Gastroenterologia

Epatite C, con sofosbuvir risposta sostenuta anche nel genotipo 3

Due nuovi studi confermano l'efficacia di sofosbuvir nei pazienti con infezione da HCV di genotipo 3. Si tratta dello studio di fase 3 VALENCE e lo studio di fase 2 LONESTAR-2.

I dati in oggetto verranno presentati questa settimana in occasione della 64a edizione della riunione annuale dell'Associazione americana per lo studio delle malattie epatiche (American Association for the Study of Liver Diseases che si terrà a Washington (Distretto di Columbia).

Nello studio di fase 3 VALENCE, l'85% (n = 212/250) dei pazienti naïve a trattamento o già trattati, con infezione da HCV di genotipo 3 che sono stati trattati per 24 settimane con un regime a base di sofosbuvir in combinazione con ribavirina (RBV) ha raggiunto una risposta virologica sostenuta 12 settimane dopo il termine del trattamento (SVR12). Nei pazienti che raggiungono un'SVR12 l'infezione da HCV è considerata debellata.

“I risultati derivati dallo studio VALENCE dimostrano l'elevata efficacia di un regime terapeutico a base di sofosbuvir e senza interferone della durata di 24 settimane per il trattamento di pazienti con infezione da HCV di genotipo 3 con e senza cirrosi epatica” ha affermato il dr. Stefan Zeuzem, professore di Medicina e direttore del reparto di Medicina presso l'ospedale universitario Goethe di Francoforte (Germania), nonché sperimentatore principale per lo studio VALENCE. “Meritevole di particolare menzione è il fatto che la maggior parte di questi pazienti non ha risposto alle terapie loro somministrate in precedenza e sofosbuvir è riuscito invece a produrre una risposta virologica sostenuta.”

Inoltre, nello studio di fase 2 LONESTAR-2, si è valutato un regime della durata di 12 settimane a base di sofosbuvir, RBV e interferone pegilato (peg-IFN) in pazienti che non avevano precedentemente risposto a terapie a base di peg-IFN/RBV, di cui la metà circa presentava cirrosi. In questo studio, l'83% (n = 20/24) dei pazienti con infezione di genotipo 3 ha raggiunto un valore SVR12.

Nei due studi VALENCE e LONESTAR-2 vi è stato un numero esiguo di ritiri dovuti ad eventi avversi. Sofosbuvir è risultato ben tollerato nello studio VALENCE e gli eventi avversi osservati nello studio LONESTAR-2 sono risultati coerenti con il profilo di sicurezza del regime peg-IFN/RBV.

Informazioni su VALENCE
VALENCE è uno studio di fase 3 controllato con placebo tuttora in corso di conduzione in cui pazienti con infezione da HCV di genotipo 2 o 3 sono stati inizialmente randomizzati (4:1) al trattamento con sofosbuvir 400 mg somministrato una volta al giorno in combinazione con RBV dosata in base al peso somministrata due volte al giorno (1.000 o 1.200 mg/giorno) per 12 settimane (n = 334) o placebo (n = 85). Lo studio è stato successivamente emendato onde prorogare il trattamento per i pazienti con infezione di genotipo 3 (n=250) a 24 settimane. Ai pazienti randomizzati all'assunzione del placebo è stato offerto il trattamento nell'ambito di un protocollo alternativo. Il 58% dei partecipanti alla sperimentazione era stato già trattato e il 21% esibiva cirrosi.

Il 93% (n = 68/73) dei pazienti con infezione da HCV di genotipo 2 sottoposti a una terapia completamente orale a base di sofosbuvir in combinazione con RBV della durata di 12 settimane ha raggiunto un SVR12.

Due pazienti assumenti sofosbuvir e un paziente assumente il placebo hanno interrotto il trattamento a causa di eventi avversi. Gli eventi avversi più comuni accusati dal 10% o più dei pazienti assumenti sofosbuvir erano cefalea, spossatezza, prurito, astenia e nausea.

Informazioni su LONESTAR-2
  LONESTAR-2 è uno studio di fase 2 in aperto tuttora in corso di conduzione inteso a valutare l'efficacia e la sicurezza di un regime della durata di 12 settimane a base di sofosbuvir 400 mg somministrato una volta al giorno, RBV dosata in base al peso somministrata due volte al giorno (1.000 o 1.200 mg/giorno) e peg-IFN (180 ?g/settimana) in 47 pazienti con infezione da HCV di genotipo 2 o 3. Tutti i pazienti partecipanti allo studio non avevano risposto al trattamento precedente con peg-IFN/RBV e il 55% esibiva cirrosi.

Il 96% (n = 22/23) dei pazienti con infezione da HCV di genotipo 2 iscritti allo studio ha raggiunto un'SVR12.

Due pazienti hanno interrotto l'assunzione di sofosbuvir a causa di eventi avversi. Gli eventi avversi più comuni accusati dal 15% o più dei pazienti sono risultati coerenti con i profili di sicurezza del peg-IFN e della RBV e includevano sintomi influenzali, spossatezza e anemia.