Epatite C di genotipo 3, sofosbuvir/velpatasvir e glecaprevir/pibrentasvir pareggiano in efficacia e sicurezza

Gastroenterologia

Uno studio pubblicato su European Journal of Hospital Pharmacy ha evidenziato che la combinazione di sofosbuvir/velpatasvir con ribavirina e quella di glecaprevir/pibrentasvir sono sicure ed efficaci per il trattamento dell' infezioni da HCV di genotipo 3, con una minore efficacia nei pazienti con fibrosi avanzata F3-4.

Uno studio pubblicato su European Journal of Hospital Pharmacy ha evidenziato che la combinazione di sofosbuvir/velpatasvir con ribavirina e quella di glecaprevir/pibrentasvir sono sicure ed efficaci per il trattamento dell’ infezioni da HCV di genotipo 3, con una minore efficacia nei pazienti con fibrosi avanzata F3-4.

Sofosbuvir/velpatasvir±ribavirina (SOF/VEL±RBV) e glecaprevir/0pibrentasvir (GLE/PIB) sono le combinazioni di farmaci di scelta per il trattamento di soggetti con infezione da virus dell'epatite C di genotipo 3 (G3-HCV).
L'obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l'efficacia e la sicurezza di SOF/VEL±RBV rispetto a GLE/PIB per il trattamento dell'infezione da G3-HCV in condizioni di pratica clinica di routine.

A tal fine gli autori dello studio, dell’Università di Coruna in Spagna, hanno condotto uno studio prospettico di coorte osservazionale su soggetti con infezione da G3-HCV che avevano iniziato il trattamento con SOF/VEL+/-RBV o GLE/PIB tra aprile 2017 e luglio 2018. Detenuti e bambini sono stati esclusi.

Il risultato principale era l’efficacia espressa come risposta virologica sostenuta alle 12 settimane dopo il completamento del trattamento (SVR12).

Per quanto riguarda la sicurezza è stato osservato l’eventuale ritiro dallo studio a causa di eventi avversi gravi (SAE). Le covariate comprendevano sesso, età, coinfezione da HIV, precedente trapianto di fegato, cirrosi, fibrosi epatica e precedente trattamento antivirale. Il significato statistico è stato calcolato utilizzando il test esatto di Fisher o il test U di Mann-Whitney.

L’analisi ha incluso 76 pazienti, 46 dei quali trattati con SOF/VEL±RBV e 30 trattati con GLE/PIB.
Non sono state osservate differenze di base tra i gruppi di trattamento per quanto riguarda età, sesso, coinfezione da HIV, stadio della fibrosi, cirrosi e precedente trattamento antivirale.

Dei pazienti trattati con SOF/VEL±RBV e GLE/PIB, il 95,7% e il 96,7% hanno raggiunto l’SVR12, rispettivamente (p=0,7). Dei pazienti con e senza cirrosi, l'83,3% e il 98,4% hanno raggiunto l’SVR12, rispettivamente (p=0,09).

Dei pazienti con fibrosi epatica di basso grado (F0-2) e fibrosi avanzata (F3-4), il 100% e l'85,7% hanno raggiunto l’SVR12, rispettivamente (p=0,03). Nei pazienti naïve al trattamento e già trattati in precedenza, il 95,7% e il 100% hanno raggiunto SVR12, rispettivamente (p=0,57), senza differenze significative, indipendenti dal gruppo di trattamento (p=0,28 per SOF/VEL ± RBV; p=0,18 per GLE/PIB).

L'incidenza di eventi avversi è stata del 21,1% (IC al 95% dall'11,3% al 30,9%). Nessuno dei pazienti ha sviluppato un SAE o richiesto l'interruzione del trattamento antivirale.

In conclusione, gli autori evidenziano che sia la combinazione di sofosbuvir/velpatasvir con e senza ribavirina che quella formata da glecaprevir e pibrentasvir sono sicure ed efficaci per il trattamento delle infezioni da HCV di genotipo 3, con una minore efficacia nei pazienti con fibrosi avanzata F3-4.

Margusino-Framiñán L et al., Effectiveness and safety of sofosbuvir/velpatasvir ± ribavirin vs glecaprevir/pibrentasvir in genotype 3 hepatitis C virus infected patients. Eur J Hosp Pharm. 2020 Mar;27(e1):e41-e47. doi: 10.1136/ejhpharm-2019-002060. Epub 2020 Feb 7.

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