in uno non randomizzato (OR=1,28; 95% CI, 0,07-24,11) tra pazienti trattati con tenofovir e gruppi di controllo.

In uno studio randomizzato e uno non randomizzato, i tassi di sieropositività neonatali di HBsAg sono stati mediamente dell'8% nel gruppo tenofovir e una media del 9% nel gruppo di controllo (OR=0,87, 95% CI, 0,31-2,4). Nello stesso confronto, il DNA dell’HBV era in media del 4,3% nel gruppo tenofovir e del 20,5% nel gruppo di controllo, dimostrando un rischio ridotto di HBV per i neonati per l’84% con tenofovir (OR=0,16, 95% CI, 0,07-0,39).

Gli studi iniziali hanno riportato la sieropositività di HBsAg dei neonati entro 6-12 mesi. La sieropositività HBsAg era in media del 2,9% nel gruppo tenofovir e nell'11% nel gruppo di controllo, dimostrando un rischio ridotto per la seropositività HBsAg del 77% con tenofovir (OR=0,23, 95% CI, 0,1-0,52).

Tra gli studi di confronto comparabili, il trattamento con tenofovir aveva tassi elevati di aumento della creatina (OR=8,49; 95% CI, 0,98-73,28), tassi di aumento della creatinina (OR=,34, 95% CI, 0,01-8,45) (OR=1,27, 95% CI, 0,85-1,87) e tassi di emorragia postpartum (OR=0,76, 95% CI, 0,27-2,16) rispetto ai gruppi di controllo (95% CI, 0,31-3,24) .

Pazienti di controllo e trattati con tenofovir non presentavano inoltre differenze significative tra malformazioni congenite (OR=1,6, 95% CI, 0,3-8,47), tassi di natalità pre-termali (OR=2,39, 95% CI, 0,84-6,81) basso peso alla nascita inferiore a 2,500 g (OR=1,1; 95% CI, 0,06-18,77) o morti fetali (OR=1,28; 95% CI, 0,2-8,25).

Come hanno concluso i ricercatori: "La terapia con tenofovir nelle madri infette da HBV nel secondo o terzo trimestre interrompe efficacemente la trasmissione da madre a figlio, come indicato dalla positività HBsAg del siero del bambino. Il trattamento con Tenofovir è sicuro e tollerabile sia per la madre che per il feto. I clinici che gestiscono i pazienti in gravidanza con carichi virali da epatite B dovrebbero considerare la terapia con tenofovir per prevenire la trasmissione virale oltre alla terapia di combinazione immunoprofilattica. "

Hyun MH et al. Systematic review with meta-analysis: the efficacy and safety of tenofovir to prevent mother-to-child transmission of hepatitis B virus. Aliment Pharmacol Ther. 2017 Apr 24. doi: 10.1111/apt.14068.
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