I bambini con epatite C cronica riescono a raggiungere una risposta virologica sostenuta grazie alla terapia con interferone pegilato e ribavirina e la mantengono durante un lungo periodo di follow – up. E’ quanto è stato presentato al Digestive Disease Week nei giorni scorsi a Chicago.

La maggior parte delle trasmissioni dell’infezione da epatite C nel bambino avvengono per via verticale, dalla madre al figlio durante la gravidanza. La percentuale di neonati che contraggono l’infezione da madri infette è del 5-6%; tale percentuale sale notevolmente (14-17%) nei casi di madri con coinfezione Hcv-Hiv.

L’allattamento non è un mezzo di trasmissione dell’infezione e se dopo 18-24 mesi dalle analisi biochimiche non è riscontrabile viremia, allora il bambino puo’ essere considerato non infetto. Altrimenti il bambino verrà sottoposto a controlli periodici senza trattamento in quanto in 1/3 dei casi l’evoluzione della malattia è benigna. Nei 2/3 l’evoluzione però la malattia è cronica e il 5% dei pazienti affetti in età pediatrica svilupperà epatopatia severa.

La terapia standard consigliata in età pediatrica è data dal trattamento con interferone pegilato e robavirina. E’ compito del medico stabilire se iniziare il trattamento o meno in base a diversi fattori quali progressione della patologia, rischio di contagio, effetti collaterali dei farmaci, rapporto costi-benenfici. Non si hanno molti dati sull’efficacia del trattamento sul lungo periodo.

La Prof.ssa Kathleen B. Schwarz,  professore di pediatria e direttore del Pediatric Liver Center della Johns Hopkins University School of Medicine e i suoi colleghi hanno condotto uno studio, denominato PEDS-C, su lungo periodo con follow - up di 5 a 6 anni su 38 pazienti che hanno partecipato alla fase 2 o 3 dei trial clinici PEDS C.

Lo studio iniziale comprendeva 114 bambini con epatite C cronica (CHC) che sono stati trattati con interferone pegilato ( PegIFN ) alfa-2a alla dose di 180 mcg/1.73 m2 per via sottocutanea settimanale con o senza ribavirina (RBV) alla dose di 15 mg/kg/al giorno o placebo per 48 settimane. I pazienti che hanno ricevuto PegIFN e placebo e non hanno risposto a 24 settimane, sono passati al PegIFN / RBV per 24 e 48 settimane.

I ricercatori hanno dichiarato che durante lo studio PEDS C, la percentuale di risposta virologica sostenuta (SVR) è stata del 53% con PegIFN e RBV; 75 pazienti erano non-responder, mentre 39 hanno risposto al trattamento.

Dei 38 pazienti che hanno accettato di partecipare al lungo periodo di follow - up, 21 soggetti hanno raggiunto la SVR durante lo studio, mentre gli altri recidivavano o erano non-responder. Tutti i pazienti che hanno raggiunto una SVR durante il lungo periodo di follow -up la hanno anche mantenuto e non hanno mostrato segni di RNA del virus dell'epatite C tra i 4.4 anni e i 7 anni dopo il raggiungimento della prima SVR.

I pazienti che non sono riusciti a raggiungere l’ SVR avevano viremia persistentemente rilevabile; il genotipo IL28B CC è stata associato al raggiungimento della SVR.
La Dott.ssa Schwarz ha aggiunto che " La SVR raggiunta durante il trattamento con PegIFN più RBV nei bambini con epatite C cronica ha un’eccellente persistenza nel lungo periodo ".

Emilia Vaccaro

Schwarz K. # 649 . Presentato al : Digestive Disease Week 2014; 3-6 maggio 2014; Chicago .