Epatite C, conferme dalla real life elbasvir/grazoprevir. #EASL2018

Gastroenterologia

Nel corso del congresso dell'EASL in c orso a Parigi si č parlato ampiamente della gestione dei pazienti cirrotici, considerati particolarmente complessi da trattare a causa della loro fragilitā clinica.

Nel corso del congresso dell’EASL in c orso a Parigi si è parlato ampiamente della gestione dei pazienti cirrotici, considerati particolarmente complessi da trattare a causa della loro fragilità clinica.

A questo proposito sono stati resi pubblici i dati di un’analisi condotta negli USA sui pazienti con cirrosi, affetti da HCV di GT1 o 4. L’analisi rileva un tasso di Risposta Virologica Sostenuta (SVR12) fino al 99% dopo il trattamento con elbasvir/grazoprevir per 12 settimane, senza ribavirina.

Tra le categorie di pazienti più fragili, si annoverano le persone con HCV di età superiore ai 65 anni e con comorbidità che implicano l’assunzione di diversi farmaci. Questa popolazione di pazienti è ben rappresentata dai veterani dell’esercito americano, i cui dati sono raccolti dal sistema previdenziale USA per essere utilizzati nel monitoraggio scientifico.

Nell’ambito di questo panel, è stato realizzato uno studio sulla risposta al trattamento con elbasvir/grazoprevir in pazienti con differenti livelli di carica virale prima dell’inizio della terapia.
Lo studio in questione ha evidenziato che, sia nel gruppo di pazienti con alta carica virale sia in quello di pazienti con bassa carica virale prima dell’inizio della terapia, il trattamento con elbasvir/grazoprevir ha determinato un tasso di SVR compreso tra il 98% e il 100%, già dopo 12 settimane senza ribavirina.

Durante il congresso EASL di Parigi, oltre ai numerosi dati “real life” sui DAAs, sono state condivise interessanti evidenze sulle diverse esperienze riguardo alla durata dei trattamenti, evidenze che aprono nuovi scenari di indagine sulle diverse opzioni terapeutiche per l’HCV.

Tra gli altri, si segnala la presentazione di due studi condotti in Francia, che hanno valutato il tasso di efficacia e il profilo di tollerabilità del trattamento con regimi brevi a base di elbasvir/grazoprevir, nei pazienti naive con HCV di GT 1b e 4 con fibrosi non severa. E in particolare, nei pazienti con HCV di genotipo 1b, il tasso di SVR12 è stato del 98%.
Infine, durante il congresso è stato affrontato un tema fino ad oggi poco esplorato, correlato alle interazioni farmacologiche tra DAAs e farmaci a base di etinil-estradiolo o farmaci per terapie ormonali sostitutive (TOS).

Nella pratica clinica si raccomanda di non assumere (o di assumere con dosaggio modificato) i DAAs in associazione a farmaci contenenti etinil-stradiolo. L’etinil-estradiolo è comunemente contenuto nei contraccettivi orali.

In occasione del congresso, è stato presentato uno studio, condotto negli USA su circa 1000 pazienti, il cui obiettivo era quello di comparare la risposta farmacologica a elbasvir/grazoprevir in due gruppi di donne: per un periodo di 12 settimane, il primo gruppo ha assunto il solo trattamento per l’HCV, mentre il secondo gruppo ha assunto anche farmaci a base di etinil-estradiolo.

I dati raccolti non evidenziano differenze significative nei tassi di SVR nei due gruppi di confronto, indipendentemente dal fatto che le pazienti assumessero o meno etinil-estradiolo o TOS, e non si riportano segnalazioni di effetti collaterali importanti (0%) legati ai farmaci.