Epatite C, con elbasvir/grazoprevir guarigione anche per i pazienti in politerapia. I dati dalla coorte PITER. #EASL2019

La combinazione di antivirali ad azione diretta, elbasvir/grazoprevir, oltre ad essere efficace e sicuro nei pazienti con epatite C cronica, non interagisce con farmaci concomitanti utilizzati dai pazienti per comorbiditÓ. E' quanto emerge da un'analisi di dati della coorte italiana PITER e presentati a Vienna durante l'International Liver Congress 2019, meeting annuale dell'EASL (European Association for the Study of the Liver).

La combinazione di antivirali ad azione diretta, elbasvir/grazoprevir, oltre ad essere efficace e sicuro nei pazienti con epatite C cronica, non interagisce con farmaci concomitanti utilizzati dai pazienti per comorbidità. E’ quanto emerge da un’analisi di dati della coorte italiana PITER e presentati a Vienna durante l’International Liver Congress 2019, meeting annuale dell’EASL (European Association for the Study of the Liver).

“PITER è la piattaforma italiana per lo studio della terapia delle epatiti virali, è uno studio di coorte che include più di 11mila pazienti in cura presso circa 100 centri clinici distribuiti su tutto il territorio nazionale. Abbiamo valutato all’interno della coorte PITER molti aspetti dei pazienti con HCV sia riguardo la storia naturale dell’infezione che l’eradicazione virale e in particolare alcuni regimi terapeutici disponibili anche in Italia” ha precisato ai nostri microfoni la dr.ssa Loreta Kondili, responsabile scientifico della Piattaforma Piter-Centro per la Salute Globale-Istituto Superiore di Sanità.

In un precedente studio sulla vita reale, basato su dati recuperati dalla coorte PITER, è stato riportato che pazienti infetti da HCV cronica sottoposti a terapia antivirale ad azione diretta (DAA) (terapie sofosbuvir-based o paritaprevir/ritonavir, ombitasvir e dasabuvir) e in trattamento con altri farmaci per patologie concomitanti, 30% (con stadio di malattia epatica lieve) e 44% (con stadio di malattia epatica da moderato a grave) è a rischio di potenziali interazioni farmaco-farmaco (DDI, drug-drug interactions).

In seguito alla recente introduzione di elbasvir/grazoprevir (EBR / GZR) questo studio ha mirato a valutare il profilo prospettico di efficacia e sicurezza combinato con il profilo di co-medicazioni della vita reale utilizzato all'inizio, durante e alla fine della terapia DAA in ciascuno dei pazienti trattati.

Sono stati utilizzati i dati provenienti da pazienti, iscritti nel registro PITER e afferenti a 15 centri clinici. Tutti i pazienti erano stati trattati con EBR/GZR.
Sono state considerate le comorbidità e i farmaci assunti in contemporanea ai DAA, in particolare per quanto riguarda il loro potenziale di DDI considerando le interazioni farmacologiche come mostrato dal sito HepC (www.hep-druginteractions.org).

“Abbiamo valutato efficacia e sicurezza di questa combinazione di antivirali nella vita reale, quindi in pazienti non selezionati come negli studi clinici. Il campione includeva pazienti al momento in cura con elbasvir/grazoprevir e che in precedenza erano stati trattati con altre terapie a base di interferone o naive al trattamento” ha aggiunto Kondili.

Complessivamente sono stati considerati 365 pazienti con una risposta di almeno 12 settimane dopo la fine del trattamento (età media 63 ± 10 anni; 44% maschile, 71.6% HCV GT1b e 10.7% GT1a e 7.6% GT4, 85% con stadio di fibrosi ≤ F3 e 15% con cirrosi in child A).

Durante i 6±4 mesi di follow up è stata evidenziata una diminuzione significativa dei livelli di ALT dal pretrattamento (55±26) al post trattamento (24±11) in tutti i pazienti che hanno raggiunto l’SVR, tranne in due. L’SVR è stata raggiunta indipendentemente dall’età e dal sesso. E’ stata evidenziata una significativa diminuzione della rigidità epatica nei pazienti che avevano raggiunto l’SVR ad ogni stadio di fibrosi da F2 a F4.

“Abbiamo osservato un’altissima efficacia real life con oltre il 95% dei pazienti che rispondono indipendentemente dall’età e dallo stato di comorbidità” ha precisato Kondili.

Dei 365 pazienti trattati, 218 (60%) avevano almeno una comorbidità (mediana: 2 range: 1-6 comorbidità). La presenza di comorbidità aveva una distribuzione similare ad ogni stadio di fibrosi; più di tre comorbidità erano più frequenti nei soggetti con stadio 4 di fibrosi, rispetto agli stadi F0-F3 (9%-10%) sebbene questa differenza non abbia raggiunto il livello di significatività (p=0.6).

Riguardo alle comedicazioni utilizzate, sono state usate 190 tipologie di farmaci da 212 pazienti, per un totale di 774 farmaci assunti. Il 72% dei pazienti con fibrosi F4/cirrosi rispetto al 60% dei pazienti con stadio di fibrosi F0-F3 (p=0.09) hanno assunto comedicazioni durante la terapia con DAA.

L’uso di 1-2 comedicazioni aveva una distribuzione similare negli stadi F0-F3, mentre più di tre comedicazioni (fino a 15) erano osservate più frequentemente nello stadio di fibrosi F4/cirrosi (48%), p=0.03).

Dei 190 farmaci utilizzati, 28 (15%) sono stati aggiunti come nuovi farmaci durante la terapia antivirale. Di questi, nessuno ha evidenziato drug-drug interaction ma atorvastatina e simvastatina aggiunte in 4 pazienti sono state classificate come “categoria 2: richiesto monitoraggio” per potenziali DDI. Otto farmaci (3.7%) sono stati interrotti e 10 (4.7%) sono stati modificati nel dosaggio, ma non per possibili DDI.

Dei 212 pazienti che hanno utilizzato comedicazioni, 167 (79%) hanno utilizzato farmaci che non hanno riportato interazioni con l’uso concomitante di elbasvir/grazoprevir, ma come monitoraggio/riduzione del dosaggio o uso controindicato nell’utilizzo con altri regimi DAA.

“La parte interessante di questo studio è la valutazione delle potenziali interazioni tra i farmaci; questa valutazione è stata fatta anche in modo prospettico e meno del 4% dei pazienti ha dovuto cambiare la terapia concomitante; in tutti questi casi non c’è stato alcun motivo legato alla combinazione antivirale elbasvir/grazoprevir cosa che invece accade con altre combinazioni di DAA” ha sottolineato Kondili.

In conclusione, elbasvir/grazoprevir ha dimostrato alti tassi di guarigione dall’HCV cronica e un ottimo risultato in termini di profilo di sicurezza. Non sono state registrate interazioni farmaco-farmaco in questa coorte reale di pazienti che avevano diverse comorbidità e utilizzavano numerosi farmaci concomitanti ai DAA.

Quaranta M.G. et al., Real life data on elbasvir/grazoprevir efficacy, safety and drugdrug interaction profile in patients with chronic hepatitis C viral infection: A prospective analysis in the PITER cohort. SAT239-ILC 10-14 aprile 2019 Vienna.