Simeprevir combinato con sofosbuvir con o senza ribavirina ha permesso il raggiungimento di un tasso di efficacia più alto e un tasso di eventi avversi più basso tra i pazienti con cirrosi Child-Pugh A rispetto a pazienti con cirrosi Child-Pugh B/C. Questi risultati derivanti da uno studio multicentrico, di coorte e sono stati pubblicati sulla rivista Hepatology.
Ad oggi non sono ancora noti i rischi e i benefici del trattamento con la combinazione simeprevir più sofosbuvir nei pazienti con cirrosi avanzata.
I ricercatori, tra cui Norah A. Terrault, dell’Università della California a San Francisco, hanno condotto uno studio multicentrico su 160 adulti con HCV di genotipo 1 e cirrosi trattati con simeprevir e sofosbuvir, con o senza ribavirina (RBV) per 12 settimane.
Di tutti i pazienti, il 35% era nella classe Child-Pugh B/C della cirrosi e il 64% nella classe Child-Pugh A.
La classificazione di Child-Pugh è un sistema di punteggio utilizzato per valutare la gravità delle epatopatie croniche, in particolar modo la cirrosi epatica. Viene utilizzata per valutare la gravità del paziente e la sua necessità di un trapianto di fegato. Sia lo United Network for Organ Sharing (UNOS), sia Eurotransplant hanno sostituito tale sistema di punteggio con la classificazione MELD per la realizzazione della lista di attesa per il trapianto.
A seconda del punteggio si possono identificare tre classi di Child-Pugh: A, B e C; nella classe A rientrano i cirrotici meno gravi mentre nelle classi B e C quelli più gravi.
Il punteggio MELD (Model for End-Stage Liver Disease)mediano al basale era di 9 (range interquartile, 8-11). I pazienti sono stati confrontati con controlli basati su centro di trattamento, età, classe di Child-Pugh e MELD.
Complessivamente, il 73% dei pazienti con Child-Pugh B/C ha raggiunto la risposta virologica sostenuta alla settimana 12 (SVR12) rispetto al 91% dei pazienti con Child-Pugh A (p <0,01).
Un maggior numero di pazienti con Child-Pugh B/C ha interrotto il trattamento precocemente in confronto ai pazienti Child-Pugh A (11% vs 1%). Inoltre, un numero maggiore di pazienti nel gruppo di Child-Pugh B/C hanno sperimentato eventi avversi che richiedevano ospedalizzazione rispetto al Child-Pugh A (22% vs 2%), ma anche un numero maggiore di infezioni che hanno richiesto l’utilizzo degli antibiotici (20% vs 1%).
Gli eventi epatici scompensati, non da meno, erano maggiori nel gruppo Child-Pugh B/C rispetto all’A (20% vs 3%; p Due pazienti sono deceduti, uno nel gruppo Child-Pugh B/C per cause epatiche e un paziente nel gruppo Child-Pugh A, per morte non collegata a problemi epatici. 
L'analisi multivariata ha mostrato che la cirrosi Child-Pugh B/C era un predittore indipendente del non raggiungimento dell’ SVR12 (OR=0,27; IC 95%, 0,08-0,92). 
Tra i pazienti trattati ed i controlli, gli eventi avversi che hanno richiesto il ricovero in ospedale (9% vs 13%, p=0,55), le infezioni (8% vs. 6%; p=0,47) e gli eventi scompensati (9% vs 10% ; p=0,78) erano simili.
"Abbiamo dati molto limitati sui pazienti con cirrosi Child-Pugh C; i pazienti trattati hanno impellente necessità di trattamento, data l'assenza al momento di altri regimi senza interferone" hanno scritto i ricercatori, aggiungendo: "Comprendere le ragioni della ridotta efficacia degli attuali regimi completamente orali nei pazienti con cirrosi avanzata, in particolare Child-Pugh C, rimane una priorità assoluta per la comunità in trattamento con farmaci anti-HCV."
In conclusione, la combinazione simeprevir più sofosbuvir con/senza ribavirina ha minore efficacia e più alti tassi di eventi avversi nei pazienti con cirrosi Child-Pugh B/C, rispetto al Child-Pugh A. La frequenza degli eventi avversi nello studio considerato è risultata simile ai controlli non trattati appaiati, il che suggerisce che questi eventi riflettono la storia naturale della cirrosi e non sono correlati al trattamento.
Emilia Vaccaro
Saxena V. et al. Safety and Efficacy of Simeprevir/Sofosbuvir in Hepatitis C-Infected Patients With Compensated and Decompensated Cirrhosis. Hepatology. 2015 Sep;62(3):715-25. doi: 10.1002/hep.27922. 
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