Epatite C e disturbi cognitivi, qual è il ruolo della microglia?

Gastroenterologia

L'attivazione della microglia a livello cerebrale potrebbe avere un ruolo neuroprotettivo nei pazienti con infezione da virus dell'epatite C. E' quanto mostrato in uno studio pubblicato su Journal of Viral Hepatology ed in cui gli autori quest'azione protettiva e preventiva delle funzioni cognitive è maggiormente attribuibile all'attivazione della microglia nei gangli basali.

L’attivazione della microglia a livello cerebrale potrebbe avere un ruolo neuroprotettivo nei pazienti con infezione da virus dell’epatite C. E’ quanto mostrato in uno studio pubblicato su Journal of Viral Hepatology ed in cui gli autori quest’azione protettiva e preventiva delle funzioni cognitive è maggiormente attribuibile all’attivazione della microglia nei gangli basali.
L’infezione da virus dell’epatite C (HCV) è spesso associata a manifestazione extraepatiche. Circa il 50% delle persone afflitte sviluppano affaticamento cronico e disturbi cognitivi (deficit nella memoria, nella concentrazione e nell’attenzione).
E’ interessante notare che questi sintomi non dipendono dal grado di fibrosi epatica e dal grado di replicazione del virus.
Non è chiaro da dove nasce il collegamento tra l’infezione e i sintomi neuropsichiatrici. E’ stato suggerito che la replicazione all’interno del cervello può indurre neuroinfiammazione che comporta disturbi cognitivi.
Pochi giorni fa abbiamo pubblicato la notizia del collegamento dell’HCV alla malattia di Parkinson (https://www.pharmastar.it/index.html?cat=search&id=20272) . In questo caso gli autori spiegavano che probabilmente l’HCV entra nel sistema nervoso centrale (SNC) distruggendo l’integrità della barriera ematoencefalica, che risulta in un danno neuronale. Il danno sarebbe poi favorito da altre concomitanze come età, genere maschile, altre esposizioni ambientali (come pesticidi) e traumi cranici.
Altri studi hanno anche mostrato un legame tra HCV e malattia di Alzheimer.
Probabilmente l’HCV sfrutta le cellule del sistema immunitario per attraversare la barriera ematoencefalica visto che è capace di infettare monociti e macrofagi.
Il virus di replica anche all’interno del cervello e sono state identificate cellule della microglia (assimilabili alle cellule macrofagiche circolanti) e astrociti (anch’essi coinvolti nell’infiammazione) positive all’HCV.
L'attivazione microgliale è generalmente considerata un fenomeno deleterio per la cellula, a causa del rilascio di molecole citotossiche che generalmente l'accompagna, quali radicali liberi, ossido nitrico, proteasi e numerose citochine pro-infiammatorie.
Questa risposta cellulare non ha, tuttavia, effetti necessariamente citotossici e anzi, entro certi limiti, potrebbe determinare effetti neuroprotettivi, ad esempio, attraverso il rilascio di citochine anti-infiammatorie quali le interleuchine 4 e 10.
Analogamente, gli astrociti potrebbero contribuire alla difesa dal danno infiammatorio, quantomeno in fase iniziale, attraverso la rimozione dei radicali liberi in eccesso che si formano in queste condizioni o attraverso la produzione di fattori neurotrofici.
Gli autori di questo studio, appartenenti alla Scuola Medica di Hannover e all’Università di Amsterdam, hanno ipotizzato che le disfunzioni cerebrali cognitive (deficit nella memoria, nella concentrazione e nell’attenzione), nei pazienti con HCV fossero associate all’attivazione della microglia.
Tale attivazione è stata, quindi, valutata in 22 pazienti con infezione cronica da HCV rispetto a 6 pazienti di controllo. Per tali valutazioni è stata utilizzata la PET ([11 C]-PK11195 Positron Emission Tomography (PET)) combinata con la tomografia a risonanza magnetica per la localizzazione anatomica.
I pazienti sono stati suddivisi in relazione al loro status di PCR, al punteggio relativo all’affaticamento (Fatigue Impact Scale punteggio-FIS) e in base al punteggio derivante dal test dell’attenzione (ATS).
Un totale di 12 pazienti (54,5%) erano positivi alla PCR per l’ HCV [di cui 7 (58,3%) mostravano un FIS anormale e 7 (58,3%) un ATS anormale], 10 pazienti (45,5%) erano HCV PCR negativi (5 (50 %) ciascuno con un FIS o ATS anormale). 
I pazienti senza deficit di attenzione mostravano un accumulo significativamente maggiore di [11C] -PK11195 nel putamen (p=0,05), nucleo caudato (p=0,03) e talamo (p=0,04) rispetto ai controlli.
I pazienti con e senza affaticamento non differivano significativamente per quanto riguarda le loro tracce specifiche di legame nella tomografia ad emissione di positroni. 
La funzione cognitiva conservata è stata associata a un significativo aumento dell’ attivazione della microglia con predominanza nei gangli basali.
In conclusione, l’attivazione della microglia in seguito all’ingresso del virus dell’HCV nel cervello potrebbe avere un effetto neuroprotettivo nei pazienti con epatite C.
Emilia Vaccaro


Pflugrad H et al. Cerebral microglia activation in hepatitis C virus infection correlates to cognitive dysfunction. J Viral Hepat. 2016 Jan 15. doi: 10.1111/jvh.12496.
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