Gastroenterologia

Esofagectomia per cancro all'esofago, come migliorare i disturbi del sonno post operatori

L’utilizzo di farmaci vasopressori migliora il sonno in pazienti sottoposti a esofagectomia per cancro all’esofago, L’utilizzo di ipnotici, in particolare benzodiazepine, non è completamente efficace e comporta conseguenze nella funzione emotiva e peggiora l’affaticamento e il dolore. Questi i risultati derivano da uno studio di un gruppo di ricercatori italiani e sono stati pubblicati su World Journal of Surgical Oncology. I ricercatori hanno anche valutato i fattori predittivi di qualità della vita in pazienti nel post operatorio e l’efficacia di alcuni farmaci nel migliorare i disturbi del sonno.

In caso di carcinoma dell’esofago in cui la neoplasia progressivamente infiltra la parete o si accresce nel lume riducendone il calibro, si rende necessario un intervento di esofagectomia cioè di asportazione chirurgica totale o parziale dell'esofago.

La gestione della fase post operatoria, in pazienti che sono stati sottoposti a esofagectomia, è particolarmente impegnativa. Infatti, oltre ai rischi di severe complicazioni post-operatorie, subentrano disturbi del sonno, affaticamento, dolore che influenzano pesantemente la qualità della vita del paziente. Dopo un tale intervento, i pazienti soggiornano per almeno 2 giorni in Unità intensive di cura (ICU) in cui rumori costanti e luci provocano disconforto che si aggiunge a quello dovuto al sondino nasogastrico. Nel lungo periodo molti pazienti nel post operatorio provano reflusso e bruciore di stomaco quando si trovano supini, problemi che rendono difficile il riposo.

Tutto ciò fa pensare che questo tipo di pazienti necessitano di farmaci ipnotici per far fronte ai disturbi del sonno.
L‘obiettivo di questo studio prospettico è stato quello di analizzare come la somministrazione di un ipnotico o di un farmaco vasopressore possa influire su tali disturbi e sulla qualità della vita dopo un intervento di esofagectomia per cancro dell’esofago.
I pazienti considerati in questo studio avevano subito questo tipo di intervento presso l’Unità di Chirurgia Oncologica dell’Istituto Veneto di Oncologia di Padova tra maggio 2011 e settembre 2012.

Durante la degenza nell’ICU, per il controllo standard del dolore veniva utilizzato naropina in infusione epidurale allo 0.2% e acetaminofene 1g i.v. tre volte al giorno. Per il dolore persistente è stato adoperato tramadolo alla dose di 100 mg o morfina a 5 mg. Per l’insonnia sono state somministrate benzodiazepine (lorazepam 2.5 mg, diazepam 10 mg o lormetazepam 0.5 mg).
Questi soggetti avevano soggiornato per almeno 2 giorni nell’ICU in cui la luce è accesa per molte ore della notte.

Questa luce continua, stimola la ghiandola pineale a produrre maggiore melatonina he regola il ciclo sonno/veglia. La produzione della melatonina dipende anche dalla serotonina.  Per controllare le funzioni cardiovascolari sono state ai pazienti infusioni di farmaci inotropi e vasopressori.
In totale i pazienti considerati sono stati 62 , tutti sottoposti a esofagectomia per cancro.

Per la valutazione della qualità della vita, è stato utilizzato il questionario EORTC QLQ-C30 (European Organiza- tion for Research and Treatment of Cancer Quality of Life. Questionnaire-C30 ) e precisamente le voci: qualità globale della vita (voce QL2) e disturbi del sonno (voce SL), che erano gli endpoint primari.

I risultati hanno mostrato che dopo l’intervento la qualità globale della vita e le funzioni emotive rimanevano stabili, al contrario il dolore e i disturbi del sonno aumentavano in maniera significativa dopo l’intervento rispetto a quando i pazienti erano sottoposti a neo terapia adiuvante o al tempo della diagnosi (p=0.01 e p=0.001, rispettivamente).

Anche l’affaticamento aumenta dopo l’intervento (p=0.07).
Le infusioni di dopamina , da recenti ricerche, diminuirebbe la secrezione di melatonina dalla ghiandola pineale. Questo spiega il perché in questo studio la dopamina in infusione è risultato un predittore indipendente di disturbi del sonno dopo esofagectomia.

La richiesta postoperatoria di ipnotici è risultato un predittore indipendente di cattiva qualità di vita (p=0.022).  I disturbi del sonno dopo esofagectomia sono stati predetti in modo indipendente dalla durata dell'infusione di dopamina in terapia intensiva e dalla quotidiana richiesta di benzodiazepine (p=0.049 e p=0.010, rispettivamente). Anche in questo caso, i disturbi del sonno alla diagnosi si rivelano essere un predittore  indipendente di necessità di somministrazione di ipnotico. Analisi della curva ROC (curva operativa caratteristica) ha dimostrato che i disturbi del sonno alla diagnosi erano dei buoni predittori della richiesta di benzodiazepine post operatorie (AUC = 73%, P = 0.02).

In conclusione, l’uso di vasopressori in terapia intensiva influenza il sonno nel periodo postoperatorio, mentre l'uso di ipnotici non riesce completamente a migliorare questa situazione, né è privo di possibili conseguenze. I disturbi del sonno al momento della diagnosi possono predire correttamente i pazienti che potranno sviluppare disturbi del sonno durante il periodo postoperatorio e può essere adoperato come test veloce di screening per pianificare interventi futuri per migliorare gli outcomes dopo esofagectomia.

Emilia Vaccaro
Scarpa M. et al. Sleep disturbances and quality of life in postoperative management after esophagectomy for esophageal cancer. World J Surg Oncol. 2014 May 21;12(1):156.
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