Esofagite eosinofila, miglioramenti a 360° grazie a dupilumab

Gastronterologia

I pazienti con esofagite eosinofila che hanno ricevuto dupilumab hanno mostrato miglioramenti nella disfagia, gravità delle caratteristiche istologiche ed endoscopiche, conta degli eosinofili intraepiteliali esofagei e distensibilità esofagea con miglioramenti nei sintomi e nella qualità della vita. E' quanto riportano i risultati di uno studio pubblicato su Gastroenterology.

I pazienti con esofagite eosinofila che hanno ricevuto dupilumab hanno mostrato miglioramenti nella disfagia, gravità delle caratteristiche istologiche ed endoscopiche, conta degli eosinofili intraepiteliali esofagei e distensibilità esofagea con miglioramenti nei sintomi e nella qualità della vita. E’ quanto riportano i risultati di uno studio pubblicato su Gastroenterology.

Per il trattamento della esofagite eosinofila (EoE) ad oggi le opzioni di trattamento sono scarse e si basano soprattutto su modifiche nella dieta e trattamento con inibitori della pompa protonica e farmaci che agiscono sulla dilatazione esofagea.

"Queste terapie possono essere limitate da tassi di risposta variabili, recidiva dopo l'interruzione della terapia ed effetti avversi sulla qualità della vita. Queste potenziali limitazioni evidenziano la necessità di nuovi trattamenti mirati ai percorsi chiave che guidano l'infiammazione nell’EoE” ha precisato Ikuo Hirano,, della Feinberg School of Medicine della Northwestern University, e colleghi.

Dupilumab è un anticorpo monoclonale contro il recettore dell'interleuchina 4 che inibisce IL-4 e IL-13.
I ricercatori hanno cercato di determinarne l'efficacia e la sicurezza di tale farmaco nei pazienti con EoE basandosi sui risultati di efficacia in altre malattie allergiche, atopiche e con infiammazione di tipo 2 e di risposta immunitaria agli allergeni alimentari.

E’ stato eseguito uno studio di fase 2 su 47 adulti con EoE attiva, definita come due episodi di disfagia alla settimana con picco di densità eosinofila di 15 o più eosinofili per campo ad alta potenza.
I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere un'iniezione sottocutanea settimanale di dupilumab (300 mg; n=23) o placebo (n=24) per 12 settimane.

Sono stati valutati il cambiamento dal basale alla settimana 10 nell'outcome riportato dal paziente attraverso lo Straumann dysphagia instrument patient-reported outcome (SDI-PRO), nonché le caratteristiche istologiche (conteggio dei picchi di eosinofili, punteggi istologici EoE) e endoscopiche (punteggio di riferimento endoscopico), la distensibilità esofagea e la sicurezza.

Al basale, il punteggio medio SDI-SRO era 6,4. I pazienti nel gruppo dupilumab hanno avuto una riduzione media di 3 punti alla settimana 10 rispetto a una riduzione media di 1,3 punti nel gruppo placebo (p=0,0304).

Alla settimana 12 dello studio, i pazienti che hanno ricevuto dupilumab hanno avuto una riduzione della conta degli eosinofili con una media di 86,8 eosinofili per HPF (riduzione del 107,1%; p<0,0001 rispetto al basale), una riduzione del 68,3% del punteggio del sistema di punteggio istologico EoE ( p<0,0001 rispetto al basale) e riduzione del punteggio di riferimento endoscopico di 1,6 (p=0,0006 rispetto al basale).

I pazienti nel gruppo dupilumab hanno anche manifestato un aumento della distensibilità esofagea del 18% rispetto al basale (p<0,0001).

I ricercatori hanno anche scoperto che dupilumab era generalmente ben tollerato dai pazienti. Tuttavia, eritema non grave al sito di iniezione (35% contro 8%) e rinofaringite (17% contro 4%) si sono verificati più comunemente nel gruppo dupilumab.

"Dupilumab è il primo agente biologico mirato a migliorare la disfagia, le misure istologiche ed endoscopiche della malattia, nonché la funzione esofagea, e ha un profilo di sicurezza accettabile nei pazienti adulti con EoE attiva", hanno scritto Hirano e colleghi. "Sono necessari ulteriori studi per determinare l'efficacia e la sicurezza a lungo termine di dupilumab nel trattamento dell’ EoE."

Hirano K. et al., Efficacy of Dupilumab in a Phase 2 Randomized Trial of Adults With Active Eosinophilic Esophagitis.

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