Epatite C, Gilead plaude i nuovi criteri AIFA, rammaricata per stop a Harvoni e Sovaldi punta su nuovo pangenotipico

Gastroenterologia

In una nota, Gilead si dice rammaricata per non aver potuto ancora raggiungere un accordo con Aifa per la rimborsabilità dei propri farmaci anti epatite C. L'azienda americana sta trattando con Aifa per consentire al primo regime pangenotipico, in singola compressa giornaliera, attivo su tutti i tipi i genotipi del virus dell'epatite C. La trattativa dunque va avanti.

La recente pubblicazione dei nuovi criteri decisi da AIFA per regolare l’accesso dei malati di epatite C alle nuove terapie antivirali ha aperto una nuova stagione nella cura della malattia.

La prima novità è che con i nuovi criteri, nei prossimi 3 anni l’Aifa farà si che vengano trattati 240mila pazienti  per avvicinarsi all'obiettivo della eradicazione totale della malattia, che attualmente colpisce oltre un milione di italiani e causa diecimila decessi l’anno. Poiché però il budget disponibile è di circa 500 milioni di euro annui messi a disposizione nella legge di bilancio, facendo due conti, l’agenzia intende spendere non più di 6 mila euro a paziente, per i farmaci ma anche per esami, visite ecc.. Una spesa inferiore a quella affrontata lo scorso anno.

Da qui la seconda novità, ovvero l’Aifa intende risparmiare e lo vuole fare con una contrattazione serrata con le aziende coinvolte. La settimana scorsa il Prof. Melazzini ha chiesto a Gilead una forte riduzione del prezzo di Sovaldi e Harvoni. Secondo quanto lo stesso Melazzini ha dichiarato in una intervista al quotidiano La Stampa, l’agenzia ha chiesto a Gilead di ridurre il prezzo del trattamento per portarlo ai circa 4 mila euro per paziente che sono la cifra pagata per gli ultimi scaglioni di pazienti, secondo i dettami del precedente accordo che era basato su una strategia prezzo – volumi (al crescere del numero di pazienti trattati scendeva il prezzo unitario del farmaco).

Finora però non è stato possibile raggiungere alcun accordo fra Gilead e Aifa, tanto è vero che Harvoni e Sovaldi sono attualmente classificati tra i farmaci non rimborsati da Ssn.

Gilead si dice rammaricata di questo stato di cose e in una nota fa presente che nel corso delle recenti negoziazioni, l’azienda ha avanzato numerose proposte che avrebbero consentito di trattare tutti i pazienti individuati nel piano del Ministero della Salute, in modo sostenibile per il Ssn e  avrebbero consentito ai medici di prescrivere soluzioni terapeutiche adeguate alla condizione clinica di ogni singolo paziente.

In vista del comune obiettivo di eradicare l’epatite C in Italia, Gilead riafferma il proprio impegno nel collaborare con AIFA e con il Ministero della Salute per raggiungere una soluzione positiva. Proprio in questo spirito, Gilead sta proseguendo il dialogo con l’Agenzia del Farmaco per consentire l’accesso a un nuovo regime di trattamento. Questo nuovo medicinale è il primo regime pangenotipico,  in singola compressa giornaliera, attivo su tutti i tipi i genotipi del virus dell'epatite C, e può contribuire alla realizzazione del programma annunciato ieri dall’AIFA e dal Ministero della Salute. La trattativa dunque va avanti.