Epatite C: curare tutti i pazienti conviene anche al SSN

Curare tutti è possibile. L'estensione della terapia antivirale a tutti i pazienti affetti da epatite C migliora la qualità di vita e dimostra di essere sostenibile anche per la spesa sanitaria nazionale. Ad affermarlo è uno studio i cui risultati sono stati presentati martedì 20 giugno nell'ambito del XIV Annual Meeting della Health Technology Assessment international (HTAi), in programma a Roma, presso l'Ergife Palace Hotel dal 17 al 21 giugno 2017.

Curare tutti è possibile. L’estensione della terapia antivirale a tutti i pazienti affetti da epatite C migliora la qualità di vita e dimostra di essere sostenibile  anche per la spesa sanitaria nazionale. Ad affermarlo è uno studio  i cui risultati sono stati presentati martedì 20 giugno nell’ambito del XIV Annual Meeting della Health Technology Assessment international (HTAi), in programma a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel dal 17 al 21 giugno 2017.

Lo studiocondotto dal Professor Matteo Ruggeri dell’ALTEMS, l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari, diretta dal Professor Americo Cicchetti, in collaborazione con la rete dei 100 centri clinici distribuiti sul tutto il territorio nazionale, partecipanti alla Piattaforma Italiana per lo studio della Terapia delle Epatiti Virali (PITER), coordinata dal Professor Stefano Vella e la Dottoressa Loreta Kondili dell’Istituto Superiore di Sanità. 

I nuovi trattamenti antivirali ad azione diretta (DAA) per l'infezione da HCV sono altamente efficaci ma presentano un elevato costo. Molte assicurazioni finora hanno infatti coperto la spesa del farmaco solo nella fase avanzata di fibrosi. E anche in Italia, risale solo a marzo scorso la decisione dell’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) di applicare dei nuovi criteri per la distribuzione delle terapie. 

La ricerca è stata condotta su persone affette da infezione da HCV cronica, somministrando farmaci antivirali DAA-IFN di seconda generazione e sulla base di due strategie: il trattamento di tutti i pazienti a partire dagli stadi iniziali della patologia epatica (F0-F4) e il trattamento di tutti coloro che erano a uno stadio di fibrosi avanzata (F3-F4). 

«I risultati sono stati riportati in termini di anni di anni di vita ponderati per qualità (QALYs) e rapporto di costo efficacia incrementale (ICER). ‎L'analisi del caso base “trattare  pazienti in tutti gli stadi di fibrosi” in confronto a quello del “trattare solo i pazienti prioritarizzati” è risultato essere sostenibile sotto il punto dei vista dei costi. Considerata una soglia di costo-efficacia pari a 30mila euro per ciascun anno di vita, i valori emersi dallo studio rimangono inferiori nel 94% degli scenari presunti e nel 97% al di sotto della soglia superiore di 40mila euro per anno», afferma il professor Matteo Ruggeri.

«Questo studio – aggiunge il Professor Americo Cicchetti – rileva che la cura dell'infezione da HCV in qualsiasi stadio di fibrosi sembra migliorare i risultati della salute ed essere economicamente sostenibile».