I pazienti con epatite virale C trattati con la combinazione di faldaprevir,  interferone peghilato e ribavirina hanno mostrato maggiore probabilità di raggiungere una risposta virologica sostenuta dopo 12 settimane rispetto ai pazienti trattati con solo interferone peghilato (PEG-IFN) e ribavirina. Questo è quanto deriva dallo studio clinico di fase 3 STARTVerso1 i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Hepatology.

Il faldaprevir è il primo farmaco sperimentale della pipeline di Boehringer Ingelheim in ambito dell’epatite C e viene studiato in regimi d’associazione sia con, che senza interferone. Tale molecola agisce inibendo la proteasi sperimentale di seconda generazione, NS3/4A, che è fondamentale per la replicazione del virus HCV, ed è proprio un target degli antivirali ad azione diretta.
I ricercatori hanno assegnato in modo casuale i pazienti naive al trattamento con HCV genotipo 1 a regimi con PEG-IFN + ribavirina con placebo per 24 settimane (n=132), 120 mg al giorno di faldaprevir  per 12 o 24 settimane (n=259) o 240 mg al giorno di faldaprevir per 12 settimane (n=261).

Se i pazienti trattati con faldaprevir raggiungevano il successo precocemente, la terapia veniva interrotta a 24 settimane. Tutti gli altri pazienti continuavano a ricevere PEG-IFN e ribavirina per 48 settimane. L'endpoint primario era l’SVR, 12 settimane dopo il trattamento.
Nel complesso, l’SVR12 è stata raggiunta da 52% dei pazienti nel gruppo placebo, dal 79% dei pazienti che avevano ricevuto 120 mg di faldaprevir e dall'80% dei pazienti che avevano ricevuto 240 mg di faldaprevir.

Il trattamento precoce ha avuto successo nell'80% dei pazienti che avevano ricevuto 120 mg di faldaprevir e nell'89% di quelli che ne avevano ricevuto 240 mg.
Nello specifico le percentuali di SVR12 erano 86% e 89% per i pazienti che avevano ricevuto 120 mg e 240 mg di faldaprevir, rispettivamente.
I ricercatori hanno sottolineato:  "I tassi di SVR12 erano simili tra le dosi di 120 mg e 240 mg di faldaprevir e significativamente superiore a quelli osservati col trattamento PEG-IFN e ribavirina da soli".

Il trattamento è stato interrotto da cinque pazienti trattati con placebo, 10 pazienti dosati con 120 mg di faldaprevir e 14 trattati con 240 mg di faldaprevir, a causa di eventi avversi. Altri dieci pazienti dosati con faldaprevir hanno interrotto il trattamento (2/259 nel gruppo 120 mg e 8/261 nel gruppo 240 mg).

Gli eventi avversi più comuni che hanno portato alla sospensione del faldaprevir sono stati nausea, vomito, ittero e rash.
In conclusione, come hanno evidenziato i ricercatori: "I risultati di questo studio indicano una tappa importante nelle terapie contro l’HCV, dimostrando l'impegno dei pazienti e dei ricercatori nella ricerca continua che attesta la rapidità con cui il campo si è evoluto".

Emilia Vaccaro
Ferenci P. et al. STARTVerso1: A randomized trial of faldaprevir plus pegylated interferon/ribavirin for chronic HCV genotype-1 infection. June 2015 Vol. 62, Issue 6, Pages 1246–1255.
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