Microsanguinamenti cerebrali; è  quanto trovato in una coorte di pazienti adulti con fibrosi epatica e riportato in uno studio pubblicato sulla rivista PLOSone. Nel lavoro i ricercatori si interrogano sul collegamento cervello-fegato che potrebbe dare spiegazioni patogenetiche su tali disturbi.
"La fibrosi epatica è una malattia multifattoriale associata a infiammazione sistemica, insulino-resistenza e rigidità arteriosa. Ognuno di questi fattori può influenzare i piccoli vasi cerebrali", hanno sottolineato i ricercatori continuando: "Così, può esistere una correlazione significativa tra la gravità delle malattie cerebrali dei piccoli vasi e la fibrosi epatica.”
Lo scopo di questo studio era di determinare se la gravità della malattie cerebrali dei piccoli vasi potessero dipendere dal grado di fibrosi epatica e riflettersi in valori di rigidità del fegato osservati con elastografia transitoria.
A tal fine sono stati reclutati 300 adulti sani coreani (età media, 56 anni), che sono stati sottoposti a un completo check-up medico tra gennaio 2011 e dicembre 2012 presso il Severance Hospital, Yonsei University College of Medicine, Seoul in Corea.
I pazienti sono stati sottoposti a elastografia transitoria ( TE) per la misurazione della rigidità epatica. La TE è stata eseguita sul lobo destro del fegato utilizzando una sonda M.
La presenza di malattia dei piccoli vasi, come ad esempio microsanguinamenti cerebrali (CMBS), infarto silenzioso e leucoaraiosi, è stata misurata attraverso la risonanza magnetica.
Tra tutti i pazienti, la prevalenza di fibrosi lieve era del 15% e la fibrosi severa è stata del 4%. Inoltre, il 21,3% dei pazienti aveva CMBS in qualsiasi posizione (n=64), anche se la maggioranza ne aveva uno solo (n=55). 
Leucoaraiosi, condizione in cui la densità vascolare diminuisce, è stata trovata nel 66,7% dei pazienti (n=200); nell’ 8,7% i pazienti hanno avuto infarti silenti (n=26). Il valore medio di rigidità del fegato (LS) è stato di 4,8 ± 2,3 kPa.
Leucoaraiosi e infarti silenziosi non sono risultati significativamente associati a valori LS o al grado di fibrosi epatica (p> 0,05 per entrambi). I pazienti con una maggiore quantità di CMBS avevano valori LS superiori (p <0,001); pazienti senza CMBS avevano un valore di LS di 4.5 ± 1.5 rispetto a pazienti con tre CMBS e un valore di LS pari a 12,4 ± 10.7.
Oltre ai valori di LS più elevati, i pazienti con CMBS avevano una maggiore probabilità di essere di sesso maschile, di età superiore e aveva un grado di fibrosi epatica più alto rispetto ai pazienti senza CMBS (p <0,05 per tutti).

Analisi multivariate hanno dimostrato che la fibrosi puo’ essere un predittore positivo indipendente della presenza di CMBS (OR = 6,165; 95% CI, 1,53-24,839). Inoltre, il grado di fibrosi epatica è risultata essere associata positivamente con la presenza di CMBS in pazienti di età pari e superiore ai 60 anni.
L'analisi univariata ha mostrato un'associazione positiva tra la fibrosi e la presenza di CMBS in pazienti di età inferiore ai 60 anni (p=0,011) e nei pazienti di età superiore ai 60 anni (p=0,055).
I ricercatori hanno concluso che: "Il grado di fibrosi epatica, valutata utilizzando elastografia transitoria, è stata associata in modo indipendente alla presenza e all'onere di CMBS in pazienti in buona salute, asintomatici. Capire il legame tra il cervello e il fegato può progredire la ricerca futura sui meccanismi patogenetici dei microsanguinamenti cerebrali."
Emilia Vaccaro


Kim YD, et al. Relationship between Cerebral Microbleeds and Liver Stiffness Determined by Transient Elastography. PLoS One. 2015; doi: 10.1371 / journal.pone.0139227.

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