Epatite C, la pratica clinica conferma l'efficacia di glecaprevir/pibrentasvir #EASL2019

I dati della pratica clinica reale confermano l'efficacia e la sicurezza della combinazione glecaprevir/pibrentasvir nel trattamento dell'epatite C riportata dai trial clinici registrativi. I risultati aggregati da pi paesi degli studi osservazionali post-marketing in corso sono stati presentati al congresso della European Association For The Study Of The Liver (EASL) 2019 che si appena concluso a Vienna, in Austria.

I dati della pratica clinica reale confermano l’efficacia e la sicurezza della combinazione glecaprevir/pibrentasvir nel trattamento dell’epatite C riportata dai trial clinici registrativi. I risultati aggregati da più paesi degli studi osservazionali post-marketing in corso sono stati presentati al congresso della European Association For The Study Of The Liver (EASL) 2019 che si è appena concluso a Vienna, in Austria.

La strategia terapeutica basata sull’inibitore della proteasi NS3/4A glecaprevir e l’inibitore NS5A pibrentasvir co-formulati nel trattamento per l’epatite C denominato G/P è un regime pangenotipico, cioè in grado di trattare tutti i genotipi dell’infezione.

«È uno studio importante per molti motivi. Innanzitutto gli studi in pratica clinica aiutano a definire meglio l’efficacia e la sicurezza di questi trattamenti, anche in situazioni cliniche particolari che normalmente non sono presenti negli studi registrativi», ha detto ai microfoni di Pharmastar il professor Pietro Lampertico, Direttore UOC di Gastroenterologia ed Epatologia Fondazione IRCSS Cà Granda - Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. «L’altro aspetto importante è naturalmente l’alto numero di pazienti e il fatto che sono stati arruolati in paesi diversi»

Analisi raggruppate da otto paesi
I dati sono stati raccolti da novembre 2017 a febbraio 2109 da otto paesi (Austria, Belgio, Francia, Grecia, Israele, Italia, Polonia e Svizzera) che partecipavano agli studi osservazionali post-marketing. I pazienti eleggibili a partecipare agli studi stavano ricevendo G/P a discrezione del medico curante secondo la pratica clinica locale, le raccomandazioni internazionali e/o il foglietto illustrativo locale.

Avevano un infezione da epatite C (Hcv) con genotipo 1-6, erano sia naïve al trattamento antivirale che trattati in precedenza con interferone, ribavirina e/o sofosbuvir, non erano cirrotici o avevano cirrosi compensata determinata principalmente mediante elastografia transitoria o misure non invasive.

Le caratteristiche basali e la sicurezza sono state riassunte per tutti i pazienti che hanno ricevuto almeno una dose di G/P. L'efficacia è stata valutata sia in tutti i pazienti che nelle sottopopolazioni di interesse sotto forma di percentuale di soggetti che hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta alla settimana 12 dopo il trattamento (Svr12).

Degli 1276 pazienti sottoposti alla terapia G/P, l'89,6% non era cirrotico e l'85,1% era naïve al trattamento. Di conseguenza, la maggior parte (86%) è stata assegnata a un trattamento G/P a 8 settimane, mentre i restanti 12,9% e 1,2% rispettivamente a G/P a 12 o 16 settimane. Nei 1153 pazienti di cui sono disponibili i dati, l’aderenza alla terapia è stata superiore al 99%.

Gli altri farmaci più sovente assunti dai pazienti includevano antitrombotici (8,9%), ansiolitici (8,8%), beta bloccanti (8,1%), antidepressivi (8,0%) e farmaci usati nei disturbi da dipendenza (8,5%), quindi sono stati inclusi nello studio pazienti con comorbidità e che facevano uso di altre terapie, un aspetto importante anche riguardo alle interazioni tra farmaci.

«Questa è la forza degli studi cosiddetti “real world”, che raccolgono e presentano i dati di efficacia, sicurezza e tollerabilità di tutti i pazienti che hanno assunto quel farmaco nella pratica clinica reale in un determinato periodo di tempo» ha aggiunto Lampertico. «Questo significa pazienti con malattie più gravi rispetto agli studi registrativi, più anziani, che assumono tanti altri farmaci e pazienti con altre malattie, che normalmente non sono inclusi nei trial clinici, quindi è la vera fotografia dell’efficacia e sicurezza di un farmaco nelle condizioni più difficili che possiamo incontrare nella pratica clinica».

Elevatissima risposta virologica sostenuta
I dati aggiornati evidenziano che complessivamente è stato raggiunto il 98,6% di Svr12, con risultati simili nei vari genotipi e nei diversi sottogruppi di interesse (figura). Ci sono stati 8 fallimenti virologici, due legati al trattamento e 6 dovuti a recidiva.




Percentuali globali e per sottopopolazione della Svr12 e dei motivi della mancata risposta alla terapia.

«Sono risultati straordinari. L’efficacia, intesa come guarigione completa dell’epatite C dopo 8 o 12 settimane di trattamento, era nell’ordine del 99% dei casi e questo elevatissimo tasso di risposta era indipendente dalle caratteristiche dei pazienti» ha spiegato Lampertico. «Cioè era indipendente dall’età, dalla gravità della malattia, dai livelli di viremia, dalla presenza/assenza di altre malattie importanti come la malattia renale, oppure situazioni particolari come patologie psichiatriche o pazienti in trattamento con inibitori della pompa protonica o addirittura nel setting della tossicodipendenza».

La terapia combinata G/P è stato ben tollerata, senza eventi avversi gravi correlati al trattamento e con una frequenza di effetti collaterali che hanno portato alla sospensione prematura della terapia inferiore dello 0,4%. Gli eventi avversi più comuni erano affaticamento (2,8%), astenia (2,1%%), mal di testa (2%) e nausea (1,1%%).

L’arruolamento, il trattamento e il follow-up sono attualmente in corso.

L’analisi presentata a Vienna include una quota importante di dati italiani, conclude Lampertico, «e conferma i dati di efficacia e sicurezza emersi nello studio italiano coordinato da me e dal professor Fagioli, che ha raccolto un numero importante di pazienti sottoposti a questo trattamento in Lombardia ed è già stato pubblicato sul Journal of Hepatology (leggi). Che peraltro è stato il primo studio al mondo a dimostrare l’efficacia nella pratica clinica di questa terapia».

Bibliografia

Lampertico P et al. Real-world effectiveness and safety of glecaprevir plus pibrentasvir in HCV: A multi-country analysis of postmarketing observational studies. The International Liver Congress, Vienna, poster THU-151, 2019.