Al congresso annuale dell'Associazione americana per lo studio delle malattie epatiche (AASLD) son o stati presentati i risultati dello studio PHOTON-1 di fase 3 per la valutazione del farmaco sperimentale a somministrazione monogiornaliera sofosbuvir, appartenente alla classe degli analoghi nucleotidici, per il trattamento dell'infezione cronica da virus dell'epatite C (HCV) in pazienti con coinfezione da HIV.

Nella sperimentazione il 76% (n = 87/114) dei pazienti con infezione da HCV di genotipo 1, naïve al trattamento, sottoposti per 24 settimane a un regime completamente orale, senza interferone, di sofosbuvir in combinazione con ribavirina (RBV), ha raggiunto una risposta virologica sostenuta alla dodicesima settimana (SVR12) dopo la conclusione della terapia. Nei pazienti che raggiungono una risposta virologica sostenuta (SVR12) l'infezione da HCV è considerata debellata.

Fino a un terzo delle persone affette da HIV negli Stati Uniti manifesta coinfezione da HCV. Gli attuali farmaci per il trattamento dell'HCV sono associati a tassi di risposta clinica subottimali nei pazienti coinfetti e possono comportare significative interazioni con i farmaci per l'HIV.

"C'è un'evidente necessità di regimi terapeutici per il trattamento dell'HCV che siano più efficaci e più sicuri per i pazienti coinfetti dal virus dell'HIV", ha affermato il dr. Douglas Dieterich, medico nonché docente di medicina presso la Divisione di malattie epatiche e responsabile del programma di educazione continua nel reparto Medicina presso la Mount Sinai School of Medicine. "In questo studio la terapia completamente orale a base di sofosbuvir ha ottenuto tassi elevati di SVR nella popolazione di pazienti difficili da trattare. Questo regime potrebbe essere in grado di aiutarci a vincere la sfida clinica del trattamento delle coinfezioni da HCV/HIV."

PHOTON-1 ha valutato anche i risultati della somministrazione per 12 settimane di sofosbuvir in combinazione con RBV tra i pazienti con diagnosi di HIV di genotipo 2 e 3 naïve al trattamento HCV. Tra i pazienti con genotipo 2 sottoposti a questo regime, l'88% (n = 23/26) ha ottenuto una risposta virologica sostenuta alla dodicesima settimana (SVR12), analogamente al 67% (n = 28/42) dei pazienti con genotipo 3. Tutti i pazienti dello studio PHOTON-1 che non avevano raggiunto una risposta virologica sostenuta alla dodicesima settimana (SVR12) hanno accusato una recidiva virologica dopo la cessazione della terapia, ad eccezione di due partecipanti che non avevano aderito ai farmaci sperimentali.

Interruzioni del trattamento a causa di eventi avversi sono stati riferiti nel 3% dei pazienti sottoposti a terapia per 24 settimane, a fronte di un 4% di pazienti sottoposti al trattamento per 12 settimane. Gli effetti collaterali più comuni osservati nello studio, tra cui astenia, nausea, cefalea e insonnia, sono risultati in linea con il profilo di sicurezza di RBV.

Informazioni su PHOTON-1
PHOTON-1 è uno studio di fase 3 in aperto, tuttora in corso di svolgimento, condotto presso diversi centri di Stati Uniti e Portorico, per la valutazione dell'efficacia e della sicurezza del trattamento a 12 o a 24 settimane di una dose giornaliera da 400 mg di sofosbuvir in combinazione con una somministrazione di RBV basata sul peso (1.000 o 1.200 mg/giorno) tra i pazienti positivi al virus HIV con coinfezione da HCV di genotipo 1, 2 o 3 naïve al trattamento.

Il 95% dei pazienti dello studio PHOTON-1 era già sotto trattamento con terapia antiretrovirale per l'infezione da HIV. I regimi terapeutici per l'HIV ammessi nello studio erano basati sui risultati di uno studio a parte di fase 2 condotto da Gilead per la valutazione delle interazioni farmaco-farmaco, in cui era stato dimostrato che il sofosbuvir non influenza significativamente i parametri farmacocinetici dei farmaci appartenenti a diverse classi di antiretrovirali. I più comuni regimi terapeutici per l'HIV somministrati ai pazienti nello studio PHOTON-1 sono stati Truvada di Gilead (emtricitabina/tenofovir disoproxil fumarato) in combinazione con efavirenz, atazanavir/ritonavir, darunavir/ritonavir o raltegravir.