Epatite C, per AIFA " obiettivo eradicazione della malattia "

Gastroenterologia
L’eradicazione dell’Epatite C, grazie ai farmaci innovativi già presenti sul mercato e a quelli che nei prossimi anni vi arriveranno, è un obiettivo prioritario degli organi posti a tutela della salute di tutti i cittadini italiani, in primis il Ministero della Salute e l’Agenzia Italiana del Farmaco.

Il percorso che AIFA e Ministero hanno intrapreso già da diversi mesi, si fonda su una pianificazione rigorosa, sia dal punto di vista scientifico che da quello della sostenibilità economica, che prevede una programmazione mirata a eradicare la malattia a livello nazionale e nel breve termine, tramite l’istituzione di un fondo straordinario voluto dal Governo, ad assicurare le terapie salvavita ai pazienti più gravi.

Come già ricordato in più occasioni, sono state infatti assicurate le risorse necessarie a curare i circa 50.000 pazienti che, a causa dello sviluppo della malattia, si trovano in pericolo di vita, e per sostenere la spesa nel primo biennio è stato stanziato 1 miliardo di euro, decuplicando il valore del fondo farmaci innovativi sino ad ora esistente.

Ma la programmazione prevede un piano complessivo per l’eradicazione dell’Epatite C che si sviluppi in almeno 6-8 anni, periodo nel quale è auspicabile che sia possibile una definizione migliore della popolazione di pazienti eleggibili anche attraverso l’adozione di screening che consentano di evidenziare la presenza del virus prima dello sviluppo della malattia.

La validità dell’approccio scelto dalle istituzioni centrali ha appena trovato un’ulteriore conferma nello studio condotto dall’Università di Tor Vergata, che ha evidenziato come l’eradicazione dell’HCV sia un obiettivo raggiungibile solo a lungo termine e non certo in pochi mesi soprattutto senza un’analisi e pianificazione accurata, con uno sforzo coordinato a livello nazionale che consideri in modo responsabile l’identificazione certa di risorse economiche e la sostenibilità globale del SSN.

È pertanto inimmaginabile pensare di poter raggiungere l’obiettivo dell’eradicazione basandosi su interventi effettuati a livello locale e lo studio condotto a Tor Vergata non fà che confermarlo, sottolineando l’importanza di screening di massa da svolgere in tutto il territorio italiano per conoscere le dimensioni reali dell’infezione.