Epatite C: Sicilia, best practice italiana

Per analizzare i possibili scenari futuri per il miglior percorso gestionale del paziente HCV, con particolare focus sui centri di riferimento, le best practice e le possibili criticità della Regione Sicilia, si è tenuto il Convegno "HCV Regione Sicilia: clinici, pazienti ed istituzioni a confronto", promosso da MA Provider e realizzato grazie al contributo incondizionato di AbbVie.

Per analizzare i possibili scenari futuri per il miglior percorso gestionale del paziente HCV, con particolare focus sui centri di riferimento, le best practice e le possibili criticità della Regione Sicilia, si è tenuto il Convegno “HCV Regione Sicilia: clinici, pazienti ed istituzioni a confronto”, promosso da MA Provider e realizzato grazie al contributo incondizionato di AbbVie.

 La Regione ha attivato la ‘Rete HCV Sicilia’, un progetto telematico per migliorare la gestione e il trattamento dell'epatite cronica e della cirrosi da virus C. Questo progetto, che vede ad oggi in elenco 12.798 pazienti di cui 7.684 già in terapia, ed è considerato da tutti una best practice, potrebbe essere riproposto in alcune Regioni nel resto del nostro Paese.

“A seguito della recente decisione dell’AIFA, affinché il piano di eradicazione HCV abbia effetto, è indispensabile che intervengano le Istituzioni regionali: l’Assessore alla Sanità e il Presidente della Regione debbono dare un segnale forte di priorità e di indirizzo, sennò l'obiettivo non sarà facile da raggiungere”. Ha detto Antonio Craxì Professore di Gastroenterologia, Università di Palermo e Direttore Unità operativa complessa di Gastroenterologia & Epatologia, AOU Policlinico Paolo Giaccone di Palermo.

“La disponibilità dei medicinali per l’epatite C per tutti i pazienti e non solo per i malati più gravi è la grande conquista che siamo riusciti ad ottenere. Grazie alle nuove terapie sarà poi possibile, per ogni medico autorizzato, fare la scelta migliore di cura ad ogni singolo paziente”. Ha dichiarato Giovanni Raimondo Direttore Unità operativa complessa di Epatologia Clinica e Biomolecolare, AOU Policlinico G. Martino, Messina.

“Grazie alla Sanità Italiana, da Marzo 2017 tutti i pazienti hanno diritto alla cura per guarire dall’epatite C. Tuttavia, per ottenere l’obiettivo fissato da AIFA di curare 80.000 pazienti l’anno nei prossimi tre anni è necessario ampliare le reti di cura a livello regionale: personale aggiuntivo, ulteriori centri prescrittori, reti Hub&Spoke che includano anche le carceri, i SERT, e il coinvolgimento dei medici di famiglia se vogliamo curare fino all’ultimo paziente. Stiamo parlando di una rete di presa in carico, assistenza e cura come quella che sta realizzando la Regione Sicilia e che dovrebbe essere ritenuta una best practice”. Ha spiegato Massimiliano Conforti Vicepresidente EpaC Onlus.

“La Regione Sicilia sta facendo passi avanti nell’ambito della salute e della prevenzione, in particolare per l’epatite C, che è una di quelle malattie che di più è stata investita dall’innovazione che la scienza medica ha fornito. Su questo è stata costruita la ‘Rete HCV Sicilia’, un Osservatorio regionale, che grazie alle nuove cure e terapie, è considerata una vera e propria best practice italiana”. Ha aggiunto Baldassarre Gucciardi Assessore alla Salute Regione Siciliana.

Si stima che in Italia ci siano circa 300mila i pazienti diagnosticati con epatite C (HCV) e un numero imprecisato di persone inconsapevoli di aver contratto l’infezione. Negli ultimi tre anni è profondamente mutato lo scenario della terapia delle malattie epatiche da virus C e, con la disponibilità dei nuovi farmaci ad azione antivirale diretta, è oggi possibile curare la maggior parte dei pazienti a prescindere dallo stadio della malattia.

A livello Nazionale sono stati realizzati due importanti interventi al fine di realizzare il Piano di Eradicazione HCV, che prevede l’arruolamento di 80.000 pazienti all’anno, per 3 anni:
Nel 2017 è stato confermato il fondo per i farmaci innovativi, 500 milioni di euro annui, precedentemente istituito per il biennio 2015-2016, dei quali la maggior parte è dedicata a farmaci per la cura dell’HCV.

A marzo 2017 sono stati ampliati i criteri di arruolamento. Se fino a quel momento solo i pazienti più gravi, gli F3 ed F4, potevano beneficiare della cura con i nuovi farmaci antivirali diretti, a partire da Aprile 2017 tutti i pazienti affetti dal virus HCV possono accedere alle cure.

Nonostante ci siano farmaci efficaci e fondi disponibili, ad oggi il ritmo di arruolamento è ben lontano da quello previsto dal piano di eradicazione (Fonte Registri AIFA): a gennaio 2017 a fine Marzo 2017 sono stati arruolati circa 7.337 pazienti; ad aprile (apertura dei criteri) ad oggi sono stati arruolati 20.015 pazienti; da gennaio 2017 ad oggi (Settembre 2017) sono stati trattati 27.352 nuovi pazienti.