Una firma genetica, in combinazione con i test della bilirubina e delle piastrine, può aiutare a identificare i pazienti con cirrosi iniziale dovuta al virus dell'epatite C (Hcv) ad alto rischio di complicanze. Questo risultato deriva da uno studio pubblicato sulla rivista Gut.

Il numero di pazienti con cirrosi correlata all’Hcv è in aumento, portando a un aumento del rischio di complicanze e di morte. La stratificazione prognostica nei pazienti con cirrosi in stadio precoce è ancora una sfida.

In questo lavoro gli autori hanno puntato a sviluppare e convalidare un indice prognostico clinicamente utile in base a variabili genomiche e cliniche per identificare i pazienti ad alto rischio di progressione della malattia.

Le firme (signatures) genetiche sono un insieme di geni, specificamente associati a note aberrazioni genetico-molecolari, importanti perché hanno generalmente valenza prognostica.

Come i ricercatori riportano nell’articolo, questo nuovo indice prognostico è costituito da un test basato sulla conta digitale dei trascritti (nCounter) costituito da una firma di 186 geni, il livello di bilirubina (>1 mg/dl), e la conta delle piastrine (<100.000/mm3).

Lo studio in questione ha considerato 216 pazienti italiani con cirrosi collegata all’Hcv seguiti per una mediana di 10 anni; l'indice prognostico è stato associato con scompenso epatico (hazard ratio=2.71, p=0.003), morte (HR=6.00, p<0.001), carcinoma epatocellulare (HR=3.31, p=0.001) e progressione di classe nell’indice Child-Turcotte-Pugh (HR=6.70, p<0.001).

E’ stato considerato anche un gruppo di convalida costituito da 145 adulti con cirrosi da Hcv compensata che erano stati sottoposti a biopsie epatiche per un periodo di 17 anni. Sulla base dell'indice prognostico, i ricercatori hanno stratificato i pazienti in gruppi ad alto rischio (16%), a rischio intermedio (42%) o basso rischio (42%).

Il gruppo ad alto rischio ha avuto un significativo aumento del rischio di scompenso epatico (HR=7.36, p<0.001), morte (HR=3.57, p=0.002), morte correlata al fegato (HR=6.49, p<0.001) e eventi avversi collegati a livello epatico (HR=4.98, p<0.001).

Il Dr. Raymond T. Chung della Harvard Medical School di Boston e autore dello studio, ha dichiarato: "Questo studio fornisce ulteriori prove che la firma genetica può di per sé prevedere eventi clinici futuri per un paziente con cirrosi Hcv correlata. Questo indicatore aiuta a prevedere il deterioramento a valle in termini di insufficienza epatica e di decessi per insufficienza epatica o di rischio per il carcinoma epatocellulare.

L'aspetto più importante è aiutare a stratificare o identificare i pazienti che potrebbero avere bisogno di un più intenso follow-up, ma anche potenzialmente per individuare i candidati per possibili interventi che potrebbero aiutare a rallentare la progressione della malattia epatica. La nostra speranza sarebbe quella di poterlo applicare in pazienti con un follow up a più lungo termine in modo che possano essere identificati in anticipo per poter intervenire e trattate prima che si verifichino delle complicazioni ".

Alla domanda se questo test potrebbe sostituire il punteggio Meld, il Dr. Chung ha risposto: "No. Il punteggio Meld presuppone che questi pazienti hanno già la malattia avanzata. E 'solo quando la cirrosi è deteriorata che il punteggio Meld inizia a salire. Avremmo, invece, intenzione di usare questo nuovo indice ben prima di arrivare alle fasi avanzate in cui si usa il Meld. "

Meld sta per “Model for End-Stage Liver Disease”, è infatti un sistema di punteggio utilizzato per valutare la gravità delle epatopatie croniche ed è utilizzato sia dallo United Network for Organ Sharing (UNOS) sia dall’ Eurotransplant per la realizzazione della lista di attesa per il trapianti di fegato.

Il co-autore senior, il Dr. Yujin Hoshida della Scuola Icahn di Medicina Mount Sinai di New York City ha dichiarato: "Il nostro indice prognostico si è dimostrato sorprendentemente predittivo di una serie di complicanze legate alla cirrosi da epatite C con hazard ratio alto come 7.36. La grandezza dell’associazione è eccezionale rispetto a marcatori prognostici molecolari precedentemente riportati (con hazard ratio generalmente inferiore a 2.0) ed è sorprendente che continuiamo a vedere un’alta associazione prognostica in più coorti di pazienti e piattaforme di analisi. Le firme genetiche potrebbero essere effettuate utilizzando campioni clinici quotidiani senza alcuna preparazione particolare. Abbiamo alcuni dati preliminari che indicano che la firma genetica è prognostica anche per il virus dell'epatite B e la steatoepatite non alcolica (NASH). Stiamo analizzando queste eziologie e così come l'alcool su una scala più ampia con gli Istituti nazionali di sostegno alla Salute ".

In conclusione, è stato validato con successo un nuovo indice prognostico genomico e clinico prontamente disponibile per l'uso clinico, garantendo un'ulteriore valutazione clinica per la predizione prognostica e il processo di stratificazione clinica e di arricchimento per gli interventi di prevenzione.

Emilia Vaccaro

King LY. et al. A genomic and clinical prognostic index for hepatitis C-related early-stage cirrhosis that predicts clinical deterioration. Gut doi:10.1136/gutjnl-2014-307862
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