Esofagite eosinofila, a breve la diagnosi dalla saliva

Gastroenterologia
Nei pazienti con esofagite eosinofila, il microRNAs dosato dalla saliva potrebbe un giorno essere usato per diagnosticare e gestire la malattia. Questo è quanto deriva da uno studio pilota presentato al congresso dell'American Academy of Allergy, Asthma & Immunology 2015.

L’esofagite eosinofila è una condizione allergica infiammatoria dell’esofago. La patofisiologia di questa condizione non è ben chiara, tuttavia un’allergia alimentare potrebbe giocare un ruolo significativo. Si instaura un denso infiltrato eosinofilo a livello della mucosa esofagea che comporta, se non trattata, un ispessimento della parete con riduzione del lume e conseguente difficoltà al passaggio del bolo alimentare. I sintomi, oltre alla disfagia, sono bruciore, dolore retro sternale e vomito.

La diagnosi ad oggi viene effettuata attraverso esame endoscopico che mette in evidenza alcuni aspetti caratterizzanti tale patologia. Dopo di cio’ in caso il sospetto diventi sempre più netto bisogna ricorrere a prelievi bioptici che potranno dimostrare gli aspetti  patologici della malattia.

E’ una malattia che si sviluppa già in età pediatrica quindi l’ipotesi di avere a disposizione test meno invasivi per la sua diagnosi diventa di fondamentale importanza.
I microRNA (miR) sono coinvolti nella regolazione e insorgenza di diverse patologie come nel cancro (in questo caso uno dei primi identificati è stato l’miR-21) ma anche nell’insorgenza di malattie cardiache e nella regolazione a livello di sistema nervoso centrale e nel diabete.

Questo studio pilota fa parte della continua ricerca di biomarcatori non invasivi sull’ esofagite eosinofila, specialmente nei bambini.
Il ricercatore senior Faoud Ismaele,  della Pennsylvania State University College of Medicine di Hershey ha dichiarato: "La tecnologia che abbiamo usato per misurare il miRNA è prontamente disponibile ed è poco costosa. Un test commerciale potrebbe essere disponibile entro i prossimi 5 anni o giù di lì”.
Il dottor Ishmael ha precisato:  "Il problema nell’esofagite eosinofila è che l'unico modo per diagnosticare e monitorare la risposta è di eseguire endoscopie invasive per la biopsia dell'esofago, che possono essere difficili e potenzialmente pericolose".

Ma i miRNA, che sono fatti dalla maggior parte delle cellule del corpo e sono secreti nella saliva e in altri fluidi corporei, potrebbe servire come "impronta digitale" della malattia.
"Si tratta di importanti regolatori di infiammazione, e la loro espressione è alterata in malattie come l’esofagite eosinofila. Circa 2000 miRNA sono stati scoperti negli esseri umani finora, ma solo circa tra i 100 e i 150 sono facilmente individuabili nei biofluidi, e il pattern di espressione di questi 100 così varia in molte malattie ".
Lo studio ha coinvolto 15 adulti con esofagite eosinofila. Da ogni soggetto sono stati prelevati campioni di saliva al momento della diagnosi con biopsia esofagea e dopo 2 mesi di terapia con fluticasone.

Theodore Kelbel, ricercatore dalla Penn State Hershey Medical Center ha riferito che profili di espressione di pazienti con esofagite eosinofila non trattati sono stati confrontati con quelli di soggetti sani di controllo. C'è stata una relazione significativa tra conta degli eosinofili e l'espressione di miR-3613-3p (p=0.005), ma non l'espressione di miR-4668 (p=0.06) e miR-570-3p, riferito ricercatore.

Dopo il trattamento, c'è stata una riduzione significativa dell'espressione di miR-3613-3p e miR-4668 (p<0.05) nei pazienti con esofagite eosinofila, ma l'espressione di miR-570-3p non cambiava.

L'espressione di miR-3613-3p e miR-4668, tuttavia, non ha raggiunto i livelli visti nel gruppo di controllo.
Il dr. Kelbel ha aggiunto: "Forse questa è solo una funzione solo dei pazienti dopo 2 mesi di terapia. Se fossero stati in terapia a lungo, forse i livelli avrebbero continuato a scendere. Stiamo pensando di effettuare gli studi in un maggior numero di pazienti per confermare la validità clinica dei nostri risultati.

I ricercatori hanno scoperto che i microRNA potrebbero essere coinvolti nell’asma, e potrebbe avere il potenziale diagnostico simile a tale malattia. Il dottor Ishmael ha affermato che sperano che, in futuro, "questi miRNA possano essere manipolati per una generazione di nuove terapie anti-infiammatorie."
Il dr. Wen Ting,  dell’ Ospedale dei bambini di Cincinnati ha sottolineato che questi risultati suggeriscono che "la diagnosi non invasiva e/o il monitoraggio dello stato dei soggetti con esofagite eosinofila potrà essere possibile in un prossimo futuro".

Tuttavia, "la probabilità che questo approccio non invasivo sostituirà il metodo convenzionale corrente dipende dalla riproducibilità e dalla specificità del test, che dovrà essere provata. C'è ancora molta strada da fare."
Il dr Wen e i suoi colleghi hanno recentemente sviluppato un pannello diagnostico per l'esofagite eosinofila, un test molecolare che viene attualmente utilizzato sul tessuto bioptico, quando i risultati della biopsia iniziale sono ambigui.

Un biomarcatore non invasivo affidabile per la malattia potrebbe "salvare tempo, costo, e sofferenza ai pazienti dell’ottenere almeno cinque biopsie esofagee".
Altri approcci attualmente in fase di sviluppo includono l’miRNA del sangue, miRNA dell’esalato del respiro condensato e livelli di lavaggio di citochine esofagee, secondo quanto riferito dal dottor Wen: "Tutti questi approcci detengono un forte potenziale”.

In conclusione, lo sviluppo delle tecnologie diagnostiche molecolari sta apportando grandi miglioramenti per la diagnosi e il monitoraggio non invasivi di numerose patologie come l’esofagite eosinofila. In quest’ultimo caso come mostrato da questo studio pilota le potenzialità sono davvero elevate ma sono necessari studi su grandi numeri, già messi in cantiere, per avvalorare la riproducibilità clinica su grande scala.

Emilia Vaccaro
American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI) 2015:  Abstract 250. Presentato 21 FEBBRAIO 2015.