Epatite C, trattamento "ritardato" efficace quasi come quello immediato

Gastroenterologia
I risultati di uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Infectious Diseases hanno dimostrato come un trattamento “ritardato” per l’epatite C sia efficace quasi come quello immediato e come l’approccio terapeutico ritardato, insieme al tasso di clearance virale spontanea, possa ridurre trattamenti non necessari in popolazioni attentamente monitorate. Il trattamento immediato, invece, sarebbe da preferire in popolazioni dove grande è la perdita di paziente al follow-up.

Come è noto, il trattamento precoce delle infezioni sostenute dal virus dell’epatite C (HCV) con interferone alfa in monoterapia è molto efficace, con tassi di guarigione superiori all’85%. Ciò nonostante, sono stati documentati in letteratura anche casi di clearance virale spontanea in una percentuale compresa tra il 10% e il 50%.

“Nel corso degli ultimi 10 anni – scrivono gli autori nell’introduzione al lavoro - si è ampiamente discusso delle problematiche relative al momento di “attacco” del trattamento contro il virus HCV, nella consapevolezza che, nonostante la terapia precoce sia molto efficace, la sua applicazione in tutti i pazienti infettati dal virus potrebbe portare ad un sovra trattamento dei soggetti che potrebbero “recuperare” spontaneamente” e che, pertanto, non avrebbero bisogno di ricorrere alla terapia antivirale.”

“Per contro – continuano – il trattamento “ritardato” potrebbe ridurre la possibilità di una risposta al trattamento e richiedere protocolli più aggressivi, compresi cicli di trattamento prolungati o trattamenti basati sulla combinazione di interferone alfa con ribavirina. A ciò si aggiungano, inoltre, considerazioni farmacoecomiche che depongono a favore del trattamento precoce rispetto a quello ritardato”.

Sulla base di queste premesse, obiettivo del nuovo studio è stato innanzitutto quello di valutare se il trattamento ritardato con interferone alfa-2b pegilato in pazienti con assenza di clearance spontanea del virus HCV non fosse inferiore al trattamento immediato. Inoltre, lo studio si è proposto di valutare l’efficacia del trattamento immediato con interferone alfa-2b pegilato in un gruppo di pazienti affetti da epatite acuta C asintomatica.

A tal scopo, sono stati reclutati pazienti adulti con epatite C acuta ma sieronegativi per il virus HIV e HBV in 72 centri ospedalieri tedeschi. Questi sono stati randomizzati, secondo uno schema di randomizzazione 1:1, al trattamento immediato con interferone alfa-2b per 24 settimane o a trattamento ritardato con interferone in combinazione con ribavirina per lo stesso tempo a partire dalla dodicesima settimana di randomizzazione se i livelli virali di HCV rimanevano positivi. Tutti i pazienti asintomatici, inoltre, sono stati assegnati a trattamento immediato con interferone alfa-2b pegilato per 24 settimane.

L’endpoint primario del trial era rappresentato dalla risposta SVR in tutti i partecipanti, randomizzati ai trattamenti previsti, che avevano completato lo screening, con un margine di inferiorità fissato al 10%.
Il trial è stato interrotto prima della sua scadenza naturale per decisione dell’advisory committee dello studio in ragione del basso tasso di reclutamento dei pazienti.

Dei 132 pazienti reclutati nell’arco temporale 2004-2010, 107 erano sintomatici e 25 asintomatici. I I risultati hanno mostrato che 37 pazienti su 55 pazienti sintomatici (pari al 67% del gruppo) randomizzati al trattamento immediato e 28 pazienti sintomatici su 52 (pari al 54%) randomizzati al trattamento ritardato hanno presentato una risposta SVR. La condizione di non-inferiorità non è stata raggiunta dal punto di vista statistico (10%), ma il trattamento ritardato è risultato efficace quasi come quello immediato (differenza= 13,7%; IC95%= 4,6-32; p=0,071).

Lo studio ha mostrato anche come 18 pazienti su 25 pazienti asintomatici (pari al 72% del gruppo) abbiano raggiunto la risposta SVR e come 22 pazienti su 52 pazienti sintomatici (pari al 42% del gruppo), randomizzati al trattamento ritardato, non abbiano completato il follow-up rispetto ai 20 pazienti su 80 pazienti asintomatici e sintomatici (25%) allocati al trattamento immediato.
Infine, 11 pazienti sintomatici (21%) assegnati al trattamento ritardato sono andati incontro a clearance virale spontanea mentre 14 pazienti, assegnati a trattamento ritardato con interferone e ribavirina e che avevano completato il follow-up, hanno raggiunto una risposta SVR.

Deterding K et al. Delayed versus immediate treatment for patients with acute hepatitis C: a randomised controlled non-inferiority trial. Lancet Infect Dis. 2013 Jun;13(6):497-506.
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