Gastroenterologia

Epatite C, sofosbuvir/velpatasvir efficace su tutti i genotipi anche con sostituzioni dell'NS5A associate alla resistenza

Il trattamento con sofosbuvir/velpatasvir per 12 settimane ha portato ad alti tassi di risposta virologica sostenuta tra i pazienti con epatite C di genotipo da 1 a 6, indipendentemente dalle sostituzioni dell'NS5A al basale associate alla resistenza. E' quanto pubblicato su Journal of Hepatology.

Il trattamento con sofosbuvir/velpatasvir per 12 settimane ha portato ad alti tassi di risposta virologica sostenuta tra i pazienti con epatite C di genotipo da 1 a 6, indipendentemente dalle sostituzioni dell’NS5A al basale associate alla resistenza. E’ quanto pubblicato su Journal of Hepatology.

Nei pochi pazienti che non hanno ottenuto l’SVR I ricercatori hanno evidenziato resistenza agli inibitori dell’NS5A, ma non resistenza a sofosbuvir.

"Il trattamento con sofosbuvir/velpatasvir (SOF/VEL) per 12 settimane è stato efficace su sottotipi di HCV altamente diversi", ha sottolineato Christophe Hézode, dell'Università di Parigi-Est, Francia. "La maggior parte dei pochi pazienti con fallimento virologico dopo trattamento con questo farmaco per 12 settimane aveva una resistenza di classe all'inibitore di NS5A velpatasvir, ma non all'inibitore di NS5B sofosbuvir che consente un possibile ritrattamento con regimi contenenti sofosbuvir."

I ricercatori hanno condotto analisi di resistenza di sei studi clinici di fase 3 su SOF/VEL per 12 settimane su un totale di 1.778 pazienti con genotipi di HCV da 1 a 6. Gli studi comprendevano ASTRAL 1, 2, 3 e 5 e POLARIS-2 e POLARIS-3.
L'SVR complessiva tra gli studi è stata del 98,9%. I tassi di SVR per genotipo erano del 99% per il genotipo 1, del 100% per il genotipo 2, del 97,5% per il genotipo 3, del 99,5% per il genotipo 4 e del 100% per i genotipi 5 e 6.

La prevalenza complessiva di RAS per NS5A era del 28% nei pazienti con dati di sequenziamento NS5A disponibili (n=1773). La prevalenza più bassa era del 9% nei pazienti con genotipo 5 e la prevalenza più alta era del 61% nei pazienti con genotipo 2.
Tra i pazienti con genotipi 1a, 1b, 2, 4, 5 o 6, la presenza di RAS per NS5A al basale non ha avuto alcun impatto sulla percentuale di SVR.

Il 12% dei pazienti con genotipo 3 presentava RAS per NS5A al basale. Rispetto a quelli senza RAS al basale, i pazienti con genotipo 3 e RAS per NS5A avevano un tasso di SVR più basso a 12 settimane (93% contro 98%).

La prevalenza dei RAS basali dell’ NS5A rispetto a velpatasvir nell'intera coorte era dell'8% (n=138) con la più bassa prevalenza nei pazienti con genotipo 5 (0%) e la più alta prevalenza tra i pazienti con genotipo 6 (52%).

"La minore prevalenza di RAS per l’ NS5A con velpatasvir (specifico) rispetto ai RAS di classe per l’NS5A è dovuta alla migliorata barriera di resistenza di velpatasvir", secondo i ricercatori. I tassi di SVR per i pazienti con genotipo da 1 a 6 e RAS specifici per velpatasvir variavano dal 93% al 100% rispetto al 98% al 100% nei pazienti senza RAS specifici per velpatasvir.

Venti dei 1778 pazienti trattati con sofosbuvir/velpatasvir per 12 settimane non hanno raggiunto la SVR. Di questi, sette avevano il genotipo HCV 1, 12 avevano il genotipo 3 e uno aveva il genotipo 4.

In conclusione, il trattamento con sofosbuvir/velpatasvir per 12 settimane ha portato ad alti tassi di risposta virologica sostenuta tra i pazienti con epatite C di genotipo da 1 a 6, indipendentemente dalle sostituzioni dell’NS5A basali associate alla resistenza.

Christophe Hezode et al., Resistance Analysis in Patients with Genotype 1–6 HCV Infection Treated with Sofosbuvir/Velpatasvir in the Phase 3 Studies. Journal of Hepatology
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