Si può conseguire un risparmio di oltre 158.500.000 di euro all’anno grazie al ricovero dei pazienti con malattie digestive in unità di gastroenterologia invece che in reparti di medicina generale: è il messaggio positivo che lanciano gli specialisti dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) in occasione degli stati generali dell’associazione, in programma a Marsala in Sicilia dall’8 al 10 giugno.

Un risparmio molto significativo che nasce dalla constatazione, emersa dall’analisi dei dati contenuti nel Libro bianco della gastroenterologia italiana, che solo il 9% dei pazienti con malattie digestive è ricoverato in unità gastroenterologiche e che in unità operative di medicina generale la degenza media è di circa tre giorni più lunga. Poiché i ricoveri in medicina per queste malattie sono 211.402 all’anno, il numero delle giornate di ricovero sovrabbondanti, e quindi “sprecate”, è circa 634.206. Fissando un costo medio della giornata di ricovero pari a 250 euro, emerge un risparmio possibile quantificabile in 158.551.500 euro all’anno. Un primo passo in questo senso potrebbe essere compiuto se i pazienti fossero indirizzati sin da subito verso gli ambulatori afferenti alle unità di gastroenterologia presenti sul territorio.

Questo è uno dei temi centrali affrontati nel corso degli stati generali AIGO a Marsala, a cui partecipano cinquanta gastroenterologi in rappresentanza di tutte le sezioni italiane. Oltre all’importante richiesta di indirizzare i pazienti sofferenti patologie digestive sempre allo specialista dedicato, il gastroenterologo, al centro del dibattito vi è anche l’esigenza di una migliore allocazione delle risorse sanitarie e si terrà un confronto sull’esperienza di ogni singola regione alla ricerca di un modello di efficienza.

Sottolinea Antonio Balzano, presidente dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO): “Per ottenere risparmi in sanità non è possibile operare tagli orizzontali, semplicemente indicando un limite di spesa che non può essere superato o un budget massimo che può essere speso per acquistare una fornitura o erogare una prestazione. Ciò che è necessario è spendere meglio i fondi disponibili: il possibile risparmio di 150 milioni di euro che abbiamo rilevato ne è la prova. Per conseguirlo, infatti, è sufficiente l’appropriatezza delle cure, cioè affidare un paziente che soffre di patologie digestive al suo specialista di elezione, il gastroenterologo”.

“Inoltre – continua Balzano – riteniamo importante che si avvii un processo di redistribuzione territoriale dei posti letto dedicati alla gastroenterologia e che si definisca un percorso per il paziente affetto da malattie dell’apparato digerente, declinato per livelli di complessità clinica e procedurale. Infine, è prioritaria l'organizzazione di una rete dell’emergenza gastroenterologica, che associ a ogni Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) un’unità di gastroenterologia. In Italia oggi, invece, vi sono 174 unità di gastroenterologia a fronte di 351 DEA attivi”.

Inappropriatezza delle cure
Gli specialisti dell’AIGO, inoltre, rilevano che le prestazioni endoscopiche sono l’ambito in cui si concentrano i maggiori sprechi: infatti, circa il 30% delle oltre 1.710.000 prestazioni endoscopiche effettuate ogni anno è inappropriata. In particolare il 15% di queste prestazioni in pazienti ricoverati è inutile.
Anche in gastroenterologia, quindi, sono stati identificati ambiti di possibile miglioramento.
In particolare, in questa specialità è evidenziata la necessità di eliminare tutte le terapie e i trattamenti inappropriati, cioè quelli che non sono i più efficaci o che non sono previsti dalle linee guida internazionali. In questo modo si stima sarebbe possibile risparmiare oltre 25.352.482 euro all’anno.
Secondo i dati del Libro bianco della gastroenterologia italiana, infatti, nelle unità di gastroenterologia il tasso dei ricoveri inappropriati è il 25,5% degli oltre 56.900 effettuati all’anno. Se si considera che queste 14.530 ospedalizzazioni hanno una durata media di sette giorni, è stato calcolato che sarebbe possibile risparmiare oltre 101.400 giorni di ricovero inutili per una spesa di più di 25 milioni di euro.

Tra le proposte allo studio dei gastroenterologi per fare fronte a questo problema vi sono un ampliamento dei servizi e dei trattamenti da erogare in day hospital e la creazione di servizi di terapia domiciliare.

I gastroenterologi in Italia
Per poter attuare queste forme di risparmio è necessario, tuttavia, poter disporre di un numero sufficiente di gastroenterologi. Purtroppo oggi questi specialisti sono meno del necessario: secondo i dati del censimento Aigo in Italia sono operativi 1425 gastroenterologi ed endoscopisti mentre per le sole prestazioni endoscopiche ne sarebbero necessari ben 1224. Va rilevato, inoltre, che secondo stime dell’associazione entro il 2020 in Lombardia e in Piemonte saranno pensionati il 44% dei gastroenterologi senza essere sostituiti.
Si tratta di un numero insufficiente, anche per gli stessi obiettivi fissi dal Sistema Sanitario Nazionale, e pari a solo un decimo di quanto effettivamente necessario.
Secondo i dati del Libro bianco della gastroenterologia, infatti, le malattie dell’apparato digerente costituiscono la causa del 10% di tutti i ricoveri necessari per patologie acute. Poiché l’SSN ha fissato come obiettivo di dedicare alle patologie acute 3000 posti letto per milione di abitanti, risulta evidente che i posti letto in gastroenterologia dovrebbero essere 300 per milione e non gli attuali 34.