Epatite C, conferme "real world" dell'efficacia di sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir dopo fallimento dei DAA #EASL2019

Nei soggetti con infezione da epatite C cronica che in precedenza avevano fallito con gli antivirali ad azione diretta, la terapia orale combinata sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir (SOF/VEL/VOX) si è confermata efficace, ottenendo tassi di risposta virologica sostenuta del 93-100%. Sono i risultati di due studi nel mondo reale presentati al congresso della European Association For The Study Of The Liver (EASL) 2019 in corso a Vienna, in Austria.

Nei soggetti con infezione da epatite C cronica che in precedenza avevano fallito con gli antivirali ad azione diretta, la terapia orale combinata sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir (SOF/VEL/VOX) si è confermata efficace, ottenendo tassi di risposta virologica sostenuta del 93-100%. Sono i risultati di due studi nel mondo reale presentati al congresso della European Association For The Study Of The Liver (EASL) 2019 in corso a Vienna, in Austria.

Gli antivirali ad azione diretta (DAAs) hanno trasformato la terapia dell’epatite C (HCV) e reso possibile la cura virologica nella maggior parte dei pazienti. I regimi di combinazione dei DAA raggiungono tassi di risposta virologica sostenuta (SVR) superiori al 90%, indipendentemente dal genotipo del virus, dallo stadio della malattia o dalla storia del trattamento.

Anche se è raro che i DAA non consentano di ottenere la clearance virale, fino al 10% dei pazienti andrà incontro a una recidiva/fallimento virologico, con ricomparsa dell’Rna virale alcune settimane dopo il completamento della terapia.

In passato, le opzioni di trattamento per questi pazienti erano limitate. La terapia orale combinata SOF/VEL/VOX in mono-somministrazione giornaliera è stata approvata in Europa nel luglio 2017 per i pazienti infetti da qualsiasi genotipo che hanno precedentemente fallito la terapia con i DAA.

Lo studio tedesco
Nel primo studio presentato, un gruppo di ricerca tedesco ha valutato tutti i pazienti arruolati nel German Hepatitis C Registry (DHC-R) che sono stati ritrattati con SOF/VEL/VOX ± ribavirina (RBV) a causa di fallimento virologico fino a febbraio 2019 (n=n 110; HCV GT1 [71%], GT3 [34%] e GT4 [5%]; età media 54 anni; 86% maschi; 27% con cirrosi).

I regimi precedenti di DAA comprendevano paritaprevir/ritonavir/ombitasvir ± dasabuvir ± RBV (PrO ± D ± RBV [n=30]), ledipasvir/sofosbuvir ± RBV (LDV/SOF ± RBV [n=35]), SOF/velpatasvir ± RBV (SOF/VEL ± RBV [n=18]), daclatasvir + SOF ± RBV (DCV + SOF ± RBV [n=13]), elbasvir/grazoprevir (EBR/GZR [n=8]), SOF + RBV (n=2) e simeprevir + SOF + RBV (n=1). Quattro pazienti avevano ricevuto SOF/VEL/VOX + RBV (HCV GT1b [n=2], GT3a [n=2]).

Secondo il ricercatore Johannes Vermehren del Goethe University Hospital di Francoforte, in Germania, in base ai dati SVR disponibili da 74 pazienti a febbraio 2019, la risposta virologica sostenuta è stata del 100%.
La terapia SOF/VEL/VOX si è dimostrata ben tollerata e gli eventi avversi più frequenti sono stati affaticamento (14%) e mal di testa (10%). Non si sono verificati eventi avversi gravi correlati al trattamento.

Lo studio statunitense
Il secondo studio ha analizzato i dati di 196 pazienti statunitensi trattati con SOF/VEL/VOX tra luglio 2017 e aprile 2018 e raccolti da un fornitore di programmi di gestione della salute (Trio Health).

La durata del trattamento è stata di 12 settimane per tutti tranne che per un paziente, che ha ricevuto un trattamento per un tempo superiore. Sette soggetti (4%) hanno ricevuto anche RBV off-label. La maggior parte dei pazienti era già stata in trattamento (88%) mentre 21 pazienti (11%) erano naïve, mentre per due pazienti questo dato non era disponibile.

Le terapie precedenti più frequentemente utilizzate erano: LDV/SOF ± RBV (n=92), SOF/VEL ± RBV (n=20), EBR/GZR ± RBV (n=19), altri regimi basati su SOF (n=17) e PrOD (n=11). I tassi di SVR a 12 settimane dopo la terapia nei gruppi per-protocol e intent-to-treat sono stati segnalati rispettivamente al 98% e al 93%.

Dei 3 pazienti che non hanno raggiunto la SVR12 nel gruppo per-protocol, 2 erano maschi bianchi, cirrotici (F4) e avevano precedenti regimi di SOF/VEL e LDV/SOF ± RBV mentre uno era una donna di colore con fibrosi moderata (F2); il suo precedente regime non è stato specificato.

Un paziente aveva una carica virale al basale tra 800K-6 mm e gli altri 2 pazienti avevano cariche virali al basale > 6 mm. Tutti e 3 i pazienti erano GT1.

«Ora abbiamo evidenze dal mondo reale che la combinazione SOF/VEL/VOX ha un’elevata efficacia nella pratica clinica nel curare i pazienti che hanno fallito la precedente terapia con i DAA», ha concluso Bruce Bacon, della Saint Louis University School of Medicine in Missouri, Usa.

«Queste importanti esperienze del mondo reale provenienti dalla Germania e dagli Stati Uniti ha dimostrato che quasi tutti i pazienti con epatite cronica C, compresi quelli che hanno fallito con i DAA, possono finalmente essere curati», ha commentato Markus Cornberg della Hannover Medical School in Germania, membro del consiglio di amministrazione dell'EASL.

Retreatment with sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir in patients with chronic hepatitis C virus infection and prior DAA failure: An analysis from the German hepatitis C registry (DHC-R). EASL 2019

Effectiveness of the salvage therapy sofosbuvir-velpatasvir-voxilaprevir (SOF-VEL-VOX) in chronic hepatitis C: Clinical practice experience from the TRIO Network. EASL 2019