Alt alla domanda di registrazione in Usa per asuprenavir. Bristol-Myers Squibb oggi ha reso noto che  non perseguirà più l'approvazione Fda del duplice regime a base di daclatasvir e asunaprevir per il trattamento di pazienti con Hcv di genotipo 1b.

La motivazione della decisione, dice l'azienda, è da ricercarsi nel rapido mnutare del panoroma competitivo nel mercato dell'epatite C. La società continuerà a perseguire l'approvazione presso l’Fda del daclatasvir, un potente inibitore pan-genotipico del complesso NS5A, che è attualmente in fase di studio a livello mondiale in diversi regimi di trattamento per i pazienti con Hcv con alto bisogno terapeutico insoddisfatto.

In serata, alla borsa di New York il titolo aveva perso il 2,62%. La decisione ha lasciato stupefatti un po’ tutti gli osservatori, anche tenendo conto che appena pochi mesi fa, nel mese di luglio, l’azienda aveva ricevuto l’approvazione delle autorità regolatorie giapponesi per il regime a base di daclastavir e  asunaprevir, rendendolo il primo regime disponibile in Giappone, paese ad altissimo tasso di epatite C, per una cura tutta orale, senza interferone e ribavirina.

Nell'UE, daclatasvir è stato recentemente approvato per l'uso in combinazione con altri medicinali per i genotipi 1, 2, 3 e 4, per il trattamento dell'infezione dell’Hcv negli adulti.

Questo stop dato dall’azienda all’asunaprevir negli Stati Uniti potrebbe dipendere da vari fattori. Bisogna considerare che questa molecola è un inibitore della proteasi NS3/4A che funziona bene quando dato in associazione con un inibitore del complesso NS5A, come il daclatasvir, ma nei confronti del genotipo 1b. In Giappone, infatti dove la maggior parte dei pazienti con Hcv appartiene al genotipo 1b, questo regime è il primo regime di trattamento interferon free ad essere stato approvato.

L’efficacia di queste molecole (parliamo degli inibitori delle proteasi) dipende molto dai genotipi e anche dai loro sotto genotipi. Negli Stati Uniti la prevalenza delle infezioni da genotipo 1 appartiene al sottotipo 1a su cui, il duplice regime in oggetto, non dà la possibilità di raggiungere gli altissimi livelli di risposta virologica sostenuta come nel caso del genotipo 1b. Quindi, si potrebbe ipotizzare, che nella decisione di interrompere la richiesta di NDA negli Usa possa aver pesato anche questo aspetto. La distribuzione genotipica del virus è una variabile molto importante nel determinare il successo o meno di un antivirale o di una accoppiata di due molecole.

Negli studi clinici in fase avanzata, la combinazione dei due farmaci di Bristol ha consentito di curare circa l'85 per cento dei pazienti con 24 settimane di terapia. Le combinazioni in fase di sviluppo da parte delle case farmaceutiche rivali hanno dimostrato tassi di guarigione e anche superiore al 90 per cento, con appena 12 settimane di terapia, e stanno perseguendo durate dei trattamenti ancora più brevi, anche di sole 6 settimane.

Un altro aspetto che l’azienda potrebbe aver considerato è la tempistica. Infatti, altri inibitori delle proteasi NS3/4A, analoghi dell’asunaprevir, come ad esempio simeprevir, sono già stati approvati o stanno per esserlo, per cui l’arrivo sul mercato di questa molecola poteva non riscuotere il successo sperato in quanto in ritardo in un mercato ipercompetitivo.

A Bristol- Myers Squibb era stato inferto un duro colpo quando due anni fa l’azienda americana aveva dovuto interrompere lo sviluppo di BMS-986094, un inibitore nucleotidico della polimerasi - o " nuc ". Alcuni analisti ritengono che Bristol - Myers abbia urgente bisogno di acquistare un nuc per essere competitiva sul mercato, come del resto ha fatto anche Merck and Co. acquisendo Idenix Pharmaceuticals con un esborso di $3,9 miliardi. Bms aveva collaborato con Vertex sul suo nuc, il VX - 135, ma poi non se ne è saputo più nulla.

Gilead, nel frattempo, è in dirittura finale per avere l’approvazione della combinazione di sofosbuvir (un bloccante NS5B) e ledipasvir, inibitore NS5A. Il termine per la decisione Fda è il 10 ottobre. AbbVie e Merck and Co., nel frattempo, hanno lavorato duramente per colmare il divario e, specie AbbVie è vicina all’approvazione Usa del regine 3D (ABT-450 / Ritonavir, co-formulato con Ombitasvir ( ABT-267) e Dasabuvir ( ABT-333 ).

La chiave del successo per Bristol - Myers potrebbe essere un regime di tre farmaci che combina daclatasvir, asunaprevir e BMS - 791325 (inibitore della polimerasi NS5B), su cui l’azienda sta attivamente lavorando e che potrebbe essere approvata negli Usa nel 2015. Questa combinazione dovrebbe consentire di curare l'epatite C in 12 settimane e quindi potrebbe competere più favorevolmente con i trattamenti rivali.

Nel comunicato diffuso oggi, l’azienda illustra anche i futuri piani aziendali nei confronti di questa infezione: «Abbiamo in programma di fornire dati all’Fda supplementari su daclatasvir dal nostro programma di studio clinico in corso focalizzato su pazienti difficili da trattare, inclusi i pazienti con Hcv di genotipo 3, i pazienti pre e post trapianto di fegato e pazienti co-infettati con Hiv. Il mese prossimo in occasione della riunione annuale dell'Associazione Americana per lo Studio delle Malattie del Fegato (AASLD), presenteremo nuovi dati provenienti da diversi regimi a base di daclatasvir. Siamo felici di portare presto daclastavir ai pazienti negli Stati Uniti e continueremo a lavorare a stretto contatto con l’Fda per far avanzare la nostra applicazione di regolamentazione, con l'obiettivo di portare il prodotto in sperimentazione sul mercato il più rapidamente possibile».